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19 Settembre 2026

Prof accoltellata a Roma da un 13enne: i fatti e le reazioni

Una prof di lettere è stata colpita da un ragazzo di 13 anni a Roma, ma un compagno ha fermato l’attacco; il caso riapre il dibattito su sicurezza e benessere nelle scuole.

Prof accoltellata a Roma da un 13enne: i fatti e le reazioni

Venerdì 18 settembre, l’Istituto Giovanni Verga di Centocelle (Roma) è stato teatro di una drammatica aggressione. Un ragazzo di tredici anni, armato di due coltelli da venti centimetri, è entrato in aula portando anche un casco dotato di telecamera, pronto a registrare l’intera violenza in diretta sui social.

L’alunno ha prima spruzzato spray urticante sul volto della professoressa di lettere, Isabella Marsilio, per poi colpirla con tre fendenti al costato. La docente è stata trasportata in codice giallo al reparto di emergenza dell’ospedale Vannini, dove è stata dimessa nel pomeriggio in condizioni di shock ma non in pericolo di vita.

L’intervento di un compagno congolese

Nel momento più critico è intervenuto un altro studente, di origine congolese, che è riuscito a bloccare il giovane aggressore, impedendogli di infliggere ulteriori colpi. Il gesto è stato definito da diversi testimoni come un atto di coraggio che ha salvato la vita della professoressa.

Indagini, prove digitali e risposta delle autorità

Le prime ricostruzioni degli inquirenti hanno evidenziato che l’attacco era stato organizzato con settimane di anticipo. Il ragazzo aveva acquistato le lame online, aveva creato un gruppo su TikTok dove pubblicava un conto alla rovescia (“-5 ore”) e aveva preparato il casco con la telecamera per trasmettere in diretta su Telegram. Il cellulare è stato sequestrato per verificare eventuali influenze esterne.

Poiché il minore è ancora sotto le quattordici anni, la Procura dei Minori lo ha dichiarato non imputabile, ma è stata avviata un’inchiesta per valutare eventuali responsabilità familiari. I carabinieri hanno portato l’adolescente alla caserma, dove è stato ascoltato in presenza dei genitori.

Reazioni istituzionali e appello di Save the Children

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha contattato la dirigente scolastica esprimendo solidarietà e sottolineando l’importanza di impedire ai minori l’accesso a contenuti pericolosi sui social, richiamando il “Kids Act” dell’Unione Europea. Anche la segretaria del PD Elly Schlein ha definito l’evento “drammatico e gravissimo”, chiedendo una migliore capacità di intercettare i segnali di disagio tra gli studenti.

Save the Children ha sfruttato il caso per ribadire la necessità di investire sul benessere psicologico dei ragazzi. L’organizzazione evidenzia che, nonostante l’Italia abbia tassi di criminalità minorile relativamente bassi, i recenti dati mostrano un raddoppio delle denunce per rapine, lesioni e possesso abusivo di armi da parte di giovani. L’associazione chiede percorsi di educazione emotiva, spazi di ascolto e formazione per insegnanti, affinché situazioni di rabbia o frustrazione non si trasformino in violenza.

Il caso ha anche riacceso il dibattito sul ruolo della scuola nella tutela della salute mentale: la professoressa Marsilio, pur ferita, ha dichiarato di “voler bene” al ragazzo e di desiderare di incontrarlo per abbracciarlo, mentre il marito ha richiesto misure più punitive. La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica, evidenziando la necessità di un approccio integrato che coinvolga famiglie, istituzioni e organizzazioni non governative per prevenire futuri episodi simili.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.