Il 27 settembre 2026 segna la conclusione della Milano Fashion Week di settembre, una giornata che ha riunito al suo interno le icone storiche del Made in Italy e i volti emergenti della scena internazionale. A partire dalle 11:00, la via Bergognone 59 è diventata il palcoscenico della sfilata di Giorgio Armani trasmessa in diretta streaming e osservata da buyer, stampa e appassionati di tutto il mondo. L’evento ha rappresentato il punto d’arrivo di una settimana che ha alternato grandi maison, collettivi studenteschi e collaborazioni culturali, sottolineando ancora una volta il ruolo di Milano come hub globale della moda.
Giorgio Armani guida la serata finale della Fashion Week
Alle ore 11, la passerella di via Bergognone ha introdotto la collezione Primavera-Estate 2027 della maison, caratterizzata da silhouette leggere, giacche prive di strutture rigide e pantaloni dal taglio vaporoso. I capi hanno mostrato una palette di colori delicati, con accenti di blu polvere e rosa pastello, richiamando l’heritage degli anni ’80 senza perdersi nella nostalgia. La presentazione ha mantenuto l’essenza classica di Armani, ma ha inserito note di metamorfosi simbolizzate da una farfalla, segno di rinnovamento dopo la scomparsa di Giorgio lo scorso settembre. La trasmissione ha permesso a un pubblico globale di apprezzare il guardabar in movimento, confermando la capacità del marchio di evolversi mantenendo la sua identità.
Emporio Armani rompe la tradizione con Dario Vitale
Un giorno prima, Emporio Armani ha annunciato la nomina di Dario Vitale a direttore creativo, includendo anche la gestione degli accessori di Giorgio Armani. Il suo primo gesto è stato quello di cancellare la sfilata tradizionale, optando per una presentazione serale all’ Armani/Teatro. La collezione, intitolata “Tracce del tempo”, ha trasformato il classico showroom in un percorso tattile: i visitatori hanno potuto avvicinarsi ai capi, osservare i cristalli di sale che li decorano e consumano, e ammirare le acidature a freddo che generano colori irregolari. Tra i materiali sperimentali spiccano il lino trompe-l’œil, il seersucker arricciato, il velluto laserato screziato e le organze sovrapposte, il tutto inserito in silhouette vaporose e prive di struttura.
Un format esperienziale per valorizzare l’innovazione
Il percorso, organizzato dal corridoio d’ingresso fino allo spazio consueto della passerella, ha permesso di toccare con mano le texture, offrendo un’esperienza più intima rispetto al tradizionale show. Se la “venerazione religiosa” tipica di un evento Armani è stata sospesa, l’energia della “festa” ha reso palpabile il potenziale creativo di Vitale, segnando una delle scelte più audaci degli ultimi dieci anni nel panorama fashion.
Il programma della domenica 27 settembre: un mosaico di talenti
Dopo la sfilata di Armani, alle 12 la Rotonda della Besana ha ospitato Milano Moda Graduate un progetto che porta in passerella le giovani leve delle scuole di moda italiane. Dieci designer hanno presentato capsule collection, supportati da YKK Italia, dimostrando come la formazione si intrecci con l’industria. Alle 13, il nome Marques’ Almeida ha aggiunto una prospettiva internazionale, mentre nel pomeriggio, tra le 14 e le 16, si sono susseguite le sfilate di Casa PretiTell The Truth e Francesca Liberatore offrendo una varietà di linguaggi creativi e di pubblico.
Il pomeriggio si è concluso alle 17 con la presentazione di Miguel Vieira rafforzando il carattere globale della giornata. Infine, alle 19, Afro Fashion Association x Levi’s ha chiuso la domenica con un evento che ha superato il format tradizionale, evidenziando la capacità della Fashion Week di includere collaborazioni culturali oltre la semplice sfilata. Lunedì 28 settembre ha previsto, invece, una serie di sfilate digitali confermando la transizione verso nuovi canali di comunicazione.


