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16 Ottobre 2026

Come misurare il valore della bellezza: riflessioni dal Forum di Genova

Un nuovo approccio alla bellezza promette di trasformare città e comunità, dal valore estetico a quello sociale.

Come misurare il valore della bellezza: riflessioni dal Forum di Genova

Il 15 ottobre il Palazzo della Meridiana di Genova è diventato il fulcro di un dibattito inusuale: la bellezza non come semplice ornamento, ma come risorsa misurabile capace di generare valore sociale e crescita economica. L’evento, organizzato dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza, ha riunito amministratori comunali, studiosi, operatori culturali e professionisti della comunicazione per dare forma a un modello di valutazione più ampio rispetto al tradizionale rapporto investimento-profitto.

Presentazione del report Good Vibe e obiettivi del Forum

Al centro della giornata c’era il rapporto Good Vibe, Valuing the Impact of Beauty prodotto dall’Alta Scuola Politecnica di Milano e Torino. Il documento invita a superare i criteri di rendimento economico immediato e a considerare esperienze, senso di appartenenza e relazioni tra cittadini come indicatori di impatto culturale. I relatori hanno illustrato una metodologia che combina dati quantitativi – ad esempio flussi turistici e occupazione – con misure qualitative, come la percezione di benessere e la partecipazione civica.

Verso una valutazione oltre il profitto immediato

L’approccio proposto considerava luoghi fisici e intangibili dove la cultura si manifesta: i Palazzi dei Rolli gli spazi museali, gli orti urbani trasformati in “Orti dell’Arte” e persino le piattaforme digitali di archivi scolastici. In questo modo, la bellezza diventa un asset strategico capace di attivare dinamiche di rigenerazione urbana e di rafforzare il tessuto sociale.

Progetti pilota e buone pratiche illustrate a Genova

Durante il Forum sono stati mostrati diversi casi studio. I Rolli Days iniziati nel 2009, hanno esteso il percorso dei 42 Palazzi dei Rolli da Sampierdarena a Sestri Ponente, includendo la Grotta Doria Pavese e la Badia di Sant’Andrea degli Erzelli, e quest’anno hanno raggiunto anche l’acquedotto storico verso il confine orientale della città. Al Museo civico di Castelbuono, il progetto “Museo Disponibile” coinvolge i cittadini con iniziative come ‘Ecosistemi Connessi’, che esplora le relazioni tra persone, piante e arte, e ‘Coltivare l’arte’, realizzato con la Consulta Giovanile per trasformare gli orti in spazi di incontro.

Il ruolo dei musei nella produzione di valore sociale

Altre realtà citate includono il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, che conserva 200.000 reperti paleontologici e ha ospitato il Circle U. Climate Day 2026, e il Museo dei Quaderni di Scuola, custode di oltre 2.500 quaderni e diacronie educative da 35 paesi. Questi esempi dimostrano come la conservazione e la fruizione di patrimonio possano alimentare memoria collettiva e favorire l’inclusione educativa.

Dichiarazioni dei protagonisti e visioni per il futuro

Giuseppe Montanari, assessore alla Cultura di Genova, ha sottolineato che la città utilizza il proprio patrimonio non solo come eredità da proteggere, ma come motore di crescita capace di creare opportunità per cittadini e imprese. ‘La bellezza diventa leva strategica quando è inclusiva e partecipata’, ha affermato. Maurizio di Robilant, presidente della Fondazione, ha aggiunto che quantificare la bellezza passa inevitabilmente attraverso i luoghi dove si pratica la cultura, inglobando parole, scienza, cura e partecipazione collettiva.

Il Forum si è chiuso con la presentazione del sesto bando della Fondazione, che ha ricevuto 270 candidature, selezionando tre progetti per finanziamenti e 19 per consulenze pro bono in comunicazione. La crescita del 30 % delle richieste rispetto all’anno precedente testimonia l’interesse crescente per un racconto coerente e valorizzazione socioculturale capace di trasformare la bellezza in vero capitale sociale.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.