La maison Chanel ha scelto Roma come palcoscenico per il prossimo appuntamento Métiers d’Art, previsto per il 2 dicembre 2026. Questa decisione segna la prima passerella italiana dall’arrivo di Matthieu Blazy al timone creativo della maison, che guida lo stile del brand da un anno e mezzo.
Il trasferimento dello show nella capitale non è soltanto una scelta geografica: è un richiamo alle radici storiche e culturali che hanno influenzato Gabrielle Chanel e, in epoche più recenti, anche Karl Lagerfeld.
La notizia arriva dopo una tornata di sfilate che hanno rinnovato l’immagine del marchio, affiancando pezzi iconici come le nuove it-bag a interpreti e ambassador molto seguiti. La decisione di portare il Métiers d’Art a Roma implica un dialogo esplicito con l’saper fare degli atelier come Lesage, Montex e Lemarié, da sempre cuore della qualità artigianale di Chanel.
Perché Roma: eredità e ispirazioni
La scelta di Roma non è casuale. Per Gabrielle Chanel l’Italia fu fonte di ispirazione fin dagli anni Venti; per la maison, la città rappresenta un crocevia tra storia, arte e cinema. Il richiamo all’universo cinematografico è esplicito anche nelle immagini annunciate, che ritraggono la fondatrice accanto al regista Luchino Visconti: un preciso rimando alla tensione tra moda e pellicola. Questa commistione riecheggia quanto già fatto da Lagerfeld con gli allestimenti a Cinecittà, riproponendo il concetto di sfilata come esperienza scenografica e culturale.
Eredità degli atelier
Il concetto di Métiers d’Art è intrinsecamente legato alla celebrazione dell’artigianato: ricami, piume, bordature. Gli atelier storici come Lesage, Montex e Lemarié sono elementi centrali nella costruzione dell’estetica Chanel, e la scelta di Roma sottolinea la volontà del brand di mettere in scena un dialogo tra tecniche tradizionali e nuove visioni creative. In questo contesto, il valore dell’heritage si trasforma in spettacolo contemporaneo.
Il ruolo di Matthieu Blazy
Matthieu Blazy, che guida la maison da circa un anno e mezzo, ha già mostrato la sua sensibilità nel coniugare rispetto per la storia e slancio innovativo. La sua prima edizione Métiers d’Art, allestita nella metropolitana di New York, aveva celebrato il lavoro degli atelier con riferimenti alla cultura americana e a icone popolari: un approccio che coniuga racconto e artigianato. Portare ora lo show a Roma significa leggere la stessa tensione creativa attraverso filtri culturali diversi, dove il patrimonio italiano diventa musa e palcoscenico.
Tra continuità e rinnovamento
Blazy ha mantenuto alcuni codici della maison, ma li interpreta con elementi contemporanei: dall’uso di silhouette familiari a scelte casting che hanno segnato tappe storiche, come la prima apertura di sfilata affidata a una modella indiana, Bhavitha Mandava, in una precedente edizione. Questo equilibrio tra continuità e rinnovamento è la cifra del suo lavoro e rende particolarmente significativa la sua prima passerella italiana.
Cosa aspettarsi dallo show
Per l’evento del 2 dicembre 2026 a Roma ci si può attendere una scenografia che intreccia riferimenti cinematografici e atelier classici, con capi che evidenziano savoir-faire e dettagli artigianali. La città offre location capaci di restituire la teatralità desiderata dalla maison, mentre il pubblico potrà verificare come il lavoro degli atelier si traduce in pezzi di collezione. L’appuntamento diventa così un momento di celebrazione dell’artigianato di lusso e della sua attualità all’interno di una maison che continua a reinventare la propria iconografia.