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11 Ottobre 2026

Scopri l’Atelier Ricci a Lucca e i segreti dei ricci scultorei

L'Atelier Ricci apre le sue porte a Lucca, mostrando come bellezza e artigianato si uniscano a una tecnica di capelli che trasforma i ricci in sculture luminose.

Scopri l'Atelier Ricci a Lucca e i segreti dei ricci scultorei

Durante le Giornate d’Autunno del FAI, lunghi file si sono formate di fronte al Palazzo Mazzarosa, nel cuore di Lucca. I visitatori, curiosi come in un museo, attendono pazientemente per entrare nell’Atelier Ricci e ammirare le pareti rivestite di sete pregiate e i soffitti decorati da affreschi del XVIII secolo.

Patrizia Ricci, stilista di fama locale, accoglie il pubblico con una filosofia chiara: la bellezza è un bene da condividere. “Non serve avere uno spazio così splendido se poi lo si chiude a chiave”, afferma, invitando chiunque a varcare la soglia in qualsiasi giorno dell’anno.

Palazzo Mazzarosa ospita l’Atelier Ricci, un’oasi di seta e arte

Nel 1995, il padre di Patrizia, Piero Ricci, trasferì l’officina di moda nella storica dimora situata all’incrocio tra via Burlamacchi e via San Paolino. L’edificio, un tempo dimora nobiliare, è stato completamente restaurato: ogni stanza è avvolta da sette colorate che dialogano con i maestosi soffitti affrescati. L’intervento ha reinterpretato la tradizione lucchese, trasformando l’ambiente in una galleria vivente dove la moda incontra la pittura.

Ugo Supino, delegato del FAI a Lucca, spiega che l’evento mirava a far scoprire al pubblico un luogo “inaspettato”. In una città dove l’architettura è spesso sobria, l’Atelier Ricci risalta come una sorpresa sensoriale, capace di unire lo storico al contemporaneo.

I ricci scultorei: un approccio architettonico al capello

Parallelamente alla visita, il salone The Kut di Piove di Sacco ha lanciato il concetto di ricci scultorei. Non si tratta di semplici ciocche gonfiate, ma di una forma studiosa dove ogni ciocca segue una direzione precisa, la luce la accarezza in modo controllato e il movimento rimane riconoscibile per ore.

La differenza fondamentale non risiede nella quantità di prodotto, ma nella distribuzione dei volumi già dal taglio. Osservare la texture, la densità e la naturale curvatura del capello permette al professionista di alleggerire i punti critici e di far cadere il riccio secondo la sua forma intrinseca.

Dal taglio alla definizione: i passaggi chiave

Il percorso consigliato da The Kut si articola in quattro fasi:

  • Taglio a secco o su capello naturalmente riccio, per leggere la curva reale e rimuovere peso inutili.
  • Idratazione mirata essenziale perché i ricci tendono a essere porosi e richiedono nutrimento costante.
  • Styling con prodotti leggeri che disciplinano senza appesantire, mantenendo la spirale viva.
  • Finish protettivo che evita il crespo e conserva la forma anche nelle ore successive.

Questa metodica è valida anche quando nella chioma convivono diverse texture: la precisione nella distribuzione dei volumi diventa ancora più cruciale.

Routine quotidiana: mantenere la forma senza sforzo

Per conservare la definizione dei ricci scultorei, è fondamentale adottare una routine coerente. Si consiglia di lavare i capelli con shampoo delicati privi di solfati, e di applicare una crema definente ancora su capello bagnato, distribuendo dal medio alle punte.

L’asciugatura avviene con un diffusore tenendo la testa leggermente inclinata per favorire la formazione delle spirali. Nei momenti di rinfresco, è possibile spruzzare un spray specifico o semplicemente riequilibrare con acqua, evitando di pettinare a secco.

Durante l’estate, quando umidità e sole mettono a dura prova la struttura, è consigliabile incrementare l’apporto idratante e proteggere i ricci con prodotti a base di filtri UV. Così, la bellezza dei ricci rimane intatta, proprio come le sete e gli affreschi dell’Atelier Ricci continuano a incantare i visitatori.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.