Il panorama della moda e del lifestyle dell’anno 2026 è attraversato da un fil rouge che unisce cinemadesign e creatività sartoriale. Le passerelle di Milano, i festival cinematografici di Venezia e le iniziative dei grandi marchi mostrano come l’espressione stilistica non sia più confinata all’abbigliamento, ma diventi vero e proprio racconto multimediale.
In questo scenario, tre protagonisti emergono con proposte audaci: il cortometraggio di Ferragamo, la partnership di Chanel con il cinema contemporaneo e le innovazioni introdotte dalla Milano fashion week 2026, che includono collezioni d’avanguardia e collaborazioni internazionali.
Ferragamo presenta “Un Passo alla Volta” al Teatro La Fenice
Durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il cortometraggio “Un Passo alla Volta” ha avuto la sua prima proiezione al prestigioso Teatro La Fenice. Scritto da Martina Ferragamo e diretto da Simone Coppo, il film segue le vicende di un’attrice che interpreta la nonna, Wanda Miletti Ferragamo, attraversando un viaggio tra presente e memoria. Un elemento centrale è il dialogo immaginario con un giovane Salvatore Ferragamo sul set del classico “The King of Kings” (1927), che mette in luce il peso e la bellezza di ereditare un nome leggendario. La premiere ha visto la presenza di volti noti del cinema italiano, tutti vestiti con abiti firmati Ferragamo, rafforzando il legame tra moda e narrazione visiva.
Chanel rinnova l’intenso legame con il cinema a Venezia
La maison francese ha confermato il suo storico legame con il mondo cinematografico sostenendo la quattordicesima edizione della Biennale College – Cinema e partecipando al premio “Bunker”, opera di Florian Zeller in concorso all’83ª Mostra. In collaborazione con la costumista Sonia Grande, Chanel ha vestito Penélope Cruz, protagonista del film, con un abito rosso drappeggiato di camelia, simbolo di contrasto emotivo nella trama. La scelta di un capo così iconico, che si distingue per la sua colorazione vivace in un contesto visivo minimalista, preannuncia la tensione crescente tra i protagonisti della pellicola, dimostrando come la moda possa fungere da segnaposto narrativo all’interno della sceneggiatura.
Milano Fashion Week 2026: Bottega Veneta, Moschino e nuovi dialoghi internazionali
Dal 22 al 28 settembre, Milano ha ospitato la sua consueta Fashion Week, un appuntamento che quest’anno si è arricchito di 61 sfilate, 88 presentazioni e 54 eventi collaterali, confermando la città come fulcro globale del fashion system. Oltre alle consuete passerelle, la settimana ha incluso mostre, progetti culturali e iniziative collaborative che hanno ampliato le frontiere tra moda, arte e tecnologia.
La collezione Winter 2026 di Bottega Veneta
La maison ha presentato la collezione invernale ispirata alla citazione di John Ruskin: “Per ogni distanza dall’occhio esiste un tipo di bellezza particolare”. Per raccontare il percorso creativo, otto fotografi (tra cui Piotr Niepsuj, Chris Rhodes, Cristina Stohle e Sam Penn) hanno documentato otto giorni di lavoro, creando lo Zine 002. Questo volume combina immagini in movimento e dettagli ravvicinati, offrendo al pubblico un ritratto autentico della produzione dietro le quinte, dove l’estetica si fonde con la narrazione visiva.
Novità di Moschino e l’espansione delle Women’s Collection
Uno degli highlight è stato il debutto della nuova direzione creativa di Moschino, guidata da Loris Messina e Simone Rizzo, con una collezione co-ed che rompe gli schemi tradizionali di genere. Parallelamente, la settimana ha accolto le Women’s Collection di brand emergenti come Almeida, Miguel Vieira, Neithan Herbert e Victor-Hart, segnalando una crescente attenzione verso la moda femminile di alta gamma. L’iniziativa “Future Threads: Italy’s New Wave”, curata da Sara Sozzani Maino, ha messo in luce sei giovani marchi italiani, mentre il Beijing Institute of Fashion Technology ha presentato la mostra “In the Fold: Chinese Fashion in the Making”, dimostrando come tecnologia e intelligenza artificiale stiano già influenzando il processo creativo internazionale.
Le nuove narrazioni visive, le collezioni documentate e le partnership interculturali indicano un futuro in cui lo stile è una forma d’arte integrata e multidimensionale.



