Nel cuore dei Navigli milanesi Pignatelli inaugura un nuovo punto di riferimento operativo: uno spazio di 700 mq in via Fusetti pensato per raccogliere collezioni, uffici e relazioni commerciali. Questo passo non è solo un cambio di indirizzo, ma una scelta strategica che mette al centro la coesione tra identità sartoriale e progetto di sviluppo. Il rinnovamento della sede si affianca al lancio di una linea che guarda al passato senza rinunciare a linguaggi contemporanei.
Accanto alla nuova struttura è stata presentata Pignatelli Atelier, una collezione che racconta il dialogo tra archivio storico e reinvenzione stilistica. La proposta comprende 35 look per uomo e donna, pensati per alternare presenza scenica e capi essenziali. Dietro la linea c’è la direzione creativa di Luc Amsler, mentre la proprietà e la strategia aziendale vengono guidate da Francesco Gianfala, che definisce questi progetti come tappe di un percorso di crescita internazionale.
La nuova sede milanese assume la funzione di hub operativo per il marchio, integrando showroom e uffici in un unico percorso. L’ampliamento, che raddoppia gli spazi rispetto alla precedente sede, è stato pensato per favorire la sinergia tra team creativi, commerciali e amministrativi. In termini pratici, la presenza di aree espositive e sale riunioni facilita incontri con buyer internazionali e consente una gestione più fluida delle attività legate all’espansione retail.
La scelta di restare nei Navigli non è casuale: quel contesto urbano conferisce al progetto una dimensione culturale e relazionale. Via Fusetti diventa così non solo un indirizzo di lavoro, ma un elemento di comunicazione che rafforza il legame tra Made in Italy e tradizione sartoriale. Lo spazio ospita collezioni e incontri, rendendo tangibile l’idea di un brand che vuole essere vicino ai propri interlocutori e alle dinamiche del sistema moda milanese.
Pignatelli Atelier prende forma da un confronto diretto con l’archivio storico della maison, reinterpretando basi sartoriali in chiave contemporanea. Le 35 creazioni presentate spaziano da costruzioni più strutturate a tagli fluidi, alternando capi di forte impatto scenico a proposte dall’estetica essenziale. L’approccio mira a mantenere la riconoscibilità del brand, valorizzando al tempo stesso sperimentazioni stilistiche che guardano a mercati internazionali e a nuove occasioni d’uso.
Un elemento distintivo della collezione è la centralità della sartorialità abbinata a pratiche come l’upcycling. Il progetto creativo non rinuncia alle radici della confezione italiana ma integra processi di ricerca sui materiali e sulle finiture, con l’obiettivo di offrire capi duraturi e riconoscibili. In questo senso, l’uso del termine atelier sottolinea una visione in cui artigianato e innovazione estetica convivono per dare forma a una proposta coerente con l’identità del brand.
Accanto al rinnovo degli spazi e alla nuova linea, Pignatelli ha delineato un piano di espansione che guarda al mercato estero: nel prossimo biennio il brand ha in programma l’apertura di 5 nuovi flagship tra Middle e Far East. Questa decisione riflette la volontà di consolidare la presenza internazionale, sfruttando la rinnovata capacità produttiva e comunicativa offerta dal nuovo headquarter. Le boutique attuali, tra cui le tre monomarca a Milano, Torino e Firenze, fanno da base per una crescita misurata e sostenibile.
Nel complesso, l’operazione combinata di spazio fisico, collezione e strategia retail mette in luce la scelta di investire in una ripresa basata su governance, identità e posizionamento. Il nuovo headquarter diventa così un manifesto tangibile della volontà di evolvere restando fedeli a un patrimonio sartoriale che ha reso il marchio riconoscibile nel segmento della cerimonia e oltre.
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