La maison Max Mara ha confermato la location della prossima sfilata: il Long Museum West Bund di Shanghai. L’evento in passerella vedrà il debutto della collezione Resort 2027 il 16 giugno 2026, mentre la città cinese ospiterà anche un’esposizione celebrativa a corredo dell’appuntamento.
Questo spostamento conferma la propensione del marchio ad accostare la moda a istituzioni culturali, scegliendo spazi che dialogano con l’architettura e il patrimonio artistico locale.
La scelta del Long Museum non è casuale: si tratta di un luogo che unisce una forte identità visiva a un significato collezionistico importante. A pochi giorni dalla presentazione in passerella, la mostra intitolata “The Max”, curata da Olivier Saillard, verrà aperta al pubblico dal 17 al 28 giugno e fungerà da cornice storica per i 75 anni della maison.
L’abbinamento tra sfilata e mostra vuole creare un percorso espositivo che racconti sia la linea produttiva sia la memoria del brand.
Perché il Long Museum West Bund
Il Long Museum West Bund è una delle due sedi museali private di Liu Yiqian e Wang Wei a Shanghai, collocate su distinti tratti del fiume Huangpu. Inaugurato ufficialmente nel dicembre 2012 e ricavato da un vecchio magazzino industriale, il complesso firmato dall’architetto Liu Yichun dello studio Atelier Deshaus si distingue per un linguaggio che rimanda al brutalismo poetico.
La forte componente spaziale e materica del museo lo rende un palcoscenico ideale per una maison che cerca continuità tra estetica del capo e ambiente espositivo.
Un museo e un collezionismo privato
Il Long Museum è espressione di un modello di collezionismo privato molto influente in Cina: i proprietari non sono solo mecenati ma anche protagonisti del mercato dell’arte. Tra le operazioni più note di Liu Yiqian c’è l’acquisto nel 2015, all’asta da Christie’s a New York, del Nu couché di Amedeo Modigliani per 170 milioni di dollari, acquistato con la sua American Express Centurion Card. Questo tipo di azioni sottolinea quanto i grandi collezionisti privati possano incidere sulla visibilità internazionale di opere e sedi espositive.
La sfilata e la mostra “The Max”
La presentazione della collezione Resort 2027 andrà in scena il 16 giugno 2026 a Shanghai e sarà accompagnata dall’apertura della mostra curata da Olivier Saillard, intitolata “The Max”. L’esposizione, visitabile dal 17 al 28 giugno, è pensata come una retrospettiva che racconta i 75 anni di storia del marchio, alternando capi storici, documenti d’archivio e installazioni tematiche. Il dialogo tra passerella e mostra punta a offrire al pubblico una lettura a tutto tondo della maison, dai valori sartoriali alla strategia culturale.
Tradizione dei défilé in musei
La decisione di ospitare sfilate in contesti museali non è una novità per Max Mara: il brand ha precedenti significativi con eventi simili, tra cui il Neues Museum a Berlino nel 2019 e Palazzo Ducale a Venezia nel 2026. Questi allestimenti hanno consolidato una pratica in cui la moda si pone come interlocutore delle arti visive, trasformando il rito del défilé in un’esperienza culturale ampliata e accessibile anche fuori dai circuiti tradizionali delle settimane della moda.
I legami italiani e internazionali
Dietro la maison rimane la famiglia Maramotti, noti per essere tra i principali collezionisti d’arte contemporanea in Italia. La loro Collezione Maramotti, aperta al pubblico nel 2007 a Reggio Emilia, ospita opere di Anselm Kiefer, Claudio Parmiggiani, Peter Halley, Alberto Burri e Carlo Mollino, testimoniando un impegno costante nel sostenere il dialogo tra impresa e arte. Questo parallelo tra patrimoni culturali privati, uno italiano e uno cinese, rafforza l’idea che l’arte sia un vettore di relazioni internazionali e di prestigio per i brand.
Impatto e prospettive
L’evento a Shanghai rappresenta per Max Mara un’occasione di rafforzamento sul mercato asiatico e un’opportunità per ribadire il ruolo del marchio oltre il prodotto: la strategia combina lanciare una nuova collezione e celebrare una storia imprenditoriale e culturale. La scelta di un museo come il Long Museum West Bund amplifica questa lettura, offrendo un contesto in cui moda, architettura e collezionismo si intrecciano per comunicare valori di eccellenza e memoria aziendale.