La quinta giornata della Milano Fashion Week dedicata alla primavera-estate 2027 ha posto al centro un principio semplice ma di grande impatto: prendere un elemento familiare e mutarne l’uso. In tutta la capitale della moda, le maison hanno scelto di rielaborare capi già noti, alterandone proporzioni, texture e regole di costruzione, creando versioni inaspettate ma riconoscibili.
Il filo conduttore è stato quello di ricontestare il classico. Ermanno Scervino ha ripensato l’immaginario corsaro, Ferragamo ha focalizzato l’intera collezione sulla vita, mentre Bottega Veneta ha lasciato emergere bordi e intrecci volutamente imperfetti. Anche Dolce&Gabbana, MSGM e ACT N°1 hanno deformato i loro codici, mescolando lingerie, broccati, arte e sartoria per dare nuova linfa alla collezione primavera-estate 2027.
Ermanno Scervino: la giacca corsara reinventata
Il capo più emblematico di Ermanno Scervino è una giacca ispirata al corsaro del film “Gli ammutinati del Bounty”, ma rivisitata al femminile. Realizzata in tela grezza o nappa stampata a motivo coccodrillo, la giacca sfoggia nastri metallici color oro e rame, galloni di seta e delicati organzi che ne alleggeriscono la sagoma. Il riferimento al cinema di Marlon Brando e Tarita diventa un gioco di contrasti: la struttura solida convive con minigonne gonfie di duchesse, jeans dal taglio maschile e shorts in pelle.
Dettagli di materiali e palette cromatica
Sotto il capo principale, emergono sottovesti di pizzo, corsetti scolpiti e tute di maglia trasparente, mentre una camicia da smoking inamidata si accoppia a una gonnina arricciata e disordinata. La palette comprende bianchi salini, toni sabbiosi e una gamma di blu che attraversa il denim fino all’acquamarina. Accessori come borse a sacco in rafia crochet, zoccoli con borchie e il tanto atteso tacco a banana completano l’atteggiamento romantico della collezione.
Ferragamo e Bottega Veneta: vita stretta e imperfezione voluta
Da Ferragamo il segnale è una vita ben definita: le cinture, spesso doppie, stringono la silhouette e fungono da punto d’ancoraggio per giacche, gonne e abiti. Il direttore creativo Maximilian Davis si ispira alle uniformi degli anni Quaranta, recuperando tasche funzionali e proporzioni più ampie. I materiali variano dal gomma traslucida che accenna alla struttura corporea, alla pelle sensuale delle camicie, fino a sete annodate che ammorbidiscono il rigore iniziale.
Accessori che rimettono in circolo l’archivio
Il richiamo al 1947 è evidente nella nuova zeppa a “F”, che ispira tacchi curvi, mentre il fiocco Vara viene rivisitato in chiave moderna e la borsa Hug si allunga orizzontalmente. Il risultato è una collezione che oscilla tra disciplina e leggerezza, con drappeggi ricoperti di paillettes che celebrano la tradizione senza restare ancorata al passato.
Parallelamente, Bottega Veneta ha scelto di esibire l’imperfezione come valore estetico. Sotto la direzione di Louise Trotter, la collezione raw mostra intrecci che si sfrangiano, bordi irregolari e frange che seguono il movimento del corpo. Il passaggio tra primavera ed estate diventa il momento in cui la strutturazione si alleggerisce, permettendo a blazer neri, trench e pantaloni sartoriali di confrontarsi con crochet, lavori aperti e borse di paglia quasi grezze.
Dolce&Gabbana, MSGM e gli altri: stravaganza, colore e arte
Dolce&Gabbana ha risposto al tema con una Stravaganza Siciliana broccati, tessuti da tappezzeria, pizzi delicati e motivi leopardati si intrecciano liberamente. La lingerie emerge sotto completi più strutturati, mentre minigonne accorrono tra il salotto e la strada. I look più sorprendenti combinano una gonna bianca all’uncinetto con un reggiseno nero di pizzo, oppure una T-shirt con logo D&G sotto una giacca in tweed, accostata a una gonna leopardata. Perle, croci, cammei e coralli si accumulano come ricordi personali.
Con MSGM il designer Massimo Giorgetti ha riscritto il proprio linguaggio a partire da un nuovo logo più essenziale. La collezione nasce, quasi letteralmente, sotto le stelle e trae ispirazione dall’opera di Mario Schifano. Righe colorate attraversano popeline, organza e crochet, mentre nylon trasparente, mussola e chiffon si sovrappongono. Le tonalità di giallo limone, fucsia e blu elettrico si alternano in polo, maglie tie-dye e broccati floreali lucidi, portando l’arte direttamente nel guardaroba quotidiano.
ACT N°1 ha invece rivolto la propria attenzione alla sartoria, invertendo i revers, creando aperture insolite e abbinando bottoni spaiati, rendendo la costruzione più fluida. Denimo e denim diplomacy si smontano e ricompostano in volumi workwear con cuciture esposte. L’intera giornata ha dimostrato come la Moda di Milano possa rimanere fedele alle proprie radici pur sperimentando forme, materiali e narrazioni completamente nuovi.



