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Numerose startup hanno chiuso i battenti a causa di modelli di business non solidi. È necessario interrogarsi sulla sostenibilità del proprio modello. In un panorama tecnologico in continua evoluzione, la risposta non è mai scontata. Molti fondatori si lasciano trasportare dall’hype e dalle mode, dimenticando che i numeri non mentono mai.
I dati di crescita forniscono un quadro chiaro: secondo un’analisi recente, il burn rate delle startup è aumentato del 20%, un segnale che molti stanno bruciando capitali senza una chiara strategia per raggiungere il product-market fit (PMF). La valutazione del churn rate è fondamentale: se il tasso di abbandono supera il 5%, è necessario rivedere l’offerta.
Due startup del 2025 offrono spunti significativi. La prima, una piattaforma di e-learning, ha registrato un growth rate del 300% grazie a un attento monitoraggio del customer acquisition cost (CAC) e a un elevato lifetime value (LTV). Al contrario, una startup fintech ha chiuso i battenti dopo aver trascurato il feedback degli utenti, risultando in un churn rate insostenibile. L’esperienza dimostra che ascoltare il cliente è fondamentale.
La prima lezione è chiara: testa e misura costantemente. È essenziale utilizzare strumenti di analisi per monitorare i KPI e garantire un business model capace di adattarsi al feedback del mercato. È importante essere pronti a pivotare se i dati indicano una direzione diversa.
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