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Milano Cortina 2026 tra look da cerimonia e la prima medaglia italiana nel freeski

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Lo stadio di San Siro si è trasformato in un grande palcoscenico per l’apertura dei Giochi di Milano-Cortina 2026: uno spazio dove moda e sport si sono incontrati, si sono guardati e si sono raccontati a vicenda. Tra musiche, coreografie e cambi d’abito progettati fino al minimo dettaglio, la cerimonia ha messo in scena un percorso che attraversa passato, presente e futuro tramite immagini pensate per sorprendere e comunicare.

La moda come racconto
Gli outfit non erano meri costumi di scena: hanno funzionato come veri e propri messaggi. Stilisti e costumisti hanno messo in primo piano il Made in Italy, intrecciando simboli di inclusione, pace e armonia. Tessuti tradizionali si sono accostati a inserti contemporanei, costruendo un ponte tra la sapienza sartoriale italiana e un’estetica pensata per il pubblico globale. Ogni cambio d’abito aveva una ragione precisa: non solo bellezza, ma intenzione comunicativa, un guardaroba che parlava al pubblico.

Dietro queste scelte c’è anche una strategia dell’immagine: la narrazione visiva oggi si misura anche con parametri concreti, non soltanto estetici, ma legati all’impatto simbolico e alla capacità di generare conversazione sui media. Lo sottolinea Giulia Romano, che segue la cerimonia anche dal punto di vista del marketing digitale.

Volti e momenti che restano
La serata è iniziata con Matilda De Angelis, in un abito in velluto di seta nero, taglio sirena e scollo a cuore: un equilibrio tra solennità classica e vibrazioni contemporanee. Molte star, italiane e internazionali, hanno scelto capi pensati per muoversi sul palco e per funzionare davanti alle telecamere: outfit e accessori concepiti come ensemble completi, studiate per l’impatto scenico.

Impossibile non ricordare l’apparizione di Mariah Carey in una creazione Roberto Cavalli by Fausto Puglisi: bustier aderente, strascico ricamato di cristalli Swarovski e stola in piume di struzzo, il tutto accompagnato da gioielli d’alta oreficeria. Un’immagine di diva moderna, calibrata sullo spettacolo e sulla celebrazione del glamour.

Omaggi e segni di stile
Il tributo a Giorgio Armani è stato uno dei momenti più intensi: sessanta modelle in completi monocromatici ispirati al Tricolore hanno introdotto un segmento solenne, con Vittoria Ceretti in Armani Privé bianco puro e Laura Pausini in velluto nero. Due interpretazioni dell’eleganza che hanno parlato al pubblico senza bisogno di parole, fatte di gesto e presenza.

Anche nelle conversazioni online questi passaggi sono destinati a lasciare il segno: le metriche social evidenziano come certi momenti della serata guideranno la ricezione mediatica dell’evento, osserva ancora Giulia Romano.

Sguardi verso il futuro
Altri look hanno giocato sul contrasto tra memoria e avanguardia. Sabrina Impacciatore ha indossato una catsuit in Lycra metallizzata con bomber jacket, mentre Ghali è apparso in total white firmato Gucci, trasformando il bianco in una tela simbolica. Charlize Theron ha scelto un Atelier Versace nero con un cut-out a forma di cuore e un chiaro richiamo a parole di Mandela. In ogni caso, il vestire ha veicolato idee e valori, entrando a pieno titolo nel racconto della serata.

Dallo spettacolo alla competizione: la storia di Flora Tabanelli
Accanto alla dimensione scenica, Milano-Cortina ha restituito anche storie sportive dense di tensione e speranza. Una di queste è quella della giovane bolognese Flora Tabanelli, classe 2007, medaglia di bronzo nel Freeski Big Air: la prima medaglia italiana nel freestyle su sci ai Giochi, un traguardo storico.

Cresciuta a Sestola in una famiglia che gestisce un rifugio sul Corno alle Scale, Tabanelli porta con sé il legame profondo con la montagna e l’ambizione internazionale. Formata allo Ski College di Pozza di Fassa e legata da amicizie familiari ad Alberto Tomba, ha già firmato risultati ai Winter X Games e piazzamenti in Coppa del Mondo e ai Mondiali di Engadina. Lo scorso novembre, durante un allenamento in Austria, si è procurata la lesione del legamento crociato anteriore: ha scelto una terapia conservativa per non rinunciare ai Giochi e si è presentata in gara con un tutore in titanio, salendo comunque sul podio.

La moda come racconto
Gli outfit non erano meri costumi di scena: hanno funzionato come veri e propri messaggi. Stilisti e costumisti hanno messo in primo piano il Made in Italy, intrecciando simboli di inclusione, pace e armonia. Tessuti tradizionali si sono accostati a inserti contemporanei, costruendo un ponte tra la sapienza sartoriale italiana e un’estetica pensata per il pubblico globale. Ogni cambio d’abito aveva una ragione precisa: non solo bellezza, ma intenzione comunicativa, un guardaroba che parlava al pubblico.0

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