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28 Ottobre 2026

Vertigo, la nuova collezione di maglieria di iBlues e Clara Cebrián

Vertigo unisce le pennellate di Clara Cebrián ai filati di iBlues in undici capi che evocano le vette alpine.

Vertigo, la nuova collezione di maglieria di iBlues e Clara Cebrián

Il 27 ottobre 2026 segna il lancio di Vertigo, una capsule collection ideata dall’artista spagnola Clara Cebrián per la casa italiana iBlues. Il progetto nasce dall’incontro tra due linguaggi – quello pittorico e quello tessile – e si traduce in una serie di undici capi che reinterpretano panorami di montagna attraverso filati pregiati. La proposta, presentata a Siracusa, ha già attirato l’attenzione di stilisti e amanti del design per la capacità di coniugare arte e comfort.

La collezione comprende pullover oversize, sciarpe ampie e beanies dal profilo deciso, realizzati con una combinazione di mohair, lana merino e ciniglia. Ogni pezzo porta una stampa o un motivo originale, frutto della collaborazione tra il laboratorio di maglieria di iBlues e le fanghiiche pennellate di Cebrián. Le texture variano dal vellutato al leggermente rigato, garantendo calore senza sacrificare la leggerezza, perfette per affrontare l’inverno con un tocco di ironia cromatica.

Il concept di “Vertigo”: leggerezza e prospettiva

L’obiettivo di Vertigo non è descrivere la vertigine fisica, ma evocare la sensazione di fluttuare sopra il paesaggio, di cambiare punto di vista e di osservare il mondo da una nuova altezza. Clara spiega che il nome richiama il desiderio di guardare oltre le consuete prospettive quotidiane, invitando chi indossa i capi a sperimentare una forma di leggerezza psichica. Il risultato è una linea che invita a giocare con i colori e le forme, proprio come l’artista fa nelle sue tele.

Il significato del nome

Secondo Cebrián, vertigo è metafora di una “volta a volare” interiore, non di una paura delle altezze. Il concetto si traduce in capi che, grazie a tagli ampi e a filati sospesi, sembrano avvolgere il corpo senza appesantirlo, creando un’esperienza di comfort quasi etereo. L’idea di cambiare prospettiva si riflette anche nella palette cromatica: tonalità fredde dei ghiacci alpini si mescolano a sfumature calde di tramonto, conferendo al guardaroba una dimensione dinamica.

Dalla tavolozza di Clara Cebrián alla tessitura di iBlues

Il percorso creativo è iniziato con un volo immaginario ispirato ad Amelia Earhart, che ha trasportato l’artista sopra le Alpi e i Pirenei. Da quell’altezza, i paesaggi di alta quota – le cime innevate, le stazioni sciistiche degli anni Cinquanta e le valli avvolte dalla nebbia – sono stati tradotti in schizzi digitali e acquerelli. Questi disegni hanno poi incontrato le limitazioni e le possibilità del filato, dando vita a motivi nuovi che non sono copie fedeli delle prime bozze, ma evoluzioni nate dal dialogo con la materia.

Il viaggio immaginario sopra le Alpi e i Pirenei

Nel processo di sperimentazione, Cebrián ha osservato come i diversi filati – il mohair con la sua lucentezza, la lana merino per la traspirabilità e la ciniglia per la morbidezza – reagissero alle sue linee geometriche. Il risultato è stato un “ricamo vivente”, dove i motivi si trasformano a seconda del modo in cui il capo viene indossato, creando un effetto dinamico simile a un panorama in continuo mutamento.

Un ulteriore tassello emotivo è stato introdotto dalla routine mattutina dell’artista, che si concede lunghi momenti tra lenzuola di cotone prima di affrontare la giornata. Questo rituale di avvolgimento ha ispirato la sensazione di “comfort a casa” che la collezione vuole trasmettere: i capi sono pensati per essere indossati come una seconda pelle, offrendo calore e protezione senza rinunciare a un’estetica giocosa.

Il legame personale di Clara con iBlues è stato consolidato durante l’evento di presentazione a Siracusa, vicino al suo domicilio siciliano. L’incontro dal vivo ha permesso di condividere idee, sperimentare tessuti e tradurre le proprie competenze linguistiche in un contesto creativo, rendendo Vertigo non solo una collezione di moda, ma una testimonianza di collaborazione interculturale.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.