In un’epoca in cui i social media sono saturi di consigli su come vivere meglio, è emerso un fenomeno paradossale: il wellness dopamine. Questo termine, nato sui social, descrive la tendenza a trasformare il benessere in una performance da mostrare agli altri, piuttosto che in un obiettivo personale da raggiungere.
Il dottor Leonardo Gottardo, psicologo psicoterapeuta, spiega che il benessere è diventato un’esperienza visibile e condivisibile, spesso misurabile in termini di approvazione. Questo cambiamento culturale ha spostato l’attenzione dal sentirsi bene al dimostrare di stare bene perdendo di vista il significato autentico della cura di sé.
La società della performance
Viviamo in una società che ci sprona costantemente a migliorarci e a rendere di più e meglio. I social media amplificano questa dinamica, rendendo visibile ciò che è facilmente raccontabile: routine impeccabili, allenamenti quotidiani, alimentazione perfetta e morning routine organizzate nei minimi dettagli.
Tuttavia, la salute psicologica comprende anche giornate difficili, cambi di programma, stanchezza e imperfezioni, aspetti che raramente trovano spazio nella narrazione online. In molti casi, il bisogno di mostrare un’immagine di benessere può diventare più forte del bisogno di viverlo davvero.
Quando la ricerca del benessere diventa controproducente
Il benessere diventa controproducente quando si è troppo rigidi. Non è tanto il tempo che dedichiamo allo stare bene quanto il fatto che questo si è trasformato in un obbligo irrinunciabile. Quando saltare un allenamento provoca ansia o mangiare un pasto diverso dal previsto genera sensi di colpa eccessivi, probabilmente non stiamo più coltivando il nostro equilibrio.
La psicologia ci insegna che uno degli indicatori più importanti della salute mentale non è la perfezione, ma la flessibilità psicologica la capacità di adattarsi alle circostanze senza perdere di vista ciò che conta davvero. Questa flessibilità è tanto più solida quanto più il valore che attribuiamo a noi stessi non dipende esclusivamente dai risultati, dall’aspetto fisico o dall’approvazione degli altri.
Il ruolo delle relazioni nel benessere
Uno studio condotto da Harvard ha dimostrato che le relazioni solide e appaganti tendono a prolungare la vita e migliorare la salute. Le coppie sposate vivono, in media, due anni di più rispetto ai loro omologhi non sposati. Le amicizie di qualità, fondate sulla fiducia e sull’intimità, sono altrettanto importanti.
Le relazioni influenzano anche il sistema immunitario e quello cardiovascolare. L’isolamento e la solitudine sono associati a una maggiore attività infiammatoria nell’organismo, segnalata da livelli più alti di marcatori come l’interleuchina-6. Questo fenomeno è stato definito proteine della solitudine.
Coltivare relazioni solide e appaganti è fondamentale per il benessere mentale e fisico. Le amicizie di qualità, fondate sulla fiducia e sull’intimità, sono altrettanto importanti. Le relazioni influenzano anche il sistema immunitario e quello cardiovascolare. L’isolamento e la solitudine sono associati a una maggiore attività infiammatoria nell’organismo, segnalata da livelli più alti di marcatori come l’interleuchina-6. Questo fenomeno è stato definito proteine della solitudine.
Coltivare relazioni solide e appaganti è fondamentale per il benessere mentale e fisico.
Per creare un rapporto più sano con il concetto di benessere, è importante cambiare prospettiva. Il benessere non è un traguardo, ma un cammino che si costruisce grazie a un insieme di abitudini che si cambiano lentamente e con il tempo. Accettare che non si è sempre al massimo e che ci sono giornate in cui ci si allena di meno, si dorme o si mangia male è normale e non è un fallimento.
La psicologia ci ricorda che stare bene non significa non provare mai emozioni difficili. Ansia, tristezza, rabbia e frustrazione fanno parte dell’esperienza umana. La differenza non sta nell’evitarle, ma nella capacità di gestirle.
