Il 29 ottobre il Must di Vimercate si è trasformato in un tempio temporaneo dedicato al genio di Raffaello. Dopo una breve discesa nell’oscurità, le tende si sono aperte su una luce soffusa che ha svelato la Dama col liocorno, suscitando un silenzio quasi reverenziale tra i primi visitatori. Alcuni si sono avvicinati al vetro protettivo per osservare i minimi dettagli, altri hanno immortalato il momento con selfie, ma tutti hanno condiviso la stessa emozione di fronte a quel capolavoro.
Inaugurazione e prime impressioni al Must di Vimercate
La cerimonia è stata guidata dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, dal presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro Maurizio Lupi e dal sindaco Francesco Cereda. Mazzi, grande estimatore dell’arte, ha dichiarato che portare Raffaello fuori dai tradizionali circuiti museali è una scelta di cultura democratica. L’ambiente, organizzato come un loggiato sospeso, ha guidato il pubblico verso il dipinto con un percorso progressivo, facendo sentire ogni visitatore parte di un momento di contemplazione unico.
Un percorso di luce e silenzio
L’allestimento prevede colonne che fungono da quinte, mentre una serie di pilastrini ricrea l’effetto di un loggiato continuo. L’effetto scenico intensifica la percezione del liocorno tra le braccia della giovane dama, simbolo di purezza e castità, e valorizza il paesaggio collinare sullo sfondo. Il risultato è una esperienza immersiva che rende il dipinto più di una semplice opera su tela, trasformandolo in un punto focale di riflessione per tutti i visitatori.
Il progetto “La Grande Arte in Brianza” e i numeri record
La mostra fa parte della quarta tappa del progetto “La Grande Arte in Brianza”, iniziativa della Fondazione Costruiamo il Futuro. Dopo aver percorso New York, la Dama col liocorno approda a Vimercate fino all’11 dicembre, con 120 volontari impegnati nell’accoglienza. Il primo weekend ha registrato 1.760 richieste di visita, quasi un 50 % in più rispetto all’apertura della mostra su Tiziano a Carate Brianza l’anno precedente. Fino alla data finale sono già state accumulate 9.120 prenotazioni, confermando l’interesse della popolazione brianzola per l’arte di alto livello.
Storia e significato della Dama col liocorno
Realizzato tra il 1505 e il 1506, quando Raffaello aveva appena 22 anni, il dipinto raffigura una giovane donna a mezzo busto, in abiti eleganti, che tiene tra le braccia un liocorno. Il simbolo è tradizionalmente associato a purezza e castità, alimentando l’ipotesi di un ritratto nuziale. L’identità della figura rimane incerta, ma la composizione, la resa dei colori e lo sfondo collinare testimoniano la maturità precoce del pittore. Solo nel 1927 Roberto Longhi attribuì l’opera a Raffaello, confermato dal restauro del 1935-36, che riportò alla luce la lucentezza originale del dipinto.
Il successo della mostra non è soltanto un fenomeno locale: dimostra come la cultura possa fungere da volano per il turismo e la coesione sociale. Il sindaco Cereda ha sottolineato che ospitare un capolavoro così importante rappresenta una sfida e una opportunità per Vimercate, capace di attrarre visitatori da tutta la Lombardia e di valorizzare il territorio come luogo di esperienza artistica di alto livello.



