Il weekend del 19 e 20 settembre 2026 trasforma Milano in un vero laboratorio di creatività: da un lato il festival Di Studio in Studio che apre al pubblico gli spazi di produzione di artisti emergenti, dall’altro la Beauty Week un concentrato di innovazioni cosmetiche che sta ridefinendo il concetto di bellezza nella città. Entrambi gli eventi si svolgono nella zona sud dello Scalo Romana, un’area dove il passato industriale si mescola a una rapida rigenerazione urbana.
Itinerari di Di Studio in Studio a sud dello Scalo Romana
L’iniziativa, nata nel 2013, propone percorsi liberi tra Piazza San Luigi e la fermata M3 di Porto di Mare. Non esiste un ordine imposto: i visitatori possono scegliere di partire da San Luigi, attraversare Corso Lodi e arrivare fino al quartiere portuale, oppure di concentrarsi esclusivamente sulla zona di Porto di Mare. Ogni tappa è aperta dalle 16 alle 20, con tour guidati gratuiti alle 16 e alle 18.
Alcune tappe chiave del percorso di San Luigi-Lodi
Tra le prime fermate troviamo lo Studio Ca.Ba.Re. dove Rossana Baroni e Graziella Reggio presentano l’installazione fotografica Linee di passaggio in dialogo con il lavoro del burattinaio Andrea Cavalli. Poco dopo, lo Studio d’Arte Scrivia di Salvatore Sanna apre le porte al pubblico, mentre nella tipografia Arti Grafiche Zacchetti, in Corso Lodi 68, si può ammirare Eco di presenze una raccolta fotografica di Aldo Banfi, Claudio Manenti e Paola Tarroni.
In Via Nervesa si incontrano due realtà diverse: la Nervesa Gallery propone Il peso delle piccole cose di Vittoria Taddia con un live painting, e Survival di Gabriele Buratti, curata da Ilaria Centola. Nello stesso indirizzo, lo Studio Franco Haus ospita Animals at Home di Bruna Ginammi, mentre lo Studio Claudia Mendini presenta Specula – tracce di luce accompagnato da un film di Riccardo Apuzzo.
Porto di Mare: ex Saponificio Gavazzi e laboratori digitali
La seconda parte del percorso conduce a Porto di Mare, dove l’Ex Saponificio Gavazzi diventa il cuore della mostra “Quando le stelle volteggiavano sull’acqua. Archeologia del desiderio”. Artisti come Alessandra Caccia, Manfredo Fanti e Caterina Gatti propongono interventi che intrecciano memoria industriale e ricerca contemporanea, creando una costellazione visiva sul tema del territorio.
Vicino al saponificio, Ardaco Productions ospita Shared Abitat di Enzo Coluccio e Priyanka Singh Parihar, mentre Vectorealism apre il suo Digital Fabrication Studio & FabLab offrendo un assaggio di sperimentazione tecnologica con stampa 3D e realtà aumentata.
Le novità della Beauty Week 2026 a Milano
Nel medesimo periodo, la Beauty Week trasforma la città in un vero termometro della bellezza. Oltre 275 000 visitatori hanno partecipato all’edizione 2025, e quest’anno le tendenze si concentrano su tre filoni principali: profumi intensi nella skincare, l’ascesa del PDRN come attivo di riferimento, e un packaging sempre più giocoso.
Profumi decisi nella routine quotidiana
Le creme viso tradizionalmente inodori lasciano spazio a fragranze più marcate. La Vitamin Enriched Face Base+ Moisturizer & Primer di Bobbi Brown sorprende con note di pompelmo e geranio, mentre lo scrub “Dak Lak Coffee” di The Cocoon immerge la pelle nel profumo di caffè appena macinato. Anche la cura dei capelli si arricchisce di aromi floreali: Anillo lancia una linea con gardenia, rosa e patchouli, trasformando il lavaggio in un rituale sensoriale.
PDRN: l’attivo coreano che conquista il mercato occidentale
Il PDRN (Polidesossiribonucleotidi) è divenuto una star della skincare spostandosi dalla nicchia della K-beauty a un utilizzo più diffuso accanto a retinolo e acido ialuronico. Brand come Anua, COSXR, Celimax e Biodance lo inseriscono nelle loro formulazioni, evidenziando una tendenza della cosmetica coreana a trasformare ingredienti specialistici in prodotti di consumo di massa.
Miele, packaging pop e nuove forme di esperienza
Il miele appare sotto volti diversi: come nota olfattiva nel profumo Balì di Bottega Verde Toscana, come ingrediente idratante nella crema viso di Dolomia, e persino come protagonista nei sieri per capelli coreani. Parallelamente, il packaging si veste di colori pastello, forme sinuose e dettagli ludici: la crema mani di Kess arriva in bustina tascabile, Mamonde adotta una grafica bicolore, e Anua integra un piccolo Gua Sha nella confezione della sua crema al collagene e retinolo.
Che si tratti di un open studio o di una friggitto di profumo, la città invita a guardare il proprio territorio con occhi curiosi e a sperimentare nuove forme di espressione.



