Salta al contenuto
19 Settembre 2026

Anoressia e vigoressia negli uomini: dati, cause e segnali d’allarme

Il libro ‘Corpo libero’ svela l’invisibile sofferenza alimentare degli uomini, con dati recenti e consigli per famiglie e operatori.

Anoressia e vigoressia negli uomini: dati, cause e segnali d'allarme

Per decenni i disturbi dell’alimentazione sono stati considerati un fenomeno prevalentemente femminile. Solo negli ultimi anni i media e la ricerca hanno iniziato a far luce sulla sofferenza degli uomini, un ambito rimasto quasi del tutto invisibile. Il giornalista Eugenio Giannetta, attraverso il suo libro-inchiesta “Corpo libero”, raccoglie testimonianze, dati clinici e analisi di esperti per descrivere come l’anoressia, la vigoressia e altre patologie alimentari colpiscano sempre più maschi.

Il punto di partenza è l’esperienza personale dell’autore: a nove anni, in sovrappeso, gli fu prescritta una dieta che, in pochi mesi, lo portò al peso forma. Tuttavia, un dialogo interno critico cominciò a comparire ogni volta che mangiava, alimentando un timore costante di ingrassare. Da quel ricordo nasce l’intento di trasformare la propria storia in una ricerca investigativa anziché in un semplice memoir, per dare voce a una popolazione finora sottorappresentata.

Aumento dei casi di anoressia maschile dopo la pandemia

Le statistiche più recenti indicano un cambiamento marcato nella distribuzione di genere dei casi di anoressia. In passato il rapporto era di circa 1 uomo ogni 10 donne; oggi la proporzione è salita a 4 uomini su 10 donne. Questo balzo è stato osservato soprattutto nel periodo post-Covid-19 quando l’isolamento, l’incertezza economica e la perdita di interazioni sociali hanno spinto molte persone a cercare nel cibo (o nella sua negazione) una forma di controllo emotivo.

Secondo le stime nazionali, più di tre milioni di italiani convivono con qualche forma di disturbo alimentare. Il presidente di una fondazione dedicata al tema ha sottolineato che tali numeri non includono le famiglie colpite, il che rende la portata del fenomeno ancora più ampia. Inoltre, la pandemia ha accelerato l’escalation della gravità, con insorgenze più precoci e una progressione più rapida rispetto al passato.

Come si manifesta il disturbo alimentare negli uomini: segnali e fattori di rischio

Nei maschi, la patologia può assumere volti diversi rispetto al modello tradizionale femminile. Oltre all’anoressia è frequente la vigoressia ovvero l’ossessione per una massa grassa sempre più bassa, spesso accompagnata da un’attenzione esasperata verso i muscoli. Non si tratta di un semplice desiderio di forma fisica; è un’ossessione che può trasformarsi in un comportamento compulsivo, con ritiri sociali e rituali alimentari rigidi.

Il dismorfismo corporeo emerge come un elemento chiave: molti giovani maschi percepiscono il proprio corpo come troppo grasso o insufficientemente muscoloso, anche quando i parametri oggettivi non lo confermano. Questa percezione distorta è amplificata dall’uso intensivo dei social media dove algoritmi spingono contenuti idealizzati e “fit-culture” irrealistiche. Il contesto familiare gioca anch’esso un ruolo cruciale; la pressione di apparire in forma, la mancanza di dialoghi aperti su cibo e sentimenti, e lo stigma legato alla vulnerabilità maschile spesso provocano isolamento e vergogna.

Il ruolo della famiglia e delle istituzioni nella prevenzione

Riconoscere i segnali precoci è fondamentale. Cambiamenti nel comportamento durante i pasti – come bere quantità eccessive o limitate di acqua, rituali di pesatura, rifiuto sistematico di determinati alimenti – devono far scattare un allarme. Allo stesso tempo, è importante osservare variazioni emotive: irritabilità, perdita di interesse per hobby, ritiro dalle attività sociali. Le famiglie sono invitate a condividere i pasti con i figli, creando così un contesto di osservazione e supporto reciproco.

Le istituzioni sanitarie stanno iniziando a includere la salute mentale dei maschi nei programmi di screening, ma resta ancora molta strada da percorrere. Sensibilizzare gli operatori sanitari circa le manifestazioni tipiche negli uomini, combattere lo stigma e promuovere percorsi di cura integrati sono passi indispensabili per affrontare una problematica in crescita.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.