Nel cuore di Trastevere, a pochi passi da Piazza in Piscinula, si trova la residenza di Carolina Levi. Qui, la memoria cinematografica si fonde con l’architettura urbana: proprio nei pressi del palazzo è stato girato un tratto di Dillinger è morto da Marco Ferreri. L’atmosfera della zona, intrisa di storia e di voci di registi, è il punto di partenza per una dimora che la stessa Levi definisce casa psicomagica, capace di agire sullo stato d’animo di chi la abita.
Levi descrive il suo «buen retiro» non come una semplice abitazione, ma come un cabinet de curiosités domestico, dove ogni elemento è concepito per diventare una presenza emotiva. L’idea nasce dalla volontà di instaurare relazioni affettive con gli oggetti, piuttosto che possederli: “Mi piace amare gli oggetti”, afferma, evidenziando un approccio quasi barocco nella gestione di caos e armonia, passato e presente, sacro e gioco.
Un ritiro vicino alla scena di Marco Ferreri
L’ingresso della casa è un crocevia di storie artistiche. Un mobile rosso, firmato Bramantino di Zazuhide Takahama per Cassina, accoglie gli ospiti, mentre una scultura di Nathalie Du Pasquier per Bitossi sembra respirare attorno a loro. Accanto, una borsa in rete metallica creata da Benedetta Mori Ubaldini e un piatto di Ilaria Bianchi aggiungono strati di design contemporaneo. Un cappello di Maryam Keyhani e una sedia lucchese del XVIII secolo, impreziosita dallo stemma Bernardini, richiamano le radici genealogiche di Levi. Le pareti ospitano foto di Anna Di Prospero e un tappeto Cc-Tapis, creando un dialogo visivo tra epoche diverse.
Il linguaggio degli oggetti: design, arte e memoria
Il living all’aperto è dominato da Il riposo del Guerriero, quadro giallo di Tommaso Cascella, che funge da fulcro visivo. Accanto, un vestito in rete metallica rosa, opera di Benedetta Mori Ubaldini, aggiunge un tocco di leggerezza. Il tavolo Quaderna di Superstudio per Zanotta e le sedie Thonet creano una zona conviviale, mentre una sospensione a pagoda disegnata da Maurizio Bellacci diffonde una luce soffusa. Vasi in edizione limitata Bye Gaetano di Guglielmo Maggini e una lampada a totem di Delfina Scarpa (Paranà Studio) completano l’ambiente, conferendo una sensazione di continuità estetica.
Le pareti del living sono adornate da stampe fotografiche di cieli firmate Alice Guareschi e da paralumi disegnati da Maurizio Bellacci. Accanto, composizioni botaniche di Eugenia Lecca introducono un elemento naturale, trasformando lo spazio in una sorta di giardino interno. Nella cucina, le nicchie scultoree ospitano una serie di opere: la figura di Mademoiselle, un ritratto in stile inizio ‘700, e la serigrafia su cartone “Erbacce” di Ala d’Amico, dimostrando come l’arte possa convivere con la funzionalità quotidiana.
Spazi emblematici: giardino, camera da letto e l’attività di Spazio Giallo
Nel giardino raccolto tra i vicoli di Trastevere si respira l’atmosfera dell’hortus conclusus: un microcosmo protetto dove natura, bellezza e trascendenza si incontrano. La stanza da letto, invece, ospita il letto a baldacchino A Sera di Tommaso Cascella, con lenzuola di Matilde Cerruti Quara per Roark, creando un rifugio intimo che sembra uscito da un sogno. Due opere verdi di Carla Accardi aggiungono un tocco di colore vibrante.
Levi inoltre collabora con Spazio Giallo, galleria romana fondata nel 2022, il cui modello prevede la rotazione continua di oggetti, libri e opere d’arte. Questo meccanismo di “arrivo-partenza-ritorno” rende la casa un organismo vivente, dove gli oggetti non hanno una collocazione definitiva ma cambiano ruolo e significato nel tempo, mantenendo viva la magia emotiva del luogo.



