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8 Luglio 2026

I look più memorabili della Couture Week di Parigi tra Armani Privé, Dior e Chanel

Parigi ospita la Haute Couture dal 6 al 9 luglio: tra Palazzo Armani, front row stellari e nuove letture di codici classici, ecco i look più osservati firmati Armani Privé, Dior e Chanel

I look più memorabili della Couture Week di Parigi tra Armani Privé, Dior e Chanel

Dal 6 al 9 luglio Parigi è stata nuovamente palcoscenico della Haute Couture l’appuntamento in cui la Fédération de la Haute Couture et de la Mode convoglia attenzione e creatività internazionale. In queste giornate le maison storiche hanno presentato collezioni e ribadito linguaggi estetici che guardano al passato tanto quanto al futuro: tra le proposte più commentate figurano gli appuntamenti di Giorgio Armani PrivéDior e Chanel accompagnati dalla presenza in prima fila di volti noti del cinema e della moda.

La settimana couture conferma il suo ruolo non solo come vetrina di abiti artigianali, ma come luogo di dialogo tra designer e muse contemporanee. Il contesto parigino ha fornito la cornice ideale per osservare come le star interpretano codici sartoriali e tendenze, trasformando il front row in un laboratorio di stile a cielo aperto.

Armani Privé al Palazzo Armani: front row, boudoir e understatement

La sfilata di Armani Privé ospitata al Palazzo Armani di Parigi è stata uno dei momenti più attesi: lo show, costruito attorno a una sensibilità boudoir e a un’idea di eleganza discreta, ha visto in prima fila presenze di rilievo come Cate Blanchett e Rosamund Pike. Blanchett ha puntato su un completo pantalone in velluto nero con spalle squadrate e dettagli cut-out, una proposta che enfatizza silhouette e sobrietà. Pike, invece, ha scelto uno smoking asciutto e lineare, accompagnato da mocassini essenziali che hanno ribadito il valore dell’understatement nella chiave couture contemporanea.

Look e suggestioni della serata

Il tema boudoir ha permesso sorprendenti contrasti tra sensualità velata e rigore sartoriale: alcuni ospiti hanno preferito capi che lasciano la schiena scoperta attraverso veli sottili, mentre altri hanno optato per la pulizia della linea e per accessori minimi. Questa alternanza ha sottolineato la capacità della maison di declinare un medesimo immaginario in molteplici registri, offrendo al pubblico e alle star occasioni diverse per esprimere la propria identità stilistica.

Dior e Chanel: bianco e nero, marinière e denim nei front row

Alla presentazione di Dior il fil rouge visivo è stato il dialogo tra il bianco e il nero. Tra gli ospiti si è distinta Deva Cassel in una camicia tuxedo scollata abbinata a una gonna nera lucida, incarnando una sensualità calibrata e moderna. Nello stesso spettro cromatico si è mossa Naomi Watts che ha scelto una giacca strutturata e pantaloni affusolati per un risultato piacevolmente androgino. A spezzare il rigore, la scelta in total white di Sabrina Carpenter con un abito midi in pizzo e dettagli femminili che hanno alleggerito la palette.

Il parterre di Chanel guidato dalla nuova estetica couture, ha invece puntato su riferimenti bohémien e su un’eleganza rilassata. Vanessa Paradis ha richiamato l’immaginario della maison sovrapponendo un foulard in stile gypsy a pantaloni wide leg, mentre Charlotte Casiraghi ha trasformato un abbinamento di denim e camicia a righe in una lezione di nonchalance aristocratica, dimostrando come capi apparentemente quotidiani possano diventare emblematici se calibrati con misura.

Accessori e piccoli gesti di stile

Tra gli elementi che hanno catturato l’attenzione, un uso misurato della marinière e dei foulard, così come la presenza di occhiali e capi sovrapposti in chiave pratica ma elegante. In particolare Pedro Pascal ha mostrato un mix di casual e sartoriale: t-shirt bianca, pantaloni su misura e un pull a righe poggiato sulle spalle, un espediente che ha rilanciato un classico estivo con un tocco di sofisticata semplicità.

Questa edizione della Haute Couture conferma come Parigi, nei giorni in cui la Fédération de la Haute Couture et de la Mode organizza il calendario, resti il luogo dove il savoir-faire, le muse e il pubblico internazionale si incontrano. Con la stagione Autunno-Inverno 2026 all’orizzonte, le maison hanno ribadito il valore della manifattura e il potenziale narrativo dei loro codici estetici, mostrando che la couture continua a essere laboratorio di idee e riferimento per le tendenze globali.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.