Simone Moncada, noto anche come Simone «Sinck» Moncada è un nome che sta facendo parlare di sé nel mondo del cinema. Nato a Siracusa e cresciuto artisticamente a Londra Simone ha recentemente condiviso la sua incredibile esperienza come stunt performer nel colossal The Odyssey diretto dal celebre regista Christopher Nolan.
La sua carriera è un viaggio affascinante che lo ha portato dai palcoscenici di Londra ai set cinematografici più prestigiosi del mondo. Ma come ha fatto un giovane siracusano a raggiungere tali traguardi? La risposta risiede nella sua passione, dedizione e nelle opportunità che ha saputo cogliere lungo il cammino.
Dalla danza agli stunt: il percorso artistico di Simone Moncada
Tutto è iniziato a Siracusa, alla Silva arte Danza e Musical la scuola di formazione allo spettacolo diretta da Simone e sua madre, Silva Zappalà. È stata sua madre a avvicinarlo a questo mondo e a sostenere il suo talento fin dall’inizio. Dopo aver studiato danza, canto e recitazione, Simone ha ottenuto una borsa di studio per la prestigiosa Laine Theatre Arts di Londra, una delle più celebri scuole di formazione professionale per le arti dello spettacolo.
Dopo il diploma, Simone ha iniziato a lavorare nel West End come performer e ballerino professionista. La sua carriera ha poi spaziato tra eventi, cinema, serie televisive e pubblicità, fino a specializzarsi nel mondo degli stunt. Oggi vive tra Londra e Siracusa, ma la Sicilia resta sempre nel suo cuore.
L’esperienza sul set di The Odyssey con Christopher Nolan
Lavorare sul set di The Odyssey è stata un’esperienza che ha cambiato la vita di Simone. Il film, che sta già infrangendo record al botteghino, ha visto Simone impegnato in alcune delle scene più epiche del colossal. Da Siracusa a Londra, poi la Grecia le Egadi le Eolie e infine la Scozia. Quattro mesi vissuti dentro una delle produzioni cinematografiche più imponenti degli ultimi anni.
Simone è stato uno dei professionisti stunt performer della Odyssey Crew chiamata a dare vita al viaggio in mare e alle battaglie di Ulisse. «Questa è stata probabilmente l’esperienza più importante della mia carriera» racconta Simone. «Lavorare con Christopher Nolan mi ha cambiato. Non solo come stunt performer, ma anche come artista e come storyteller».
La resilienza e la passione sul set
A guidare il reparto stunt c’era George Cottle considerato uno dei più grandi stunt coordinator al mondo. Simone ha avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con attori di fama internazionale come Matt DamonTom Holland e Zendaya. «Non ho avuto l’opportunità di parlare con Nolan» racconta Simone, «ma ogni volta che arrivava sul set ne percepivo continuamente la presenza, quasi la sua aura. In alcune scene è stato lui stesso a dirigermi, insieme all’aiuto regia, spiegandomi come muovermi e quali azioni eseguire. È stato incredibile».
Il lavoro ha portato la troupe tra mare aperto, coste rocciose e foreste scozzesi. «Abbiamo girato buona parte delle scene in mare e poi quelle della battaglia finale in Scozia» racconta Simone. «Ho trascorso circa quattro mesi insieme alla produzione, seguendola in Grecia, alle Egadi, alle Eolie e poi in Scozia».
Ma più delle scenografie, delle telecamere e dell’imponenza della produzione, ciò che continua a emozionarlo è il clima che si respirava sul set. «La cosa che mi porterò dentro è la resilienza di tutte le persone coinvolte» dice ancora Simone. «C’era una passione incredibile in ogni reparto. Tutti sapevamo di stare lavorando a qualcosa di enorme. Si era creata un’energia difficile da spiegare».
I momenti indimenticabili con gli attori
Tra i tanti ricordi che custodirà di quei quattro mesi ce ne sono alcuni che ancora oggi gli strappano un sorriso. Uno riguarda Tom Holland, interprete di Telemaco. «In una scena facevo parte delle guardie imperiali e avevo Tom Holland proprio davanti a me. Ha provato la stessa battuta in tre modi diversi e, a un certo punto, in una di quelle interpretazioni ho sentito chiaramente la voce di Spider-Man. Dentro di me ero gasatissimo perché sono un grande appassionato del personaggio, ma dovevo restare immobile e serio. Per fortuna sono riuscito a mantenere la concentrazione e a fare il mio lavoro».
Un altro momento rimasto impresso nella memoria di Simone è quello delle riprese della celebre scena delle Sirene, con Matt Damon, protagonista nei panni di Ulisse, legato all’albero della nave. «Ero tra i rematori della barca quando Matt Damon era legato all’albero maestro durante la scena del canto delle Sirene. Da quella sequenza ho imparato tantissimo. Ho osservato da vicino come Nolan dirige una scena e come un attore del livello di Matt Damon la interpreta. Anche quando l’inquadratura è stretta e il focus è tutto sul protagonista, anche noi che eravamo sullo sfondo dovevamo vivere ogni istante della scena. È stato lì che ho capito davvero cosa significhi far parte di una produzione di questo livello».
Il successo di The Odyssey e il futuro di Simone Moncada
Nel frattempo, The Odyssey continua a macinare numeri impressionanti. Nei primi quattro giorni di programmazione ha incassato quasi 10 milioni di euro in Italia, superando i 230 milioni di dollari nel mondo. Solo nel nostro Paese è stato visto da oltre 1,17 milioni di spettatori, rappresentando l’85% degli incassi complessivi del weekend cinematografico.
Dietro quei numeri, però, c’è anche un pezzo di Siracusa. Un professionista che oggi lavora accanto ai migliori del settore ed è stato diretto da uno dei registi più influenti del nostro tempo. E forse il modo in cui, ancora oggi, fatica a trovare le parole per raccontare questa esperienza è il segno più autentico di quanto quei quattro mesi abbiano lasciato un’impronta profonda nel suo percorso artistico e umano.
Simone Moncada continua a vivere tra Londra e Siracusa, ma la Sicilia resta sempre nel suo cuore. «Nel tempo libero torno sempre. Faccio quello che amo, giro il mondo e lavoro con professionisti straordinari. Ogni esperienza mi fa crescere come artista e come persona».



