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16 Maggio 2026

Installazione immersive di Maisons du Monde al Fuorisalone 2026: cinque ambienti, un racconto

Visita l'itinerario esperienziale di Maisons du Monde al Fuorisalone 2026: cinque ambienti a Officine Savona che ricostruiscono emozioni, tradizioni e pratiche di vita domestica

Installazione immersive di Maisons du Monde al Fuorisalone 2026: cinque ambienti, un racconto

Milano si conferma palcoscenico internazionale del design durante la settimana del Fuorisalone 2026, e in questo scenario Maisons du Monde prende parola con un progetto che festeggia i suoi 30 anni. L’allestimento scelto per l’occasione trasforma gli spazi delle Officine Savona in un percorso dove la casa diventa punto di partenza per scoprire usi, colori e profumi di contesti lontani. L’idea alla base è semplice ma potente: rendere il visitatore protagonista di un racconto tridimensionale, dove ogni stanza è una tappa di un viaggio emotivo.

Il progetto, battezzato “Moments of Joy”, si propone come un’installazione immersiva in cui estetica e partecipazione si intrecciano. Qui il concetto di abitare non è solo disposizione di mobili, ma un insieme di sensazioni e pratiche che costruiscono memoria e identità. L’installazione invita a guardare la casa con occhi nuovi, suggerendo che l’oggetto progettuale può contribuire al benessere quotidiano attraverso storie e contaminazioni culturali.

Un viaggio in cinque ambienti

Al cuore dell’evento c’è un itinerario strutturato in cinque ambienti distinti, ognuno pensato per evocare una diversa area geografica e un modo specifico di vivere lo spazio domestico. Si passa da giardini fioriti a scene che richiamano il Mediterraneo, per arrivare a suggestioni prese dall’Etiopia e dal Marocco. Ogni stanza è costruita come un piccolo teatro sensoriale: luci, materiali, palette e oggetti dialogano per suscitare emozioni precise e per mostrare come il design possa essere veicolo di narrazioni culturali.

Atmosfere e materiali

Nell’allestimento la scelta dei materiali e dei colori è centrale: fibre naturali, ceramiche artigianali e tessuti stampati lavorano insieme per restituire il senso di luoghi diversi. L’uso del colore e della texture non è casuale, ma studiato per attivare memorie sensoriali e per favorire la relazione tra oggetti e persone. In questo contesto la contaminazione culturale diventa metodo progettuale, capace di trasformare elementi tradizionali in soluzioni contemporanee per la casa.

Collaborazioni e artigianato

Un elemento distintivo dell’iniziativa è la partecipazione di creativi e artigiani: tra i nomi coinvolti spicca la collaborazione con Sarah Poniatowski, che firma una collezione ispirata ai toni e ai materiali del Marocco. Questo dialogo tra design contemporaneo e saperi tradizionali rafforza la dimensione narrativa dell’installazione, mostrando come il lavoro manuale possa convivere con approcci progettuali moderni e contribuire a esperienze autentiche all’interno della casa.

Esperienze sensoriali e pratiche partecipative

L’installazione non si limita a essere osservata: è pensata per essere vissuta. Moments of Joy include laboratori e performance che rendono l’interazione parte integrante del messaggio. Tra le proposte figurano attività di flower design, sessioni di acquerello che richiamano il ritmo lento del Mediterraneo e un formato originale chiamato wine painting, dove arte e convivialità si mescolano per trasformare la creatività in condivisione.

Laboratori e coinvolgimento

Queste attività sono progettate per mettere il pubblico al centro: non più spettatori, ma partecipanti che sperimentano tecniche e linguaggi del design. L’approccio rispecchia le tendenze attuali nel mondo del travel e dell’hospitality, dove il valore di un luogo è misurato dalla capacità di offrire esperienze autentiche e relazionali piuttosto che solo soluzioni estetiche.

Ritorno a Milano e significato dell’abitare

Il percorso si chiude con un rimando simbolico alla città, ribadendo che il viaggio esplorativo può tornare al suo punto di origine: la casa. Questa conclusione sottolinea come l’abitare sia una pratica dinamica, capace di incorporare influenze esterne e di tradurle in spazi di comfort e identità personale. L’installazione invita quindi a ripensare gli ambienti domestici come luoghi attivi di narrazione, dove ogni oggetto e ogni colore contribuiscono a costruire storie e a favorire il benessere.

Autore

Susanna Capelli

Susanna Capelli ha raccontato una rievocazione veronese dal loggiato di Piazza Bra, promuovendo una linea editoriale che valorizza la storia locale sui social. Collaboratrice storica, possiede una collezione di programmi teatrali degli spettacoli veronesi come particolare biografico.