La biblioteca Malatestiana di Cesena, patrimonio culturale di fama internazionale, vive un momento di transizione. Paolo Zanfini, direttore scientifico dal 2026, ha annunciato la sua decisione di lasciare l’incarico per dirigere la biblioteca civica Gambalunga di Rimini a partire dall’1 agosto. La notizia ha suscitato molte domande sul futuro della Malatestiana e sulle motivazioni della scelta di Zanfini.
La Malatestiana, riconosciuta come Memoria del mondo Unescoha visto negli ultimi anni un avvicendamento di direttori scientifici. Zanfini, 54 anni, ha spiegato in una recente audizione in Commissione consiliare che la sua decisione è maturata dopo una riflessione approfondita iniziata lo scorso settembre. “La mia esperienza in Malatestiana è stata di crescita culturale e professionale”, ha affermato, sottolineando che la scelta non è legata a opportunismo o benefici economicima a un bisogno di benessere lavorativo.
Le sfide della gestione e le divergenze interne
Le voci di corridoio, ben informate, suggeriscono che le motivazioni della partenza di Zanfini siano legate alla mancata autonomia del suo ruolo, subordinato alla dirigente del settore Biblioteca Malatestiana e cultura, Elisabetta Bovero. Pare ci fossero divergenze sulla gestione, in particolare riguardo alla delicatezza estrema dell’Aula del Nuti, dove è installata un’unità di rilevazione microclimatica. Zanfini ha più volte sottolineato il rischio per questo spazio, con l’ingresso consentito a sole 25 persone a turno.
“Non entro nel merito delle scelte, ma sono elementi da valutare in quello che è l’impatto del pubblico sul monumento”, ha dichiarato Zanfini. La sua esperienza nella Malatestiana risale al 2007, quando iniziò come bibliotecario specializzato nella conservazione di manoscritti e materiali antichi. Nel corso degli anni, ha ricoperto vari ruoli, tra cui la guida della sezione ragazzi e del Centro cinema.
Il futuro della Malatestiana e i progetti in corso
Nonostante la partenza di Zanfini, la Malatestiana non resterà senza un direttore scientifico. L’assessore alla Cultura Camillo Acerbi ha rassicurato che la figura sarà mantenuta, anche se le mansioni potrebbero essere ridiscusse per includere una funzione di animazione culturale più ampia, non limitata solo agli antichi codici. “Potremo ridiscutere i confini delle sue mansioni”, ha detto Acerbi, sottolineando che la Malatestiana continuerà a essere un polo di cultura dinamico.
Zanfini ha lasciato diversi progetti in corso, tra cui un dialogo con la Cina per la realizzazione di una mostra con esposizione di manoscritti malatestiani nel 2027. Il suo incarico a Rimini è legato al mandato del sindaco, che si estende fino alle elezioni del 2027. Rimini, che da aprile si è dotata di un Piano strategico della cultura di ampio respiro, rappresenta una nuova sfida per Zanfini, che potrà contribuire a sviluppare ulteriormente il settore culturale della città.
La partenza di Zanfini lascia aperte molte domande sul futuro della Malatestiana, ma anche opportunità per ridefinire il ruolo del direttore scientifico e rafforzare la sua missione culturale. La biblioteca cesenate, con la sua ricca storia e il suo patrimonio unico, rimane un faro di cultura e conoscenza, pronta ad affrontare le sfide del futuro.



