La maison Chanel ha confermato che la prossima sfilata Métiers d’Art si terrà a Roma il 2 dicembre 2026, segnando la prima passerella italiana sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy. L’annuncio arriva in un momento in cui il percorso del designer è seguito con interesse da clienti e critica: Blazy guida lo stile della maison da un anno e mezzo, consolidando un ritorno di desiderabilità per il brand.
Questa tappa romana si inserisce nella tradizione itinerante della collezione che celebra gli atelier e la maestria artigiana.
La scelta della capitale non è casuale: i Métiers d’Art nascono come un omaggio agli atelier partner e alle botteghe che tessono l’identità del marchio. Negli ultimi mesi Chanel ha alternato presentazioni in luoghi emblematici, dall’ambientazione costiera della cruise a Biarritz alla recente sfilata nella metropolitana di New York, raccontando ogni volta una diversa relazione tra moda, luogo e memoria.
A Roma la maison sembra intenzionata a esplorare la ricchezza storica e architettonica della città.
Perché Roma: architettura, palazzi e stratificazioni
Scegliere Roma significa puntare sulle sue architetture e sui palazzi storici, elementi che offrono scenari naturali per una narrazione visiva e concettuale. Più che la ricostruzione di un set, l’idea appare quella di dialogare con le superfici e le storie che la città porta con sé: facciate, cortili e prospettive diventano ulteriori «tessuti» su cui cucire la collezione.
Questo approccio valorizza l’idea di storytelling culturale, in cui gli abiti non sono solo pezzi singoli ma capitoli di un racconto più ampio legato alle passioni di Gabrielle Chanel.
Un legame storico con Coco Chanel
La presenza di Chanel a Roma richiama anche i rapporti che Coco Chanel ebbe con l’arte italiana e il cinema, legami che hanno contribuito a plasmare l’immaginario della maison. La scelta di una capitale europea rinomata per il suo patrimonio vuole sottolineare una continuità: i Métiers d’Art mettono sul palco il lavoro delle botteghe che, da sempre, sono il cuore produttivo del brand. In questo senso la sfilata diventa un atto di riconoscimento verso la maestria artigiana e la sua capacità di reinventarsi.
Il contributo di Matthieu Blazy
Il percorso di Matthieu Blazy alla guida di Chanel è stato tracciato con grande attenzione dal mercato: nel primo trimestre 2026 la maison è tornata a emergere nelle classifiche di desiderabilità, un risultato che riflette vendite e richieste nelle boutique internazionali. Blazy sembra orientato a una sensibilità più intima e materica rispetto a passaggi scenografici precedenti, privilegiando un linguaggio che mette in risalto dettagli, materiali e know-how dei laboratori. La sfilata romana sarà quindi osservata come un test sul nuovo equilibrio tra tradizione e contemporaneità nella maison.
Ripercussioni sul mercato
L’attenzione verso il lavoro degli atelier si manifesta anche nelle dinamiche commerciali: collezioni apprezzate, esaurimenti di stock e crescente attenzione sui punti vendita rivelano come la narrativa creativa impatti la domanda. Il successo riportato nelle classifiche come il Lyst index nel 2026 è un indicatore di questo trend, ma la vera verifica sarà la ricezione dello show a Roma e la capacità degli abiti di tradurre l’idea di città in capi vendibili e desiderati.
Cosa aspettarsi dallo spettacolo del 2 dicembre 2026
La sfilata a Roma promette un allestimento che valorizzi luoghi iconici senza imitazioni facili: ci si aspetta un’attenzione al dettaglio, ai ricami e ai materiali che raccontano la collaborazione con gli atelier. Il riferimento al cinema e a Cinecittà, caro al passato, potrebbe lasciare il posto a una messa in scena che privilegia la profondità delle superfici e il rapporto tra luce e pietra. In definitiva, l’appuntamento del 2 dicembre 2026 sarà più che un evento moda: sarà un esercizio di connessione tra patrimonio urbano e saper fare artigiano.