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Tendenze e outfit chiave dalla London Fashion Week autunno inverno 2026/2027

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London Fashion Week ha concentrato l’attenzione del fashion system internazionale dal 19 al 23 febbraio 2026 a Londra.

Le passerelle hanno presentato collezioni che mescolano tradizione e sperimentazione, indicando possibili direzioni per la stagione.

In apertura uno show dedicato a Paul Costelloe; in chiusura la sfilata di Burberry sotto la direzione creativa di Daniel Lee.

La settimana ha valorizzato sia nomi consolidati sia talenti emergenti, offrendo spunti utili per chi segue le tendenze e cerca capi distintivi.

L’omaggio a Paul Costelloe e il ritorno della giacca-vestito

La settimana ha confermato l’omaggio a Paul Costelloe, recentemente scomparso lo scorso novembre, attraverso una rilettura del patrimonio del marchio. La collezione ha privilegiato blazer dalla matrice sartoriale, spesso accorciati e indossati come abiti completi. Si è trattato di un ripensamento della giacca maschile, proposta come capo unico e abbinata a collant sottili e pumps. Questo modello ibrido, già emerso nelle passerelle newyorkesi, si propone come tendenza significativa per l’autunno inverno 2026/2027. La scelta ribadisce l’attenzione delle maison verso silhouette che fondono elementi maschili e femminili, con implicazioni commerciali per il prêt-à-porter.

Dettagli di heritage e moderne reinterpretazioni

Il marchio Costelloe ha ribadito il legame con il proprio heritage mediante stampe check e motivi Principe di Galles. Il team giovane al timone ha sottolineato che l’eredità rappresenta uno strumento per innovare. I tessuti classici sono valorizzati da proporzioni e tagli contemporanei. Il risultato è una collezione pensata per il guardaroba quotidiano e per chi ricerca un carattere sartoriale marcato.

Nuovi protagonisti e soluzioni di stile

Proseguendo il percorso sul guardaroba quotidiano, la scena londinese ha valorizzato proposte sperimentali di giovani designer. Tra queste, Kseniaschnaider ha presentato un linguaggio estetico che coniuga funzionalità e giocosa irriverenza applicata al denim. I capi mostrati puntano su elementi utilitari: tasche applicate in posizione non convenzionale e silhouette modulari pensate per l’uso quotidiano. Il marchio descrive i pezzi come multitasking, ovvero progettati per svolgere più funzioni nell’arco della giornata. Texture contrastanti e volumi esagerati accompagnano jeans effetto velluto color-block e maglioni over, proponendo una reinterpretazione pratica del quotidiano attraverso dettagli estetici. Questo approccio indica la ricerca di soluzioni che possano essere adottate nel guardaroba di tutti i giorni mantenendo un carattere sartoriale distintivo.

Proporzioni e accessori come firma

Nel proseguimento della rassegna londinese, le cinture in stile lavoro, le sovrapposizioni e le proporzioni volutamente distorte hanno caratterizzato le passerelle. Questi elementi sono stati impiegati con coerenza tematica per conferire unità alle collezioni.

Molti stilisti hanno trasformato gli accessori nel centro narrativo delle collezioni. Oggetti di uso quotidiano sono stati reinterpretati come dettagli distintivi, in grado di connotare il guardaroba pur mantenendo funzionalità. Originalità pragmatica è stata la cifra ricorrente: accessori che evocano attrezzi da lavoro diventano invece firme riconoscibili delle proposte.

Il calendario: conferme, assenze e nomi da seguire

Proseguendo la rassegna londinese, la stagione ha confermato un mix di maison consolidate e ritorni attesi. Tra i nomi in passerella figurano Erdem, Simone Rocha e Joseph. Sono inoltre emersi stilisti apprezzati dalla famiglia reale, come Emilia Wickstead.

Tra le novità si segnala il ritorno in passerella di John Richmond, programmato per il 23 febbraio. Si registra invece l’assenza di JW Anderson: il fondatore Jonathan Anderson è attualmente impegnato nel ruolo creativo presso Dior.

Questa combinazione di presenze e assenze ha accentuato i contrasti tra tradizione e innovazione, nonché tra classicità e sperimentazione. Il calendario rimane un indicatore degli orientamenti futuri della città, con attenzione ai ritorni e alle nuove firme che influiranno sulle prossime stagioni.

La London Fashion Week conferma il ritorno della giacca indossata come abito e la centralità del denim reinterpretato. La manifestazione resta una piattaforma fondamentale per osservare i nuovi orientamenti della moda britannica. I designer puntano alla ricerca di identità attraverso dettagli sartoriali e accessori riconoscibili. Ciò indica quali capi potrebbero affermarsi nelle strade e nei negozi nella prossima stagione, con possibili impatti sulla produzione e sulla distribuzione del mercato.

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