Festival di Cannes 2026: Park Chan-wook, Peter Jackson e i protagonisti del red carpet

Cannes 2026: una serata inaugurale che unisce omaggi, scelte di giuria e temi caldi come l'intelligenza artificiale e la libertà creativa

La 79ª edizione del Festival di Cannes si è aperta il 12 maggio 2026 al Grand Théâtre Lumière, segnando l’inizio di undici giorni in cui si intrecciano cinema, politica e stile. La cerimonia inaugurale ha unito il rito della Montée des Marches alle scelte istituzionali della direzione: presentazione della giuria, omaggi a figure storiche e un film d’apertura fuori concorso pensato per avviare il dibattito pubblico sulla natura del cinema contemporaneo.

Sul tappeto rosso, oltre alla consueta parata di star, ha attirato l’attenzione il look della regista Chloé Zhao, definito dalla stampa «toasty» per la sua eleganza sobria e dall’aria leggermente intellettuale. La sua partecipazione come membro della giuria internazionale si somma alla presenza di nomi di rilievo e consegna al pubblico indizi sia sul tono estetico sia sul clima culturale che attraverserà la Croisette nei prossimi giorni.

La cerimonia inaugurale e l’omaggio a Peter Jackson

La serata del 12 maggio ha alternato momenti formali e affetti pubblici: l’attore Elijah Wood ha consegnato la Palma d’onore a Peter Jackson, in un tributo che ha ripercorso il suo percorso dalle radici neozelandesi fino alla consacrazione internazionale con la trilogia de Il Signore degli Anelli. La conduzione affidata a Eye Haïdara ha dato alla serata un’impronta francese riconoscibile, mentre la scelta del film d’apertura, La Vénus électrique di Pierre Salvadori, ha messo in primo piano un dialogo col passato del cinema, scelto come stimolo alle discussioni attuali.

Il film d’apertura e il suo significato

La Vénus électrique, commedia ambientata nella Parigi del 1928, è stata proiettata fuori concorso con l’obiettivo di creare una soglia pubblica tra festival e distribuzione nazionale. La pellicola, lontana dal modello blockbuster, ha fungito da premessa per affrontare temi come la relazione tra immagine, corpo e spettacolo proprio mentre l’industria discute di intelligenza artificiale e immagini sintetiche.

La giuria, le dichiarazioni e lo spirito del confronto

A guidare la squadra di valutazione è Park Chan-wook, nominato presidente della giuria del Concorso ufficiale: al suo fianco figurano volti internazionali come Demi Moore, Stellan Skarsgård, Paul Laverty, Ruth Negga, Isaach De Bankolé, Laura Wandel, Diego Céspedes e la regista Chloé Zhao. Park ha scelto di porre l’accento sul dialogo, invitando i colleghi a uno «scambio di idee, speriamo non di litigi», frase che sintetizza la volontà del festival di conciliare diversità di sguardo senza trasformare la giuria in un’arena conflittuale.

Un equilibrio tra arte e politica

Nella conferenza stampa la questione del rapporto tra cinema e politica è emersa con forza: Park ha sottolineato che arte e politica non sono necessariamente in contraddizione, ma che il valore di un film politico dipende dalla capacità artistica con cui il messaggio è espresso. Questa posizione riflette la linea istituzionale del festival, che intende difendere la natura politica delle opere senza trasformare la manifestazione in una tribuna permanente di presa di posizione.

Assenze italiane, presenze e temi al centro della Croisette

Un dato che ha scosso il pubblico italiano è l’assenza di film nazionali nel Concorso ufficiale e in Un Certain Regard, un’assenza che solleva questioni sulle strategie produttive del nostro cinema. Non mancano però presenze tricolori sul tappeto rosso e nelle sezioni collaterali: da Monica Bellucci a Lorenzo Zurzolo, fino al documentario Roma Elastica e alla partecipazione istituzionale di Laura Samani nella giuria di Un Certain Regard.

Tema tecnologico, regole e attese

Tra i dossier ufficiali del festival spiccano tre questioni: la regolazione dell’IA nella produzione d’immagini, il divieto di selfie sul tappeto rosso e la difesa della libertà di espressione. Thierry Frémaux e la presidente Iris Knobloch hanno chiarito che il festival intende monitorare i rischi legati alle immagini sintetiche pur mantenendo la protezione della creatività artistica. Sul piano dei titoli, i favoriti indicati dalla Croisette comprendono autori come Hirokazu Kore-eda, Pedro Almodóvar e Rodrigo Sorogoyen, mentre per la chiusura è previsto un omaggio a Barbra Streisand con una Palma d’onore.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Nei giorni che seguono la Croisette rimane forte la sensazione di un festival che vuole mediare: tra autorialità e mercato, tra impegno politico e valore estetico. Le discussioni su IA e etica dell’immagine, le scelte della giuria presieduta da Park Chan-wook e le presenze internazionali continueranno a caratterizzare la rassegna fino alla serata conclusiva del 23 maggio 2026, quando la Palma d’Oro assegnerà il nome che entrerà negli annali della manifestazione. Nel frattempo il tappeto rosso resta anche un luogo di stile: il look misurato di Chloé Zhao è solo uno dei segnali della nuova estetica che si afferma sulla Croisette.

Scritto da Ilaria Mauri

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