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7 Ottobre 2026

Infortunio al ginocchio di Jannik Sinner: cosa è l’ITBS e i tempi di recupero

Jannik Sinner si ferma per curare l'ITBS: ecco cosa comporta la sindrome della bandelletta ileotibiale e quando tornerà in campo.

Infortunio al ginocchio di Jannik Sinner: cosa è l'ITBS e i tempi di recupero

Il numero uno del mondo, Jannik Sinner, ha comunicato che la sua partecipazione ai tornei si protrarrà solo fino alla fine del 2026. La decisione nasce dalla necessità di trattare un infortunio al ginocchio destro definito ITBS (sindrome della bandelletta ileotibiale), una patologia frequente tra gli atleti di sport di endurance.

La scelta di sospendere la stagione è stata motivata da considerazioni a lungo termine: preservare la continuità della carriera, evitare complicazioni croniche e garantire una completa guarigione. Questo articolo analizza la natura dell’ITBS, il caso specifico di Sinner e le linee guida del recupero.

Che cos’è la sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS) e perché colpisce i tennisti

La bandelletta ileotibiale è un tessuto connettivo che collega i muscoli dell’anca alla parte laterale del ginocchio. Quando il suo inserimento sfrega contro l’osso, può svilupparsi un processo infiammatorio noto come ITBS. La condizione è spesso descritta come il “ginocchio del corridore”, poiché è tipica negli sport che prevedono movimenti ripetitivi e carichi sovrapposti.

Tra le cause più comuni troviamo: sovraccarico cronico, tecnica di corsa o di spostamento non ottimale, disallineamenti assiali degli arti inferiori e, a volte, incidenti che provocano una rotazione improvvisa del ginocchio. Il risultato è un dolore che può manifestarsi lungo l’intera gamba o, più frequentemente, in forma puntuale nella zona laterale del ginocchio.

Il caso di Jannik Sinner: diagnosi, decisione di fermarsi e dichiarazioni mediche

Nel recente periodo, Sinner ha avvertito un fastidioso dolore al ginocchio destro, per il quale è stato valutato da specialisti sportivi. Il medico Fabrizio Tencone, direttrice del centro Isokinetic di Torino, ha definito l’evento come una lesione infiammatoria di modesta entità gestibile con approccio conservativo. Tencone ha sottolineato che, in assenza di fratture o rotture, la chirurgia non è consigliata e il percorso di cura si basa su riposo, fisioterapia e progressivo rinforzo muscolare.

Roberto Pozzoni, responsabile dell’UO di traumatologia sportiva dell’IRCCS Galeazzi, ha confermato che la patologia è di natura sovraccarico e ha evidenziato l’importanza di non forzare il tendine durante la fase acuta. “Un intervento invasivo dovrebbe essere riservato a casi con dolore estremamente localizzato e non rispondente a terapie conservative”, ha ricordato. Entrambi gli esperti concordano sul fatto che, con il giusto protocollo, la carriera di Sinner non subirà alcuna compromissione permanente.

Strategia di recupero: terapia conservativa, tempi e esercizi di rinforzo

Il percorso terapeutico prevede una fase iniziale di riposo assoluto o attività molto limitata, seguita da un programma di riabilitazione mirato alla propriaocettività all’allungamento e al rafforzamento dei muscoli dell’anca e del quadricipite. Gli specialisti indicano un arco minimo di 12 settimane per osservare miglioramenti clinici significativi; in alcuni casi, il periodo può estendersi fino a sei mesi, a seconda della risposta individuale.

Un elemento chiave è il rinforzo graduale del tendine. Gli esercizi di carico devono essere incrementati solo quando il dolore diminuisce, poiché una leggera irritazione è considerata benefica per stimolare la rigenerazione del tessuto. Tecniche come l’uso di Plasma Ricco di Piastrine (PRP) possono essere valutate se il dolore persiste, ma la maggior parte dei casi risponde bene a fisioterapia mirata.

Il ruolo della forza muscolare nella guarigione dei tendini

Studi recenti dimostrano che un adeguato programma di forza non solo riduce il rischio di recidive, ma può accelerare la riabilitazione, fornendo al tendine una rete di supporto più solida. L’obiettivo è raggiungere una condizione in cui il tessuto ritorna a sopportare carichi tipici del tennis senza riacutizzare l’infiammazione.

Seguendo queste linee guida, Sinner dovrebbe poter tornare in campo alla prossima Australian Open, prevista per gennaio 2027, con un ginocchio più stabile e meno soggetto a ricadute. La prudenza è la strategia consigliata: forzare il ritorno precoce potrebbe allungare i tempi di recupero e aumentare il rischio di interventi chirurgici.

Con la terapia conservativa, il rispetto dei tempi di riposo e un lavoro mirato sul potenziamento muscolare, l’atleta è destinato a riacquistare la forma competitiva senza compromettere la sua carriera.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.