Il 1° luglio 2026 il Museo Grévin di Parigi ha aggiunto alla sua collezione una riproduzione in cera di Bad Bunny piazzata nella sala dedicata alle personalità della musica. La figura è rappresentata seduta su una poltrona monobloc bianca, con la camicia aperta che lascia intravedere i tatuaggi e il caratteristico cappello di paglia, accanto a un secondo sedile vuoto che rimanda alla copertina dell’ultimo album Debi tirar màs fotos.
Realizzazione della statua e processo creativo
La scultura è stata curata dallo scultore Claus Velte e dallo staff del museo: il lavoro ha richiesto tra i sei e sette mesi e si è svolto senza la presenza del cantante. Per questo motivo il team ha dovuto partire da una vasta raccolta fotografica per convertire immagini bidimensionali in volumi tridimensionali e riprodurre con precisione i tratti somatici, l’incarnato e l’espressione. Come spiegato dal direttore, sono state necessarie foto di epoche diverse per cogliere i cambiamenti di look tipici dell’artista e decidere la posa più rappresentativa.
La sfida delle trasformazioni fisiche
Una difficoltà particolare è stata il fatto che Bad Bunny muta spesso aspetto: tagli di capelli, barbe, scelte di abbigliamento e accessori variano nel tempo. Per questo il team ha selezionato riferimenti tratti soprattutto dalla grafica del disco e dai materiali promozionali del tour, per mantenere un equilibrio tra un ritratto riconoscibile e una posa iconica che potesse convivere nello spazio scenografico del museo.
Allestimento scenico e richiami all’isola natale
La scenografia che accoglie la statua richiama elementi legati a Porto Rico: oltre alla vegetazione che incornicia la scena è stato inserito il riferimento al rospo concho una specie simbolica dell’isola oggi minacciata, scelta come dettaglio emblematico dell’identità geografica e culturale dell’artista. Le due sedie di plastica bianca, poste una con la figura e l’altra vuota, rimandano in modo diretto alla copertina del disco Debi tirar màs fotos e fungono anche da invito fotografico per i visitatori.
Posizione nella collezione e accostamenti
La nuova statua entra nella galleria delle icone popolari del Musée Grévin, in prossimità di figure internazionali già esposte, tra cui un riferimento a Michael Jackson. Questo collocamento sottolinea la volontà del museo di affiancare l’artista portoricano a nomi che hanno segnato la cultura popolare su scala globale.
Dichiarazioni e significato dell’iniziativa
Il direttore del museo, Yves Delhommeau ha definito l’arrivo di Bad Bunny al Grévin «un fenomeno assolutamente straordinario», sottolineando come l’artista sia oggi tra i più ascoltati al mondo e come la sua presenza rappresenti un ponte tra musica, cultura e impegno sociale. Delhommeau ha spiegato che il museo ha lavorato intensamente per rendere possibile l’ingresso dell’artista nella collezione, evidenziando anche l’impatto internazionale della sua produzione musicale.
La scelta di celebrare Bad Bunny con una statua di cera coglie anche l’aspetto della sua autenticità e del forte legame con le proprie radici: elementi che, secondo il museo, emergono nei dettagli della scultura e nella scenografia che la circonda.
Tempistica e tappe del tour legate all’inaugurazione
L’inaugurazione del 1° luglio 2026 arriva a ridosso dell’arrivo dell’artista in Francia: dopo una data a Marsiglia prevista per la stessa giornata, Bad Bunny si esibirà a Paris La Défense Arena il 4 e il 5 luglio. Il tour europeo proseguirà poi con tappe a StoccolmaVarsaviaMilano e Bruxelles rendendo l’ingresso al Musée Grévin un momento simbolico legato alla sua presenza sul palco francese.
Il posizionamento di questa statua in un museo di cera storicamente legato alle icone dello spettacolo mette in luce come la figura di Bad Bunny sia percepita non soltanto come un fenomeno musicale ma anche come un personaggio culturale con impatto internazionale.



