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24 Giugno 2026

Qeeboo al Salone del Mobile 2026: collezioni, installazioni e tendenze dell’abitare

Al Salone del Mobile 2026 Qeeboo presenta nuove collezioni che oscillano tra oggetto e racconto; materiali sostenibili, vetro lavorato e divani modulari delineano il volto dell'abitare moderno

Qeeboo al Salone del Mobile 2026: collezioni, installazioni e tendenze dell'abitare

Il Salone del Mobile 2026 si conferma punto di osservazione privilegiato per chi segue il design contemporaneo: non solo esposizione di prodotti, ma scena in cui si intrecciano narrazioni progettuali e soluzioni tecniche. Tra gli stand che più hanno attratto l’attenzione c’è Qeeboo, che ha presentato installazioni e collezioni firmate da designer internazionali pensate per sospendere il confine tra oggetto e storia domestica.

Questo Salone non propone svolte brusche, ma una maturazione dei temi già emersi negli anni: sostenibilità intesa come ingegneria del prodotto, palette cromatiche più misurate, e una rinnovata attenzione alla matericità degli elementi. In questo contesto le novità vanno interpretate come segnali di un’abitazione che cerca equilibrio tra estetica, funzionalità e durata.

Materiali e colori: autenticità al centro

Una delle tendenze più nette è il ritorno a superfici che raccontano il loro processo produttivo: legni masselli che esaltano venature e imperfezioni, metalli con ossidazioni controllate, pietre e marmi usati per la loro carica narrativa. La palette cromatica rispecchia questo approccio: toni naturali come panna, sabbia e tortora convivono con nuance profonde come rosso ossidato e verde bosco, mentre gli accenti vivaci restano misurati e spesso confinati a dettagli. Il risultato è un senso di autenticità dove la finitura non è mera decorazione, ma parte integrante del progetto.

Finiture e lavorazioni come segno distintivo

Le superfici assumono un ruolo da protagoniste: vetri con effetto pulegoso, lavorazioni dogate, texture tridimensionali e top in marmo sagomato sono esempi di come la mano artigiana e le tecniche industriali dialogano. In questa cornice si inseriscono pezzi come la consolle Ulisse di Cantori con il top in marmo bianco e sostegni in lamiera curva, e le lampade che rileggono il vetro muranese tradizionale in chiave contemporanea, trasformando la luce in materia espressiva.

Comfort, imbottiti e modularità: nuove posture dell’abitare

Il capitolo degli imbottiti racconta una casa più informale e accogliente: divani e poltrone si fanno più ampi, avvolgenti e riconfigurabili. La modularità non è più solo componibilità, ma capacità di adattarsi nel tempo a usi diversi. Si affermano rivestimenti sfoderabili, tessuti tecnici traspiranti e soluzioni che migliorano il comfort acustico. Tra le proposte in mostra, il sistema Aom di Arper con imbottitura Breathair® e materiali riciclabili rappresenta un esempio concreto di come la sostenibilità si traduca in scelta tecnica.

Selezione di pezzi e proposte significative

Il Salone ha esibito molte novità che testimoniano la varietà delle risposte progettuali: l’appendiabiti Lucky di Ghidini1961 come piccolo gioiello in ottone, i cache-pot Vera di Lyxo in polietilene 100% riciclabile, la composizione living Flair di Scavolini con profili curvi, e la credenza Vela di Riva1920 che mette in risalto la matericità del legno con ante dogate. Non mancano divani iconici come il Tufty‑Time 20 Outdoor di B&B Italia pensato per l’esterno e disassemblabile al 100%, o il divano B.E.L.T. di Turri che gioca con cinturini in pelle come elemento estetico e funzionale.

Luce, sistemi e confini tra dentro e fuori

La luce diventa progetto: pezzi scultorei in vetro soffiato, lampade a sospensione e chandelier reinventano la funzione illuminante come qualità atmosferica. Il vetro pulegoso e le inclusioni d’aria trasformano il fascio luminoso, come nella lampada Medusa di Established & Sons o nella lampada On the Rocks di Venini con moduli in vetro soffiato. Parallelamente, si accentua l’ibridazione indoor‑outdoor con materiali performanti che rendono molti arredi fruibili in entrambi i contesti senza soluzione di continuità.

Accanto agli oggetti singoli, crescono i sistemi che funzionano come architetture d’interno: librerie autoportanti, pareti attrezzate e composizioni che organizzano lo spazio e ne definiscono percorsi. Il No−Wall House di Caccaro e gli elementi autoportanti mostrano come l’arredo possa farsi struttura distributiva, mentre dettagli sartoriali e riferimenti storici riaffiorano in pezzi come il componibile Charles di Valentini o le lavorazioni couture di Gervasoni. In sintesi, il Salone del Mobile 2026 fotografa un design che punta alla qualità duratura: tecnologie integrate, scelte materiali responsabili e un’estetica più misurata disegnano la casa che verrà.

Autore

Francesca Pellegrini

Francesca Pellegrini ha ottenuto documenti sulla riqualificazione di un quartiere romano dopo una serie di accessi agli atti, sostenendo una linea editoriale orientata all'impatto sociale. Cronista generalista, conserva nel cassetto annotazioni di un vecchio archivio dell'Appia Antica.