Il 6 luglio 2026, a Parigi, Jonathan Anderson ha svelato la collezione Dior per l’haute couture Autunno-Inverno 2026-27 nel contesto suggestivo dei giardini del Museo Rodin. La passerella all’aperto ha fatto da cornice a una proposta che miscela riferimenti artistici e tecniche sartoriali, presentando capi dall’effetto leggero ma di forte impatto scenico. Tra gli ospiti in prima fila si sono notati Josh O’ConnorAlexa Chung e il regista Baz Luhrmann mentre l’evento coincideva con un’ondata di caldo che ha spinto la maison a omaggiare gli invitati con ventagli di bambù neri.
La sfilata ha reso evidente l’intreccio tra moda e scultura che caratterizza il lavoro di Anderson: tessuti plissettati e volumi scultorei hanno dominato la scena, con borse imponenti e dettagli che richiamano le opere della scultrice americana Lynda Benglis. Questo dialogo con l’arte contemporanea non è nuovo per il direttore creativo, che in passato aveva già avviato un confronto simile nelle sue collezioni per altri marchi.
Interpretazione delle opere di Lynda Benglis nella collezione
Anderson ha tratto spunto dall’estetica informale e materica di Lynda Benglis traducendo le sue soluzioni scultoree in capi e accessori da indossare. Le pieghe, elemento ricorrente dell’opera di Benglis, si ritrovano in camicette, pantaloni e giacche in chiffon di seta che giocano con la luce e il movimento. Diverse borse, realizzate in collaborazione con l’artista, presentano un plissé metallico che conferisce una silhouette monumentale, quasi architettonica, agli accessori.
Riferimenti storici e linee evocative
Nel corso della sfilata sono emersi riferimenti al patrimonio stilistico della maison: un cappotto plissettato richiama la linea ad A ispirata alla collezione del 1958, mentre alcune reinterpretazioni della giacca Bar si manifestano in tweed verde felce e in versioni drappeggiate in lana a pied-de-poule. Questi rimandi storici convivono con sperimentazioni materiche e con l’uso di frange, fiocchi e pieghe ampie che amplificano la teatralità degli abiti.
Allestimento, materiali e dettagli artigianali
La passerella, realizzata in una superficie nera a specchio e decorata con fitte piante di felce, ha sottolineato il tema del giardino che attraversa la collezione. Tra i materiali predominanti sono emersi chiffon di seta, lane lavorate con tecniche di drappeggio e filati plissettati di natura metallica. Le scarpe hanno ricevuto applicazioni floreali e fiocchi in metallo plissé, mentre i gioielli includevano pezzi creati da artigiani di Jaipur arricchendo la palette con artigianalità internazionale.
Le palette cromatiche oscillavano tra grigiobianco e argento illuminate da tocchi di verde e blu che richiamavano il paesaggio del giardino. Un abito con grandi ventagli di tulle blu proiettava un’immagine di leggerezza opposta alle borse scultoree in plissé, creando un contrasto intenzionale tra volume e trasparenza.
Collaborazioni e continuità creativa
La partnership con Lynda Benglis si inserisce in un percorso creativo già esplorato da Anderson: la collaborazione con artisti e la trasposizione di opere scultoree in pezzi di moda era stata sperimentata anche nel 2026 in una sfilata per un’altra maison. Qui, tuttavia, la relazione si rafforza grazie alla presenza di quattro borse realizzate insieme all’artista, che incarnano in modo esplicito la fusione tra forma scultorea e funzione accessoriale.
Nel complesso, la proposta per l’Autunno-Inverno 2026-27 di Dior conferma la volontà del direttore creativo di intrecciare riferimenti storici, sperimentazione materica e collaborazioni artistiche per costruire una narrazione visiva che va oltre il semplice guardaroba, trasformando la passerella in un vero e proprio spazio espositivo all’aperto.



