Negli ultimi mesi istituzioni culturali e amministrazioni locali hanno attivato programmi che vedono il museo non più solo come deposito di opere, ma come spazio di comunità capace di favorire relazioni e sostenere il benessere di persone fragili. Tra le iniziative in calendario ci sono visite guidate dedicate a ospiti di strutture per anziani con disturbi cognitivi, progetti che portano l’offerta culturale direttamente nelle RSA e workshop specialistici che collegano arte, movimento e pratiche di cura.
Visite museali per persone con demenza: pARTEcipare al mudaC
Un ciclo di interventi pensati per le persone con demenza è stato avviato nel contesto del museo delle arti Carrara, con un percorso chiamato pARTEcipare. Il progetto, promosso dal Comune di Carrara e da Nausicaa SpA, mette al centro la persona e propone attività che puntano sull’osservazione delle opere, il dialogo e la condivisione emotiva. La prima tappa si è svolta giovedì 11 giugno e ha coinvolto gli ospiti della RSA e del Centro diurno Alzheimer ‘Regina Elena’ in una visita alla mostra dell’artista armeno Mikayel Ohanjanyan, intitolata “Legami. Ties That Bind”.
La scelta della mostra come apertura del percorso non è casuale: il tema dei legami e della connessione attraversa le opere e si presta a stimolare la conversazione interpersonale. Le visite sono state condotte da educatrici museali e accompagnate da operatori socio-sanitari, in modo da creare un ambiente accogliente che valorizzi la relazione più che la performance mnemonica. Questo approccio privilegia l’esperienza sensoriale e la partecipazione libera rispetto ai risultati misurabili.
Attività estive e prossime tappe nelle RSA
Nel prosieguo del programma sono previste iniziative estive denominate Museo Fuori Portache porteranno laboratori e incontri direttamente nelle RSA del territorio durante i mesi di luglio e agosto. Da settembre il percorso tornerà nelle sale del museo con ulteriori appuntamenti di pARTEcipare, articolati in momenti di osservazione guidata, narrazione condivisa e laboratori creativi pensati per favorire l’espressione personale e la relazione sociale.
Workshop su movimento, esperienza estetica e pratiche di cura a Bari
Un altro fronte di sperimentazione riguarda il rapporto tra movimentoesperienza estetica e pratiche terapeutiche. Il 12 giugno, negli spazi della Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, è stato proposto un workshop intitolato “Esperienza estetica, movimento e pratiche di cura”, curato dalla storica dell’arte Cristina Principale nell’ambito del ciclo “Pubblici Plurali” promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bari. L’evento ha riunito formatori, studenti e professionisti interessati all’incrocio tra arte, educazione e salute.
Relatrice dell’incontro è stata la neurobiologa e Dance/Movement Therapist Cecilia Fontanesi, che ha portato il contributo delle neuroscienze e delle pratiche corporee applicate ai processi di cura. Il workshop, della durata della mattinata (dalle ore 9.30 alle ore 13.30), ha alternato momenti teorici a esercitazioni pratiche: sono state introdotte alcune tecniche di Dance/Movement Therapy e principi di embodiment, per esplorare il corpo come luogo di percezione, simbolizzazione e relazione.
Formazione e dialogo tra istituzioni
L’iniziativa è stata promossa dalla Scuola di Didattica dell’Arte e dal Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte con il patrocinio della Pinacoteca e della Città Metropolitana di Bari. L’obiettivo dichiarato è favorire il dialogo tra istituzioni culturali, formazione accademica e territorio, approfondendo temi come welfare culturalearts in healthcare e prescrizione sociale. L’incontro si è rivolto in particolare agli studenti dei corsi dedicati all’arte terapia e agli operatori interessati a integrare pratiche corporee nei contesti educativi e socio-sanitari.
Complessivamente, le esperienze descritte mostrano un orientamento crescente verso un modello di museo che lavora in rete con il sistema socio-sanitario e con le realtà educative per promuovere inclusione e benessere. L’integrazione delle attività museali tra le possibilità previste dalla prescrizione sociale rappresenta un riconoscimento significativo della funzione pubblica della cultura nel sostegno alle persone con fragilità cognitive.
Il valore pratico di questi progetti risiede nella creazione di spazi accoglienti e non giudicanti, nella flessibilità delle proposte e nella collaborazione tra educatori, operatori sanitari e caregiver. In questo modo il patrimonio artistico diventa uno strumento attivo di relazione, contribuendo a costruire modalità nuove di partecipazione sociale e di cura condivisa.


