Durante un controllo di routine, a pochi mesi dal suo ingresso a Casa Santa, il papa leone XIV ha scoperto un nodulo polmonare inatteso. L’esame ha mostrato una formazione “circoscritta, in fase iniziale e molto localizzata”, per cui i medici hanno consigliato un intervento chirurgico entro la settimana successiva. L’annuncio è stato dato direttamente dal Santo Padre al termine dell’Angelus, con tono tranquillo e un leggero sorriso, per evitare il vagare di voci e mantenere la serenità dei fedeli.
Intervento programmato: il nodo al polmone del Papa
Il piano operativo prevede il ricovero al Policlinico Gemelli nella tarda mattinata di domani, con una degenza post-operatoria stimata di circa sette giorni. Il Vaticano ha dichiarato che, mentre le date degli impegni settimanali rimangono in sospeso, il pontefice continuerà a gestire gli appuntamenti più urgenti, tra cui un’udienza al Circolo San Pietro e una visita al lago Albano. La agenda per i prossimi giorni è stata lasciata “a vista”, con la speranza di riprendere il viaggio apostolico in Sud America previsto per il mese di novembre.
Diagnosi e decisione rapida
Il nodulo è stato rilevato mentre si indagava un possibile episodio infiammatorio. L’esito positivo dei test ha consentito ai medici di intervenire prima che la lesione potesse evolvere. Il Papa, 71enne, ha sempre esibito una buona forma fisica, fattore che ha facilitato la decisione di operare senza indugi: “un intervento tempestivo permette una convalescenza più breve e garantisce la presenza in Perù a ottobre” ha spiegato il portavoce della Santa Sede.
La routine sportiva del pontefice dopo i settant’anni
Al di là dell’aspetto clinico, la salute del Papa è strettamente legata alla sua routine fitness. Dal suo arrivo a Roma nel 2023, il futuro pontefice si allenava regolarmente presso l’Omega Gym, nella zona Prati, sotto la guida del personal trainer Valerio Masella. Le sessioni, di solito due-tre volte a settimana, duravano fino a un’ora e combinavano esercizi cardiovascolari, lavoro muscolare e allenamento posturale, mantenendo un livello di attività pari a quello di un uomo di cinquantacinque anni.
Allenamento in palestra: cardio e resistenza
Una tipica lezione iniziava con dieci minuti di cyclette seguiti da altri dieci sul tapis roulant impostato in salita, per stimolare il cuore e i polmoni. Proseguito con esercizi di resistenza su macchine per spinte e trazioni, il programma puntava a rinforzare spalle, tricipiti e la muscolatura dorsale, migliorando così l’allineamento del corpo e la postura. Quando il tempo a disposizione era limitato, il Papa chiedeva al trainer “cosa possiamo fare in venti minuti?”, dimostrando la sua capacità di adattare l’allenamento a un calendario fitto di impegni.
Tennis, nuoto e movimento quotidiano
Oltre alla palestra, il pontefice praticava tennis e nuoto. Il tennis, sport che richiede rapidità, coordinazione e resistenza, era una delle attività preferite fin dal periodo di cardinale; nel 2025, il campione italiano Jannik Sinner gli aveva regalato una racchetta. Il nuoto era spesso inserito durante le vacanze a Castel Gandolfo, dove il Papa nuotava al lago Albano per mantenere la flessibilità articolare. Queste pratiche, combinate con le sessioni in palestra, hanno costituito una base fisica completa utile non solo per la salute quotidiana ma anche per affrontare rapidamente la fase post-operatoria.
L’esperienza dimostra che, anche oltre i settant’anni, una routine ben strutturata può mitigare le difficoltà legate a un intervento chirurgico, favorendo una guarigione più rapida e limitando le complicazioni. Il Papa, infatti, ha espresso fiducia nella sua condizione fisica, sottolineando che la preghiera dei fedeli e la disciplina sportiva rappresentano due pilastri fondamentali per affrontare la sfida medica.



