La settimana dell’alta moda parigina ha offerto uno spettacolo di creatività e maestria artigianale, con collezioni che hanno saputo fondere tradizione e innovazione. Tre nomi su tutti hanno catturato l’attenzione: Elie SaabJean Paul Gaultier e Stéphane Rolland ciascuno con una visione unica e affascinante.
Elie Saab: un inverno di sogni e rose
Il Palais de Chaillot con i suoi novant’anni di storia, ha fatto da cornice alla collezione Autunno-Inverno 2026/27 di Elie Saab intitolata Le Bal des Rêves Indomptés. Lo stilista ha attinto ispirazione dalle opere di Magritte e Dalí per creare abiti da dee dalle silhouette eteree e ricche di dettagli.
La collezione si apre con toni profondi di nero e vino rosso, dove le rose dominano nei motivi, nei ricami e nelle sculture in seta. Le pietre preziose aggiungono brillantezza ai drappeggi, spesso abbinati a strascichi imponenti. La seconda parte introduce tonalità più delicate, come il beige, l’argento e il rosa cipria, con ricami tempestati di pietre e fiori creati con teli sottili. L’ultima parte guarda agli anni ’20, con abiti a frange fatte di perline che creano raffinati effetti di sfumature.
Tra i pezzi più straordinari, un abito a sirena con collo all’americana, i cui pizzi neri traslucidi e scintillanti si chiudono in un lavoro di piumaggio color rosa cipria. Le piume diventano anche maschere di complessità crescente, culminando in un suggestivo copricapo a forma di cigno nero.
Jean Paul Gaultier: Duran Lantink e l’universo equestre
Nella galleria dell’hôtel particulier di rue Saint-MartinDuran Lantink ha presentato la sua seconda collezione per Jean Paul Gaultier ispirata all’universo equestre. Le modelle e i modelli avanzavano in una galleria dove grandi teli bianchi tesi sulle pareti mimavano l’andatura di un cavallo, sotto lo sguardo attento di Jean Paul Gaultier e Catherine Deneuve.
La collezione, composta da 34 look, includeva lunghe trecce annodate con fiocchi, pantaloni e culotte da equitazione, e abiti con volumi spiazzanti. Tra i pezzi più eccentrici, un top voluminoso irto di lunghi tubi di vetro e perle nere, un abito rosa con piume da cui si slanciano i colli dei fenicotteri e abiti corsettati con escrescenze. La sfilata si è conclusa con una standing ovation, celebrando il talento di Lantink.
Stéphane Rolland: Dalida rivive all’Olympia
L’Olympia ha ospitato la collezione Autunno-Inverno 2026/27 di Stéphane Rolland ispirata al ritorno sulle scene di Dalida all’inizio degli anni ’70. La sfilata si è aperta con le prime note di Il y a toujours une chanson interpretata da Dalida nel 1977, e si è conclusa con Helwa Ya Baladi interpretata da Oumaima Taleb.
La collezione è un omaggio alla rinascita di Dalida, con silhouette vestite di bianco, écru o crema, che evocano luce e celebrazione. Tra i passaggi più significativi, un abito immacolato con una profonda scollatura e una gonna scolpita da ampi volumi di piume, e un ampio cappotto bianco che si apre per rivelare un completo monocromatico scarlatto. Il lavoro degli atelier ha contribuito a questa messa in scena, con ricami realizzati con pietre preziose che catturano la luce senza ostentazione.
Stéphane Rolland rivendica una precisa idea di alta moda, con una produzione totalmente indipendente e un servizio personalizzato per ogni cliente. La maison riceve le proprie clienti esclusivamente su appuntamento nei saloni parigini, offrendo un’esperienza unica.



