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2 Ottobre 2026

Spettacoli, bellezza regale e moda: Bolzano, Maria Antonietta e Dior

Un autunno a Bolzano tra Broadway, cabaret, segreti di bellezza della regina e la rivoluzionaria moda Dior SS 2027.

Spettacoli, bellezza regale e moda: Bolzano, Maria Antonietta e Dior

Il Teatro Comunale di Bolzano apre la stagione autunnale con la rassegna La Musa Leggera un programma che unisce musica di Broadway cabaret di alto livello e momenti di approfondimento artistico. Dall’energia dei grandi successi musicali alla tavolata conviviale di un ristorante romagnolo, passando per lezioni-spettacolo su Monet, la proposta punta a sorprendere gli spettatori spostandosi tra risate, sapori e cultura visiva.

Musica, cabaret e cena a tema al Teatro Comunale

Le note di Broadway con i The Barry’s

Il 1° ottobre, alle 20:30, il giovane ensemble torinese The Barry’s porta sul palco una selezione di hit tratte da Jesus Christ SuperstarGreaseSister ActThe Sound of MusicChicago e Mamma Mia. Con dieci vocalist e una live band, il concerto si trasforma in un vero musical in concerto dove canto, danza e coreografie fanno vibrare la platea, creando un ponte tra la tradizione del teatro e la frizzante atmosfera dei grandi musical.

La tavolata romagnola di Osteria Giacobazzi

Il 4 ottobre il palcoscenico si trasforma in una grande mensa della Osteria Giacobazzi. Il proprietario Giuseppe Giacobazzi e il co-oste Andrea Vasumi invitano il pubblico a sedersi tra i tavoli, a gustare vini, formaggi e a partecipare alle battute del cuoco-musician I Masa, delle cameriere-cantanti Margherita e Marta e dell’estroverso Biccio. L’evento, descritto come un incrocio tra Broadway e una vendemmia toscana, elimina i formalismi del teatro tradizionale per offrire un’esperienza immersiva di più due ore.

Commedia e imitazione: Pantani e il duo Nuzzo-Di Biase

Ubaldo Pantani e la satira dell’ordinario

Il 29 ottobre l’Auditorium di Bolzano ospita Inimitabile spettacolo ideato da Ubaldo Pantani. Il comico, sotto la regia di Nicola Fanucchi, scandaglia personaggi quotidiani – dal benzinaio al protocollista – trasformandoli in specchi tragicomici. Pantani dimostra come “il confine tra imitare e essere imitati è sottile”, facendo emergere le piccole ossessioni della vita di tutti i giorni con un registro che spazia dal surreale al profondamente umano.

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase: digitale e disagi

Il 16 novembre Totalmente incompatibili porta sul palco la coppia comica Nuzzo-Di Biase. Il duo analizza, con pungente ironia, l’inciviltà digitale, i conflitti di coppia e le contraddizioni di una vita scandita da social network. La loro filosofia, “amo le diversità e mi sento un pesce fuor d’acqua”, si traduce in sketch che invitano a riflettere sulle piccole tragedie della contemporaneità, regalando al pubblico risate intelligenti.

Maria Antonietta: la bellezza regalata tra rosso, profumi e ricette

Il rouge come simbolo di rango

Il trucco più emblematico della regina è il rosso. Le memorie di Madame Campan raccontano che l’imperatore Giuseppe II prendeva in giro la sovrana per l’eccessiva passione verso le tinte audaci, paragonandola a una dama estremamente truccata. Allora il rouge veniva applicato in strati ben definiti, creando un contrasto netto con la pelle pallida e segnalando salute, giovinezza e appartenenza aristocratica. Era, in sostanza, una divisa sociale visibile.

Il guardaroba olfattivo di Jean-Louis Fargeon

Il profumo occupava un ruolo centrale nella routine della regina. Il profumiere Jean-Louis Fargeon, al servizio di Maria Antonietta, elaborava acque profumate, pomate, ciprie e guanti aromatici a base di rose, gelsomino, fiori d’arancio, tuberosa, violetta e iris, arricchiti da legni e muschi. Le fragranze erano diffuse non solo sulla pelle ma anche su guanti, ventagli, abiti e ambienti, creando un mantello olfattivo che avvolgeva la corte, trasformando ogni gesto in un’esperienza sensoriale.

Ricette bizzarre ma documentate

Tra le ricette attribuite alla regina spicca l’Eau Cosmetique de Pigeon un detergente a base di piccioni stufati, ritenuto capace di purificare l’incarnato. Un’altra miscela, più realistica, combinava cognac, uovo, latte in polvere e limone per creare una maschera tensore. Per la pulizia quotidiana si usava il latte o una miscela di acqua di rose e aceto, quest’ultimo scelto per le sue proprietà astringenti. Queste pratiche mostrano come la ricerca di una pelle luminosa fosse un elemento cruciale per l’estetica del Settecento.

Dior primavera-estate 2027: l’imperfezione celebra la bellezza

Le noci cinesi ispirano una nuova estetica

Jonathan anderson ha tratto ispirazione da un oggetto tradizionale cinese, le noci wénwán per la collezione primavera-estate 2027 di Dior. Le noci, raccolte in coppie quasi identiche ma mai perfette, si scuriscono e acquisiscono una patina lucida con l’uso, dimostrando che la beauty nasce dall’imperfezione. Anderson le ha usate come metafora per sfidare la simmetria tradizionale, proponendo tagli leggeri e volumi asimmetrici.

Tagli leggeri, tessuti trasparenti e patine di usura

La passerella ha presentato tailleur sfilati, giacche che abbandonano la vita stretta e gonne di chiffon che sembrano petali sospesi. I materiali – organza, pizzo Chantilly, jacquard plissé – oscillano tra trasparenza e opacità, simulando la patina delle noci consumate. Le silhouette si aprono come fiori a trombetta, i volumi si presentano in doppio raso duchesse, mentre le finiture in acquerello sbiadito ricordano tessuti “bagnati dalla pioggia”, rendendo ogni capo un oggetto vissuto fin dal primo sguardo.

Parallelamente, Dior propone una moda che celebra l’imperfetto dimostrando come la ricerca della bellezza sia un filo conduttore che attraversa secoli e discipline.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.