Fabrizio Bracconeri, l’attore reso celebre dal ruolo di Bruno Sacchi nella serie televisiva I ragazzi della terza C ha deciso di aprire il suo cuore e raccontare la sua esperienza personale con il figlio Emanuele, affetto da autismo. In un’intervista al settimanale DiPiù Bracconeri ha condiviso i momenti di difficoltà, le sfide quotidiane e i piccoli grandi traguardi raggiunti insieme alla moglie Monica.
L’amore rafforzato dalla sfida
Bracconeri ha sottolineato come la disabilità del figlio abbia messo a dura prova molte coppie, ma per lui e Monica questa esperienza ha rappresentato un’opportunità per rafforzare il loro legame. Dopo trentuno anni di matrimonio l’attore ha dichiarato: «Il nostro amore è uscito rafforzato da questa esperienza». Emanuele, oggi venticinquenne, richiede un’attenzione costante ventiquattro ore al giorno, un impegno che Bracconeri e sua moglie affrontano insieme con dedizione.
La diagnosi e il percorso di ricerca
Uno dei momenti più difficili per la famiglia risale a quando Bracconeri si trovava a Milano per lavoro e ricevette una telefonata dalla moglie, che aveva portato Emanuele all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Le dissero che la situazione era complicata: sembrava cieco, sembrava sordo. Ci crollò il mondo addosso», ha raccontato l’attore. Da quel momento, iniziò un lungo percorso di visite, consulti e ricerche in strutture sanitarie di tutto il mondo, alla ricerca di una soluzione. «Abbiamo girato i migliori ospedali pediatrici del mondo e speso montagne di soldi, ma la risposta era sempre la stessa: non c’era possibilità di guarigione», ha ricordato Bracconeri.
La svolta con un centro vicino a Erice
La svolta arrivò grazie all’incontro con un centro specializzato nel seguire ragazzi autistici, situato vicino a Erice. «Non so se lei crede ai miracoli. Io sì. Dopo le prime volte abbiamo notato progressi incredibili nella vita di nostro figlio. Tornava a casa felice e riusciva anche a prendere il bicchiere in mano», ha raccontato Bracconeri. Questo centro ha offerto a Emanuele un ambiente adatto alle sue esigenze, permettendogli di fare progressi significativi nella sua quotidianità.
Una nuova prospettiva sulla vita
Bracconeri ha spiegato come Emanuele abbia insegnato alla famiglia una nuova prospettiva sulla vita. «Mio figlio è un dono di Dio. Un grandissimo dono di Dio», ha detto, sottolineando come il figlio abbia portato la famiglia a vedere il mondo in modo diverso, con meno recriminazioni e una maggiore capacità di apprezzare ciò che hanno. «Ci consideriamo dei privilegiati», ha aggiunto l’attore.
L’impegno pubblico per l’autismo
Oltre a condividere la sua esperienza personale, Bracconeri è impegnato pubblicamente sul tema dell’autismo attraverso il programma televisivo Lo spazio dei talenti dedicato a storie di persone con disabilità. Questo impegno si inserisce in un’esperienza personale che l’attore ha raccontato con toni intimi, ma anche con il desiderio di condividere un messaggio di consapevolezza e speranza.


