Il 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale l’associazione C’è da fare ha dato il via a una campagna di raccolta fondi che resterà attiva per tutto il mese di ottobre. L’iniziativa, promossa da Paolo Kessisoglu e dalla sua compagna Silvia Rocchi, mira a finanziare la realizzazione di un nuovo HUB di ascolto e orientamento per giovani e famiglie in difficoltà psicologica.
Paolo Kessisoglu racconta la sua adolescenza iperattiva
Nel corso di una recente intervista, Kessisoglu ha condiviso un ricordo personale: “Ero un adolescente iperattivo. I miei genitori sembravano eterni, e la vita era un continuo susseguirsi di energia e piccoli problemi”. Questa esperienza lo ha reso consapevole della necessità di dare ai giovani spazio per sbagliare e di non soffocare la loro naturale curiosità con aspettative irrealistiche.
I giovani di oggi vivono sotto una pressione che rischia di schiacciarli
Secondo Kessisoglu, “i ragazzi vivono sotto una pressione che rischia di schiacciarli”. La combinazione di aspettative scolastiche, social media e incertezza sul futuro crea un contesto in cui la libertà di errore diventa un lusso quasi inesistente. In questo scenario, l’intervento di C’è da fare assume un valore cruciale, offrendo un sostegno concreto a chi si trova in stato di sofferenza psicologica o psichiatrica acuta.
C’è da fare: missione e azione per i giovani in crisi
L’associazione, fondata da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, è nata con l’obiettivo di fornire un supporto pratico e umano a giovani in difficoltà. Tra le attività già avviate, figurano progetti di primo ascolto e orientamento, nonché collaborazioni con strutture ospedaliere e con l’UONPIA. Queste iniziative mirano a ridurre il divario tra il disagio emotivo dei ragazzi e le risorse di salute mentale disponibili.
La raccolta fondi per il nuovo HUB
Il raccolta fondi lanciata in ottobre ha lo scopo di coprire i costi di costruzione e avviamento del nuovo C’è da fare HUB previsto. Lo spazio sarà dedicato al primo ascolto e all’orientamento, offrendo a giovani e loro famiglie un punto di riferimento immediato e qualificato. Il progetto prevede anche la creazione di percorsi personalizzati per accompagnare le famiglie nei momenti di maggiore fragilità e favorire un ritorno graduale alla routine quotidiana.
Collaborazione con ospedali e enti specializzati
Per garantire un intervento efficace, C’è da fare collabora attivamente con diversi ospedali e con l’UONPIA oltre a una rete di enti specializzati nella salute mentale. Queste partnership permettono di accompagnare i ragazzi nel percorso di cura, fornendo indicazioni su servizi medici, psicologici e sociali. Il risultato è una rete integrata capace di rispondere rapidamente alle esigenze più urgenti.
Chi desidera contribuire può visitare il sito per accedere alla pagina dedicata alla campagna e ricevere tutte le informazioni necessarie per effettuare una donazione.



