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25 Settembre 2026

Le sfilate di Max Mara, Anteprima, Marni, Alberta Ferretti e Cavalli a Milano

Le sfilate di settembre mostrano come la moda 2027 ribalti il concetto di vestire, fondendo funzionalità e fantasia.

Le sfilate di Max Mara, Anteprima, Marni, Alberta Ferretti e Cavalli a Milano

Il terzo giorno della Milano Fashion Week, giovedì 24 settembre, ha rivelato quella che le case hanno definito una vera e propria “sperimentazione del vestire”. Le collezioni Primavera-Estate 2027 hanno preso strade diverse, spostandosi dal tradizionale confezionamento verso forme più fluide, ricami spostati e abiti da sera che sfidano l’altezza dei tacchi senza perdere equilibrio. Le sfilate hanno avuto luogo nel cuore di Milano, con un richiamo a Los Angeles nella proposta di Roberto Cavalli.

Max Mara trasforma la sahariana in capo versatile

Ian Griffiths, direttore creativo di Max Mara, ha costruito intorno alla sahariana un vero e proprio linguaggio di libertà ispirato alle donne degli anni Trenta. La giacca, disponibile in lino o gabardine lucida, si drappeggia, si annoda sui fianchi o si prolunga fino a diventare uno spolverino. Il design richiama le esploratrici Freya Stark, Osa Johnson e le aviatrici Amelia Earhart e Beryl Markham, sottolineando che il capo deve accompagnare chi lo indossa. Gilet cargo giubbotti da aviatore con cinturini metallici e trench ampi con cintura bassa rivelano una sartorialità funzionale, mentre materiali leggeri come l’organza alleggeriscono le tute da lavoro.

Dettagli tecnici della sahariana Max Mara

La nuova sahariana presenta tasconi multipli che ricordano il workwear, ma con finiture di alta sartoria. La gilet opera come blazer, top o duster, passando da un look diurno a uno serale con facilità. I tessuti, morbidi ma strutturati, conferiscono un aspetto “relaxed” senza sacrificare l’eleganza, rendendo il capo adatto sia al salotto cittadino che a una fuga nel deserto.

Anteprima crea un giardino delle meraviglie

Il direttore creativo Izumi Ogino ha tradotto il tema “Curiouser and Curiouser” in una passerella che ricorda il giardino di Alice. Forme ampie, linee a trapezio e drappeggi che oscillano vicino al corpo si fondono con camicie oversize e gonne a matita. Il pizzo spunta dagli shorts, mentre accessori a forma di insetti e attrezzi da giardinaggio adornano le it-bag, creando un contrasto tra delicatezza e concretezza. Trompe-l’œil sui tessuti evidenziano sovrapposizioni impossibili, trasformando l’abbigliamento in una specie di puzzle visivo.

Marni svela l’interno dei capi

Meryll Rogge, al suo secondo show per Marni, ha deciso di spostare l’attenzione verso ciò che normalmente resta nascosto. Fodere, cuciture e strutture interne diventano protagoniste: le maglie mostrano schiene scoperte, le trasparenze esaltano le gambe e persino il profilo del reggiseno entra nel disegno del capo. Ricami trasposti, bottoni e asole ingrandite, paillettes attraversate da occhielli e una tripla impuntura ben visibile ricostruiscono una vocabulario sartoriale più aperto.

Accostamenti tipici di Marni

Stampe amplificate, geometrie audaci e materiali che cambiano registro caratterizzano l’intera collezione. Abiti a “A”, pantaloni capri e calzettoni colorati creano un’estetica eccentrica, mentre le scarpe partecipano al gioco delle aperture, mostrando schiene dove ci si aspettava tessuti convenzionali.

Alberta Ferretti celebra il movimento

Lorenzo Serafini ha immaginato “A Beautiful Escape” con ballerine basse, pantaloni balloon fiorati, giacche kimono e cinture obi. Le gonne si annodano come parei, mentre la palette cromatica utilizza ruggine, senape e blu per ravvivare le tipiche tonalità delicate del brand. Un tailleur in satin avorio dallo stile stropicciato e vestaglie di chiffon conferiscono leggerezza, spostando l’eleganza da un contesto cerimonioso a quello del quotidiano, dove il movimento diventa la protagonista.

Roberto Cavalli porta Los Angeles sulla passerella

Fausto Puglisi ha riproposto l’archivio Cavalli con una visione californiana: leopardato, tigre, fiori tropicali e motivi tattoo si sovrappongono su chiffon, satin e jersey stretch. Il tulle viene tagliato e ricomposto, il denim ottiene effetti trompe-l’œil tridimensionali e le sottovesti incontrano top asimmetrici. Il contrasto tra la fluidità del sari e la rigida struttura del blazer crea un ritmo dinamico, arricchito da gioielli a forma di serpente, occhiali aviator e il ritorno della borsa Dea.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.