Il 15 agosto 2026, le forze dell’ordine marocchine hanno bloccato un tentativo di centinaia di migranti subsahariani di raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta. L’episodio si è verificato nelle alture della città costiera di Fnideq, a pochi chilometri dal confine. Le autorità hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i migranti, che erano sorvegliati da decine di agenti di polizia e della gendarmeria reale marocchina, supportati da droni.
Il blocco dei migranti a Fnideq
Secondo le fonti della sicurezza di Rabat, i migranti si erano nascosti in un’area montuosa nei pressi di Fnideq, conosciuta anche come Castillejos durante il protettorato spagnolo. I tentativi di raggiungere il confine nella zona di El Tarajal sono iniziati intorno alle 6 del mattino. Le immagini trasmesse dall’emittente pubblica iberica Tve mostrano centinaia di migranti mentre cercano di avanzare dalle alture, sorvegliati da agenti marocchini e veicoli militari spagnoli.
La situazione attuale
Al momento, la situazione è sotto controllo e non ci sono notizie di feriti, solo alcuni fermi. Le autorità continuano a effettuare controlli sulle principali strade d’accesso alla città di Fnideq, specialmente arrivando dalle città di Tétouan e Tangeri. Un migrante di 17 anni ha dichiarato di essere arrivato a Fnideq nella notte, passando tre posti di blocco su un autobus.
Rafforzamento della sicurezza e tensioni politiche
Le misure di sicurezza sono state rafforzate dopo la crisi del 30 e 31 luglio, quando circa 80mila migranti attraversarono il confine, provocando 82 morti sul lato spagnolo della frontiera. Secondo le stime di organizzazioni umanitarie, le vittime sarebbero almeno 141. Le autorità iberiche hanno rafforzato la sicurezza anche a Melilla, temendo che la pressione migratoria possa spostarsi verso la seconda enclave spagnola.
Le accuse politiche
In questo contesto di rinnovate tensioni nel Mediterraneo, la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, ha accusato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez di essere “irresponsabile e traditore”, ritenendolo responsabile del massiccio afflusso di migranti a Ceuta. “Il governo ha permesso che la Spagna venisse invasa da terroristi che si rifiuta di identificare”, ha scritto Ayuso in un messaggio su X. “Le frontiere della Spagna si proteggono, la sicurezza degli spagnoli non si negozia”, ha aggiunto.
Circa 5mila dei quasi 80mila migranti arrivati nella notte tra il 30 e il 31 luglio si trovano ancora a Ceuta. La situazione rimane critica, con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine lungo la frontiera, sia dal lato spagnolo che da quello marocchino.



