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7 Novembre 2026

Premio Max Mara 2026: Adria Arjona protagonista al Beverly Hilton

Adria Arjona conquista il Max Mara Face of the Future 2026 in una notte di stelle a Los Angeles.

Premio Max Mara 2026: Adria Arjona protagonista al Beverly Hilton

Il Max Mara Face of the Future 2026 ha trovato una nuova protagonista: Adria Arjona, attrice e produttrice di origine cubano-messicana. L’evento, organizzato in partnership con Women In Film (WIF), ha celebrato le giovani donne che eccellono tanto sullo schermo quanto nella loro influenza culturale. La cerimonia, svoltasi nella scena glamour di Los Angeles, ha unito moda, cinema e attivismo, sottolineando come il riconoscimento vada oltre la semplice estetica per premiare un impegno sociale duraturo.

Premiazione al Chateau Marmont: il cocktail del 4 novembre

Il 4 novembre, nella storica location del Chateau Marmont, le luci si sono accese per un cocktail esclusivo. L’evento è stato curato da Maria Giulia Prezioso Maramotti, nipote del fondatore Achille Maramotti e membro del board di Max Mara Fashion Group, che ha accolto gli ospiti con un’atmosfera intima e sofisticata. La musica della DJ Mia Moretti ha accompagnato un pubblico composto da volti noti del mondo dell’intrattenimento, tra cui Jessica Alba, Jason Momoa, Brittany Snow, Zoey Deutch, Leighton Meester, Yara Shahidi e Paris Hilton, creando una vera serata di stelle.

Presenze di spicco e discorsi

Durante il brindisi, le parole di Adria Arjona hanno subito catturato l’attenzione: «Significa davvero molto essere premiata da donne che ammiro e seguo da così tanto tempo». La sua dichiarazione ha evidenziato il valore simbolico dell’onorare donne che hanno tracciato la strada prima di lei. Maria Giulia Prezioso Maramotti ha poi definito Arjona una “voce potente” sia sul set che nella produzione, ribadendo il legame tra moda e cinema che Max Mara sostiene da più di vent’anni.

Il gala dei WIF Honors al Beverly Hilton: la cerimonia del 5 novembre

Il giorno successivo, 5 novembre, il Beverly Hilton di Beverly Hills ha ospitato i WIF Honors, dove la premiazione è stata ufficializzata. In una sala gremita, Adria Arjona è salita sul palco come ventunesima vincitrice del Max Mara Face of the Future Award. Il premio, secondo gli organizzatori, riconosce “straordinari traguardi nella recitazione e uno stile senza tempo”. La giovane attrice ha concluso il suo intervento promettendo: «custodirò questa eredità e aprirò le porte alle donne che verranno dopo di me», un impegno che riecheggia la missione di WIF di sostenere l’uguaglianza di genere nell’industria audiovisiva.

Altri riconoscimenti della serata

Il gala non ha premiato solo Arjona: Salma Hayek Pinault ha ricevuto il Jane Fonda Humanitarian Award consegnato direttamente da Jane Fonda; Hannah Waddingham è stata insignita del Crystal Award for Advocacy in TV da Sharon Stone; il Crystal Award for Advocacy in Film è andato a Beth de Araújo e Gemma Chan per il film “Josephine”, presentato da Emmy Rossum; infine, Pamela Abdy ha ottenuto il primo Vanguard Award, consegnato da Nancy Meyers. Questi premi hanno sottolineato l’impegno collettivo verso unità, sostenibilità e rappresentanza nel settore.

Il significato del premio per Arjona e per Max Mara

Il Max Mara Face of the Future celebra da oltre vent’anni donne che, con talento e carisma, hanno saputo ridefinire le regole della moda e del cinema. Tra le precedenti vincitrici figurano Emily Blunt, Rose Byrne, Hailee Steinfeld, Gemma Chan, Elizabeth Debicki e Yara Shahidi, tutte unite da una forte personalità artistica. L’ingresso di Adria Arjona nella lista non solo rinnova la tradizione, ma introduce una prospettiva fresca sul futuro del racconto cinematografico, dimostrando che l’unione fra Max Mara e Women In Film resta una piattaforma vitale per talenti emergenti.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.