Il marchio HTSI ha deciso di spostare la propria passerella dal classico set di luci a un contesto ben più umano: l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. L’appuntamento, fissato per il 29 ottobre alle 10.30, nasce dalla collaborazione con la Fondazione Meyer e vuole unire moda, solidarietà e il desiderio di far parlare i più piccoli, trasformando le loro fantasie in realtà tangibili.
Il progetto, denominato “Passerella dei sogni”, è il risultato di dodici mesi di laboratori nella LudoBiblio dell’ospedale, dove i piccoli pazienti sono stati invitati a diventare stilisti provetti. Con stoffe, carta, bottoni e perline, i bambini hanno creato scarpe che “fanno volare”, mantelli dell’invisibilità, corone magiche e abiti pensati per affrontare le sfide della vita in terapia.
La Passerella dei sogni al Meyer: bambini designer in azione
Durante la sfilata, i capolavori dei bambini saranno presentati su una passerella allestita con la stessa cura delle grandi fashion week, ma con al centro la loro creatività. Ogni capo racconta una storia di speranza: le scarpe con ali simboleggiano il desiderio di libertà, i mantelli invisibili rappresentano la protezione contro le paure legate alle cure mediche.
Un anno di laboratori nella LudoBiblio
I laboratori, ideati dal direttore scientifico Manuela Trinci insieme agli educatori della LudoBiblio, hanno offerto un “spazio di gioco-cura”. L’obiettivo era semplice ma profondo: mantenere viva l’immaginazione dei piccoli nonostante le routine di esami, terapie e flebo. I risultati hanno dimostrato che la attività manuale è un potente antistress, capace di trasformare l’ansia in produzione creativa.
Quando la moda diventa terapia: i valori di HTSI
Per HTSI la bellezza non è solo estetica, ma un veicolo di benessere e di senso di appartenenza. La responsabile del brand, Nicoletta Polla-Mattiot, ha descritto la sfilata come “un luogo di cura e di favola, dove la moda veste, traveste e trasforma, aiutando i bambini a immaginarsi diversamente”.
Il backstage della sfilata
Il dietro le quinte è stato curato da infermieri, terapisti e volontari, che hanno supportato i piccoli in ogni fase del processo creativo. L’evento ha inoltre ricevuto il sostegno del Gruppo Il Sole 24 ORE, il cui network editoriale promuove la cultura della prevenzione e dell’attenzione alle persone.
Leadership femminile e crescita occupazionale nel settore beauty
Nel contesto più ampio del wellness economy, le aziende guidate da donne stanno dimostrando un impatto concreto sulle assunzioni femminili. Uno studio congiunto della Libera Università di Bolzano e della Stockholm School of Economics ha rilevato che quando il CEO è donna, le assunzioni di manager donne crescono del 21 %.
Sophie Vann Guillon e la trasformazione di Valmont
Tra le protagoniste di questo fenomeno c’è Sophie Vann Guillon, CEO della storica maison svizzera Valmont. Nata in Cambogia, cresciuta a Parigi e maturata negli Stati Uniti, Vann Guillon ha saputo fondere la precisione scientifica svizzera con la sensibilità orientale, definendo i prodotti “viaggi trasformativi”. La sua strategia si basa su “fare meno e molto meglio”, concentrandosi su poche linee di alta qualità e continui investimenti in ricerca.
Il suo approccio dimostra come la leadership femminile possa coniugare velocità di mercato e rigore scientifico, creando valore aggiunto non solo in termini di fatturato ma anche di benessere psicologico per i consumatori, grazie a rituali di cura della pelle che privilegiano il “tempo di recupero”.



