Advertisements

Cerimonia di chiusura Milano Cortina 2026: arte, sport e passaggio alla Francia

Advertisements
Advertisements

AGGIORNAMENTO ORE 22 — La cerimonia di chiusura dei XXV Giochi olimpici invernali Milano‑Cortina 2026 si è svolta la sera del 22 febbraio all’Arena di Verona. Due ore e mezza di spettacolo che hanno mescolato sport, musica e teatro per salutare la fine della manifestazione.

Il racconto della serata
Il filo conduttore della serata è stato il tema Beauty in Action: la regia ha costruito una scaletta che alternava momenti lirici, pezzi pop e coreografie spettacolari, mettendo in scena un’immagine collettiva dell’Italia. Atleti, artisti e autorità si sono avvicendati sul palco, con un’attenzione costante alla sostenibilità e all’uso simbolico dei luoghi che hanno ospitato le gare.

Un omaggio all’opera
L’apertura ha puntato sulla tradizione lirica: un “concerto sceneggiato” ha proposto estratti da La Traviata, Rigoletto e Madama Butterfly, intrecciando arie celebri a inserti recitati. La scenografia — lampadari, drappeggi e parrucche — ha richiamato l’atmosfera del teatro d’opera e ha creato continuità visiva con il resto delle sequenze. Attori e cantanti hanno dialogato con gli atleti in brevi scene, trasformando l’Arena in un luogo dove l’opera si confrontava con il mondo dello sport.

Rigoletto in primo piano
Rigoletto ha funzionato come filo narrativo della parte lirica: i suoi personaggi sono comparsi in quadri recitati che coinvolgevano il pubblico e gli atleti. L’idea era mostrare come l’opera possa parlare anche ai valori e alle emozioni dello sport, in un’alternanza di musica e gesto scenico.

Musica contemporanea e danza
Accanto alla lirica si sono inserite sequenze ad alto ritmo: interventi di danza contemporanea e performance pop hanno dato slancio alla serata. Roberto Bolle ha presentato coreografie ispirate al ciclo dell’acqua, con immagini che richiamavano sole e lagune, offrendo un contrappunto visivo alle parti vocali. Sul fronte pop si sono avvicendati artisti come Gabry Ponte, Achille Lauro e Major Lazer, che hanno animato i momenti più ritmici con DJ set e interventi dal forte impatto scenico.

Scelte tecniche e sostenibilità
La produzione, curata dall’Agenzia Filmmaster con la direzione artistica di Alfredo Accatino e la show director Stefania Opipari, ha puntato su soluzioni tecnologiche pensate per ridurre l’impatto ambientale. Sono stati utilizzati oltre 10.000 LED, scenografie in legno riutilizzabili, ascensori scenici e meccanismi trasformabili; elementi d’acqua e gondole hanno rinforzato il tema della bellezza in movimento. L’attenzione al riuso e alla limitazione dei rifiuti è stata ribadita dagli organizzatori.

Gli atleti e la cerimonia istituzionale
Al centro della serata la celebrazione degli atleti: la sfilata delle delegazioni e il tributo ai medagliati hanno creato momenti intensi di partecipazione collettiva. L’Italia ha chiuso con un bottino storico di 30 medaglie, festeggiato con applausi e sequenze musicali dedicate. Il passaggio della bandiera olimpica alle autorità francesi ha segnato la consegna ufficiale della responsabilità per i Giochi invernali del 2030; sul palco si sono alternati rappresentanti istituzionali e la presidenza del CIO, che ha pronunciato l’annuncio di chiusura.

Simboli e protagonisti storici
Tra i momenti più toccanti, la fiamma olimpica è stata portata da ex campioni dello sci di fondo — Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner — un gesto pensato per collegare la memoria sportiva alle nuove generazioni. L’ampolla contenente la fiamma, firmata dal maestro vetraio Lino Tagliapietra, è emersa come elemento visivo di forte impatto.

Costumi, sartoria e artigianato
Dietro le quinte, un ampio lavoro di sartoria ha fornito centinaia di costumi, tra pezzi d’archivio rielaborati e creazioni nuove. L’approccio ha privilegiato materiali di qualità e il riuso, in linea con il messaggio di sostenibilità e con l’identità italiana perseguita dall’allestimento.

Un finale collettivo
La chiusura ha assunto toni festosi: un finale danzante che ha coinvolto il pubblico e gli oltre 1.400 atleti presenti. L’Arena di Verona, patrimonio dell’Unesco, ha offerto lo sfondo ideale per questa edizione “diffusa” dei Giochi, mostrando un’Italia che sa guardare alla tradizione senza rinunciare a innovazione e spettacolo.

Il racconto della serata
Il filo conduttore della serata è stato il tema Beauty in Action: la regia ha costruito una scaletta che alternava momenti lirici, pezzi pop e coreografie spettacolari, mettendo in scena un’immagine collettiva dell’Italia. Atleti, artisti e autorità si sono avvicendati sul palco, con un’attenzione costante alla sostenibilità e all’uso simbolico dei luoghi che hanno ospitato le gare.0

Condividi

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Visualizza dettagli