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9 Settembre 2026

Palazzo Sacchetti: l’appartamento di Massimo Adario e Dimitri Borri a Roma

Un viaggio tra le mura di Palazzo Sacchetti, dove l'architetto Massimo Adario ha creato un'abitazione unica, unendo arte, design e storia

Palazzo Sacchetti: l'appartamento di Massimo Adario e Dimitri Borri a Roma

Nel cuore di Roma, lungo la suggestiva Via Giulia si trova Palazzo Sacchetti un gioiello architettonico che racconta secoli di storia. Qui, l’architetto Massimo Adario e il suo compagno Dimitri Borri hanno trovato la loro dimora, un luogo dove passato e presente si fondono armoniosamente.

Adario, con la sua passione per l’arte e il design, ha trasformato l’appartamento in un vero e proprio museo vivente, dove ogni dettaglio racconta una storia. “Ho sempre sognato di vivere in un aristocratico palazzo romano”, confessa Adario, che ha trovato in Palazzo Sacchetti la perfezione architettonica che cercava.

La storia di Palazzo Sacchetti

Costruito a metà del Cinquecento per il cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano il palazzo passò poi alla famiglia Sacchetti circa un secolo dopo. L’architettura, più fiorentina che romana, è caratterizzata da una rigorosa misurazione che la distingue dall’enfasi barocca di molti altri palazzi romani.

Nel corso dei secoli, Palazzo Sacchetti è diventato un importante centro d’arte, ospitando artisti del calibro di Pietro da Cortona e Nicolas Poussin. La sua bellezza severa e senza ostentazione ha attirato l’attenzione anche del regista Paolo Sorrentino che ha scelto il giardino di agrumi con il Ninfeo per una scena del suo film La Grande Bellezza.

Un appartamento tra storia e design

L’appartamento di Adario e Borri si sviluppa su due livelli. Al quarto piano, la zona giorno è un susseguirsi di stanze ricche di dettagli: living, cucina, studio-biblioteca e sala da pranzo. Le pareti rivestite in seta azzurro polvere e la moquette di velluto creano un’atmosfera ovattata, mentre i soffitti lignei dipinti nei toni celesti richiamano il cielo delle volte di molte dimore settecentesche.

I pavimenti in marmo zebrino e i pannelli in acciaio satinato dialogano perfettamente con gli arredi contemporanei, creando un equilibrio tra antico e moderno. “Per me il design è senza tempo”, afferma Adario. “Quando acquisto un’opera d’arte penso alla sua collocazione, oltre alla qualità m’interessa la sua capacità d’interagire con lo spazio e la relazione con altre presenze”.

La selezione di arredi e opere d’arte

La cura dei dettagli è evidente anche nella selezione di arredi, oggetti e opere d’arte. Adario, collezionista appassionato, ha riunito manufatti storici, mobili d’epoca e pezzi di design contemporaneo, creando un ambiente unico e personalizzato. Tra i pezzi più significativi, la libreria su disegno di Tobia Scarpa per Flos la sedia scultura Le marteau et le Pinceau di Pierre Charpin (2023), e il tavolino Eros di Mangiarotti per Agape.

Il piano superiore ospita la zona notte, con due camere e rispettivi bagni, nelle antiche soffitte con possenti capriate in legno. Qui, Adario ha continuato a mescolare elementi contemporanei con materiali che evocano l’epoca della costruzione dell’edificio, creando un ambiente caldo e accogliente.

Palazzo Sacchetti, con il suo giardino di agrumi e il magnifico Ninfeo, è un luogo sospeso, quasi irreale, che sembra appartenere più alla memoria di Roma che alla sua quotidianità. Un luogo dove storia, arte e design si fondono in un’abitazione unica, frutto della passione e della visione di Massimo Adario.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.