Le Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono state più di una semplice competizione: si sono trasformate in una festa nazionale che ha unito territori, atleti e tifosi sotto il tricolore. Tornate in Italia dopo vent’anni, queste edizioni hanno mostrato un equilibrio tra performance agonistica e storie personali che hanno toccato il pubblico. Il risultato sul campo, raccontato giorno dopo giorno, ha permesso alla squadra italiana di superare obiettivi prefissati e riscrivere piccole pagine di storia sportiva.
Il cammino azzurro è culminato con un totale di 10 medaglie (3 oro, 6 argento, 1 bronzo), un traguardo che rappresenta un passo avanti rispetto alle precedenti edizioni. In prospettiva, il Comitato Italiano Paralimpico ambiva a superare quota dieci, come spiegato dal presidente Marco Giunio De Sanctis; l’impresa si è concretizzata grazie a risultati di rilievo e a singole performance esaltanti.
Nel dettaglio il conto finale parla chiaro: 3 ori, 6 argenti e 1 bronzo, numeri che sintetizzano giorni intensi di gare. Tra i protagonisti emergono nomi ricorrenti: la sciatrice trentina Chiara Mazzel ha raccolto più podi, mentre il plurimedagliato Giacomo Bertagnolli ha confermato il proprio ruolo di leader nella disciplina dello sci alpino. Lo snowboard ha invece regalato emozioni con l’oro ottenuto nello snowboard cross da Emanuel Perathoner. Questo insieme di risultati ha permesso all’Italia di migliorare il proprio bottino rispetto a Paralimpiadi recenti come Pechino 2026, dove la squadra aveva conquistato sette podi e due ori.
Le medaglie sono arrivate distribuite in più giornate: il 7 marzo ha visto podi nella discesa libera per le categorie ipovedenti, con Chiara Mazzel e Giacomo Bertagnolli sugli scudi; il 8 marzo è arrivato il primo oro nella competizione snowboard con Emanuel Perathoner. Tra il 9 e il 10 marzo si sono accumulate altre medaglie tra Super-G e combinata alpina, con argenti e ori che hanno incrementato il medagliere; infine, il 12 marzo la squadra ha raggiunto la decima medaglia grazie a un ulteriore podio di Chiara Mazzel nello slalom gigante.
Dietro i numeri ci sono volti e storie. Chiara Mazzel, accompagnata dalla guida Fabrizio Casal, è stata una presenza costante sul podio, conquistando l’oro nel Super-G e più argenti in altre specialità. Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, ha firmato vittorie importanti nella combinata di sci alpino. Altre medaglie sono arrivate da Federico Pelizzari e René De Silvestro nelle rispettive categorie, standing e sitting. Lo snowboard ha aggiunto varietà al bottino con la prova di Perathoner e ha dimostrato la profondità del movimento azzurro nelle discipline invernali.
Per gli atleti ipovedenti la figura della guida è centrale: il binomio atleta-guida funziona come una precisa alleanza tattica e tecnica, dove la fiducia reciproca e la comunicazione in gara diventano fattori determinanti per la prestazione. In queste Paralimpiadi le guide come Fabrizio Casal e Andrea Ravelli sono state protagoniste tanto quanto gli atleti, permettendo tempi competitivi e manovre di precisione sulle piste.
La serata inaugurale all’Arena di Verona del 6 marzo ha avuto momenti di grande impatto simbolico, tra cui l’intervento musicale di Annalisa Minetti. La cantante e atleta paralimpica ha preso parte alla Chain Song finale interpretando “Volare (Nel blu dipinto di blu)”, un brano che ha unito i partecipanti in un momento collettivo di speranza. Per la serata Minetti ha indossato un abito su misura firmato da Laura Ciarla, in una tonalità petrolio pensata per evocare forza e vittoria e per richiamare simbolicamente i colori del paese.
Annalisa Minetti è figura emblematica: nata il 27 dicembre 1976 a Rho, la sua carriera spazia dalla vittoria al Festival di Sanremo nel 1998 alla medaglia di bronzo ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 nei 1500 metri nella categoria T11, dove ha stabilito anche un primato. Nel 2026 ha aggiunto il paracanottaggio al proprio palmarès conquistando un oro sui 2000 m e un argento sui 500 m, confermando una capacità rara di reinvenzione sportiva e artistica.
Il risultato numerico è importante, ma il valore delle Paralimpiadi va oltre il conteggio: si tratta di una vetrina sull’inclusione, sulla resilienza e sulla rappresentatività. Il medagliere azzurro, aggiornato gara dopo gara, è diventato un mosaico di emozioni condivise che raccontano determinazione, lavoro di squadra e fiducia nel futuro. Superare traguardi come il record personale di Torino 2006 (8 medaglie) o l’obiettivo di quota dieci non è solo statistica, ma testimonianza di una crescita complessiva dello sport paralimpico in Italia.
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