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12 Settembre 2026

Recensione di Mr. Nelson, Did You Kill People?: un viaggio allucinato nel PTSD

Shinya Tsukamoto torna a Venezia con un film che esplora il trauma di guerra attraverso la storia vera di Allen Nelson, un veterano del Vietnam tormentato dal PTSD

Recensione di Mr. Nelson, Did You Kill People?: un viaggio allucinato nel PTSD

Shinya Tsukamoto, uno dei registi più audaci e visionari del cinema contemporaneo, torna a Venezia con Mr. Nelson, Did You Kill People? un film che esplora il trauma di guerra attraverso la storia vera di Allen Nelson, un veterano afroamericano del Vietnam. Questo nuovo lavoro del regista giapponese, presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, chiude idealmente una trilogia iniziata con Fires on the Plain (2014) e continuata con Hokage. Ombra di fuoco (2023).

Il film nasce dall’incontro di Tsukamoto con il memoir di Nelson, un testo sconvolgente che racconta la brutalità della guerra del Vietnam e le sue conseguenze psicologiche. Nelson, reduce di guerra, ha trascorso decenni a raccontare la sua esperienza, tenendo oltre 1.200 conferenze in Giappone. La sua testimonianza diventa il cuore del film, che Tsukamoto trasforma in un’indagine profonda sulle ferite interiori di chi ha partecipato al conflitto.

Un viaggio allucinato nel PTSD

Il film inizia con una domanda innocente ma devastante: Mr. Nelson, Did You Kill People? Una bambina la pone a Nelson durante una conferenza in una scuola elementare. Questa domanda scatena una serie di flashback che portano lo spettatore nel cuore del trauma di Nelson. Tsukamoto utilizza un linguaggio visivo e sonoro intensissimo per trasmettere la discesa agli inferi del protagonista, affetto da disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

La giungla urbana e metropolitana diventa un simbolo della violenza endemica che permea la società, una violenza che non si limita al campo di battaglia ma si insinua nei rapporti umani e nelle strutture sociali. Tsukamoto equipara la giungla vietnamita a quella urbana, mostrando come la guerra non sia un evento isolato ma il risultato di una patologia sociale più ampia.

La violenza come contagio

Il film esplora l’idea che la violenza sia un contagio che si diffonde e si autoalimenta. Nelson, tornato a casa, porta con sé le ferite della guerra, che si ripercuotono sulla sua famiglia e sulla società. Tsukamoto mostra come la violenza non sia solo un atto fisico ma un fenomeno che corrode l’anima e la psiche.

La musica gioca un ruolo cruciale nel film, con il brano gospel This Little Light of Mine che accompagna il percorso di Nelson verso la guarigione. Questo brano si sostituisce progressivamente ai rumori di guerra, creando uno spazio terapeutico in cui il protagonista può affrontare il suo trauma.

Un’opera potente ma con alcuni limiti

Nonostante la potenza delle sue intuizioni, il film soffre di alcuni limiti. La narrazione, a tratti dilatata, rischia di perdere parte della sua radicalità sotto il peso delle reiterazioni. Tsukamoto cerca una catarsi che, a volte, risulta fin troppo hollywoodiana, diluendo l’impatto del messaggio.

Tuttavia, il film rimane un’opera di straordinaria intensità, capace di trasmettere l’orrore della guerra e le sue conseguenze psicologiche. Tsukamoto, ancora una volta, dimostra la sua capacità di trasformare un soggetto complesso in un’esperienza cinematografica unica e perturbante.

Mr. Nelson, Did You Kill People? è un film che non si dimentica facilmente, un viaggio allucinato nel cuore del trauma di guerra che lascia lo spettatore con molte domande e poche risposte. Un’opera che, nonostante i suoi limiti, rimane un contributo fondamentale al cinema contemporaneo.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.