Milano si conferma palcoscenico internazionale del design durante la settimana del Fuorisalone 2026, e in questo scenario Maisons du Monde prende parola con un progetto che festeggia i suoi 30 anni. L’allestimento scelto per l’occasione trasforma gli spazi delle Officine Savona in un percorso dove la casa diventa punto di partenza per scoprire usi, colori e profumi di contesti lontani.
L’idea alla base è semplice ma potente: rendere il visitatore protagonista di un racconto tridimensionale, dove ogni stanza è una tappa di un viaggio emotivo.
Il progetto, battezzato “Moments of Joy”, si propone come un’installazione immersiva in cui estetica e partecipazione si intrecciano. Qui il concetto di abitare non è solo disposizione di mobili, ma un insieme di sensazioni e pratiche che costruiscono memoria e identità. L’installazione invita a guardare la casa con occhi nuovi, suggerendo che l’oggetto progettuale può contribuire al benessere quotidiano attraverso storie e contaminazioni culturali.
Un viaggio in cinque ambienti
Al cuore dell’evento c’è un itinerario strutturato in cinque ambienti distinti, ognuno pensato per evocare una diversa area geografica e un modo specifico di vivere lo spazio domestico. Si passa da giardini fioriti a scene che richiamano il Mediterraneo, per arrivare a suggestioni prese dall’Etiopia e dal Marocco. Ogni stanza è costruita come un piccolo teatro sensoriale: luci, materiali, palette e oggetti dialogano per suscitare emozioni precise e per mostrare come il design possa essere veicolo di narrazioni culturali.
Atmosfere e materiali
Nell’allestimento la scelta dei materiali e dei colori è centrale: fibre naturali, ceramiche artigianali e tessuti stampati lavorano insieme per restituire il senso di luoghi diversi. L’uso del colore e della texture non è casuale, ma studiato per attivare memorie sensoriali e per favorire la relazione tra oggetti e persone. In questo contesto la contaminazione culturale diventa metodo progettuale, capace di trasformare elementi tradizionali in soluzioni contemporanee per la casa.
Collaborazioni e artigianato
Un elemento distintivo dell’iniziativa è la partecipazione di creativi e artigiani: tra i nomi coinvolti spicca la collaborazione con Sarah Poniatowski, che firma una collezione ispirata ai toni e ai materiali del Marocco. Questo dialogo tra design contemporaneo e saperi tradizionali rafforza la dimensione narrativa dell’installazione, mostrando come il lavoro manuale possa convivere con approcci progettuali moderni e contribuire a esperienze autentiche all’interno della casa.
Esperienze sensoriali e pratiche partecipative
L’installazione non si limita a essere osservata: è pensata per essere vissuta. Moments of Joy include laboratori e performance che rendono l’interazione parte integrante del messaggio. Tra le proposte figurano attività di flower design, sessioni di acquerello che richiamano il ritmo lento del Mediterraneo e un formato originale chiamato wine painting, dove arte e convivialità si mescolano per trasformare la creatività in condivisione.
Laboratori e coinvolgimento
Queste attività sono progettate per mettere il pubblico al centro: non più spettatori, ma partecipanti che sperimentano tecniche e linguaggi del design. L’approccio rispecchia le tendenze attuali nel mondo del travel e dell’hospitality, dove il valore di un luogo è misurato dalla capacità di offrire esperienze autentiche e relazionali piuttosto che solo soluzioni estetiche.
Ritorno a Milano e significato dell’abitare
Il percorso si chiude con un rimando simbolico alla città, ribadendo che il viaggio esplorativo può tornare al suo punto di origine: la casa. Questa conclusione sottolinea come l’abitare sia una pratica dinamica, capace di incorporare influenze esterne e di tradurle in spazi di comfort e identità personale. L’installazione invita quindi a ripensare gli ambienti domestici come luoghi attivi di narrazione, dove ogni oggetto e ogni colore contribuiscono a costruire storie e a favorire il benessere.