Questa mattina la Sala Stampa della Camera dei deputati è stata lo scenario di un confronto inedito: rappresentanti istituzionali, società scientifiche, esperti clinici e associazioni di pazienti hanno discusso di malattia renale cronica (MRC), di come introdurre uno screening nazionale e di quali interventi nutrizionali possano rendere più sostenibile il percorso terapeutico per il Servizio Sanitario Nazionale. L’iniziativa, promossa dall’onorevole Erik Umberto Pretto, membro della XII Commissione Affari Sociali, ha sottolineato la necessità di una risposta coordinata per una patologia che resta spesso silenziosa fino a fasi avanzate.
Screening nazionale proposto dall’onorevole Erik Umberto Pretto
L’onorevole Pretto ha illustrato una risoluzione parlamentare volta a introdurre, entro due anni, un programma di screening per la MRC rivolto sia ai cittadini sia ai medici di medicina generale. L’obiettivo è identificare precocemente i soggetti a rischio attraverso esami di filtrazione glomerulare e microalbuminuria, riducendo così le probabilità di evoluzione verso la dialisi. La diagnosi precoce è il primo passo per limitare il danno renale irreversibile, ha puntualizzato, evidenziando il potenziale impatto sulla qualità della vita dei pazienti.
Obiettivi del disegno di legge
Il provvedimento prevede la diffusione di linee guida nazionali, la formazione di medici di base sui criteri di sospetto clinico e l’adozione di un registro elettronico per monitorare l’andamento dei casi. Inoltre, verrà avviata una campagna informativa per sensibilizzare la popolazione sui fattori di rischio, come ipertensione, diabete e stile di vita poco salutare.
Dieta iproteica e chetoanaloghi: il nuovo protocollo nutrizionale
Il presidente della Società Italiana di Nefrologia, Luca De Nicola, ha evidenziato l’importanza di una dieta iproteica associata, quando necessario, a chetoanaloghi. Questi ultimi consentono di mantenere un adeguato stato nutrizionale riducendo l’apporto di azoto, fondamentale quando la funzione renale declina. Ridurre le proteine senza compromettere la nutrizione è una sfida clinica complessa, ma le evidenze recenti mostrano un rallentamento significativo della progressione verso la dialisi.
Indicazioni cliniche e benefici per il paziente
Le terapie aproteiche sono indicate soprattutto nei pazienti con filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min, in preparazione alla dialisi o al trapianto. Gli studi riportano un prolungamento medio di 12-18 mesi prima dell’inizio della dialisi, con conseguente miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita. Inoltre, il risparmio economico per il SSN è stimato in centinaia di milioni di euro all’anno grazie al differimento di trattamenti costosi.
Il ruolo chiave del medico di famiglia nella gestione precoce
Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale, ha ribadito che il medico di famiglia è il punto di ingresso principale per la diagnosi di MRC. Una corretta valutazione dei fattori di rischio, unita a consigli nutrizionali personalizzati, può ridurre il carico di lavoro dei nefrologi e migliorare l’aderenza dei pazienti alle terapie. Il medico di base deve saper riconoscere i segnali di allarme e indirizzare il paziente verso gli specialisti in tempo utile.
Formazione continua per i professionisti
Filippo Aucella, presidente eletto della Società Italiana di Nefrologia, ha sottolineato la necessità di corsi di aggiornamento per medici di base e nefrologi su nutrizione renale. Programmi di formazione includeranno casi clinici, simulazioni di piani dietetici e l’uso di strumenti digitali per monitorare l’aderenza alle diete iproteiche. L’obiettivo è diffondere le migliori pratiche in tutta la rete sanitaria.
Impatto economico e sostenibilità per il SSN
L’associazione nazionale dei pazienti emodializzati, Giuseppe Vanacore, ha quantificato il peso finanziario della dialisi: oltre 2,5 miliardi di euro all’anno, pari al 2 % del budget sanitario nazionale. L’introduzione di uno screening diffuso, combinato con il protocollo nutrizionale, può ridurre drasticamente questa spesa. Simulazioni basate su dati reali mostrano che ogni paziente che rimanda l’inizio della dialisi di un anno produce un risparmio netto di circa 30 000 euro per il SSN.
L’incontro ha tracciato una road-map concreta: individuare precocemente la malattia renale cronica, intervenire con diete mirate e chetoanaloghi, e valorizzare il ruolo del medico di famiglia. Se attuata, la strategia promette non solo di migliorare la vita di milioni di italiani, ma anche di alleggerire il carico finanziario del sistema sanitario pubblico.



