Il 28 settembre 2026, la capitale della moda ha ospitato la presentazione Primavera-Estate 2027 delle principali maison. Oltre alle collezioni, l’evento è stato segnato da una presenza massiccia di giovani figli di celebrità, spesso indicati come nepo-babies. Il loro ingresso nelle prime file non è più una curiosità passeggera, ma un vero e proprio cambio di paradigma che sta influenzando il linguaggio visivo delle sfilate.
Ever Anderson, la nuova musa di Dior
Tra le prime file, spicca la figura di Ever Anderson a pochi giorni dal compimento dei suoi diciannove anni. Figlia dell’attrice Milla Jovovich, Ever ha incarnato il mix di tradizione e modernità che la maison Dior voleva comunicare per la collezione PE 2027. Il suo look, un blazer viola dal taglio sartoriale abbinato a una T-shirt bianca di cotone e jeans a gamba dritta, ha sintetizzato la dialettica tra alta moda e street style, dimostrando che la giovane può essere ambasciatrice di un brand senza limitarsi a un semplice invito.
Il linguaggio sartoriale di un’iconica front row
Il blazer, realizzato in una tonalità aristocratica di viola, è stato interpretato come segno di precisione sartoriale tipica dei grandi marchi francesi. Tuttavia, l’accostamento con la maglietta di cotone ha introdotto una disinvoltura informale che ha catturato l’attenzione dei fotografi prima ancora che le modelle calzassero la passerella. Questa scelta stilistica ha conferito a Ever una presenza autentica, lontana da una mera ripetizione del prestigio familiare, e ha consolidato la sua posizione di talento emergente sia nel cinema che nella moda.
Lila Moss e la carica dei nepo-babies nei front row internazionali
Non è solo Dior a fare spazio ai giovani di famiglia. Lila Moss figlia di Kate Moss, è stata avvistata al party di Elie Saab in Parigi dove ha indossato un tuxedo dress impeccabile. La stessa serata ha visto la presenza di altri nominativi di spicco come Romeo BeckhamHomer GereKai Schreiber e Iris Law. Dopo il suddetto evento, Lila ha attraversato l’Atlantico per partecipare alla sfilata di Calvin Klein a New York, per poi apparire nella London fashion week con i capi di Burberry e McQueen. La sua costante comparsa nelle prime file dimostra come i figli d’arte abbiano trasformato il ruolo di accompagnatore in quello di punto focale dello spettacolo.
Un giro del mondo in prima fila
Il passaggio da Parigi a New York e poi a Londra in pochi giorni ha evidenziato la capacità dei nepo-babies di adattarsi a diverse estetiche di casa, mantenendo però un fil rouge di eleganza e personalità. L’outfit a New York, per esempio, era caratterizzato da un capo di denim oversize coordinato da accessori minimalisti, mentre a Londra il look McQueen presentava una giacca in velluto con ricami dorati, confermando la loro abilità di interpretare la visione creativa di ciascun direttore creativo.
Il nuovo ruolo dei figli d’arte nella moda contemporanea
Questa ondata di presenze giovanili non è casuale. Le case di moda hanno scoperto che le immagini di nepo-babies nelle prime file amplificano la copertura mediatica e attraggono un pubblico più giovane, desideroso di vedere volti familiari in contesti prestigiosi. In sostanza, questi giovani sono diventati muse viventi capaci di dare visibilità a collezioni che altrimenti rischierebbero di suonare troppo tradizionali. Il risultato è una sinergia tra heritage e innovazione, dove la notorietà familiare si fonde con una scelta stilistica consapevole che ispira trendsetter e consumatori.
Con la conclusione di questa settimana di spettacoli, resta evidente che la generazione dei nepo-babies non intende più restare nell’ombra. Il loro contributo sta ridefinendo il concetto di front row trasformandolo in un palcoscenico dove la moda incontra la cultura pop e la famiglia diventa parte integrante della narrazione stilistica.



