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Orietta Bertò, wheelchair curling e resilienza tra pista e impegno sociale

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Nel cuore delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 si è distinta la presenza di Orietta Bertò, atleta di wheelchair curling che gareggia insieme a Paolo Ioriatti. La sua storia personale e sportiva è un esempio di come lo sport possa diventare strumento di trasformazione, non solo per chi lo pratica ma anche per chi osserva. Orietta è salita alla ribalta raccontando le proprie sfide: dall’incidente stradale che le ha causato una lesione midollare all’età di 21 anni, fino alle medaglie internazionali e al ruolo pubblico che oggi ricopre.

Il suo stile da campo — come la nail art tricolore che porta come portafortuna — è diventato simbolo di identità e determinazione. In un giorno simbolico come la Festa della Donna (8 marzo 2026) Orietta ha rappresentato con la sua gara contro gli USA non solo una competizione sportiva, ma anche un messaggio culturale sull’importanza della visibilità delle atlete paralimpiche.

Un percorso iniziato dopo l’incidente

La svolta nella vita di Orietta è avvenuta dopo un grave incidente stradale a 21 anni che ha determinato una lesione midollare. Da quel momento lo sport ha assunto un ruolo centrale: non come semplice attività fisica, ma come ricostruzione della fiducia e della quotidianità. In dieci anni di carriera nel wheelchair curling ha collezionato successi a livello nazionale e internazionale, tra cui la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di double mix 2026 in Corea.

L’importanza del double mix

La specialità del double mix richiede equilibrio tra tecnica e intesa tra i due atleti, tipicamente di sesso opposto. Orietta sottolinea come questa formula metta in luce non solo abilità individuali, ma anche la capacità di comunicare, fidarsi del compagno e condividere strategie. Per lei il double mix rappresenta una palestra di resilienza e cooperazione umana, un valore che si estende oltre la competizione.

Dalla competizione all’attivismo: il ruolo di ambasciatrice

Oltre al ruolo agonistico, Orietta è impegnata nel promuovere l’inclusione tramite lo sport nelle scuole e nelle comunità locali. Come Ambasciatrice della Fondazione Milano-Cortina 2026, porta avanti progetti che mirano a far conoscere le discipline paralimpiche e a smontare pregiudizi. Secondo Orietta, partecipare alle gare dal vivo aiuta il pubblico a comprendere che queste competizioni sono straordinarie e meritano la stessa attenzione di qualsiasi evento sportivo internazionale.

Educazione e coinvolgimento del pubblico

Il messaggio principale che Orietta promuove è semplice: vedere una gara paralimpica dal vivo cambia lo sguardo. Le persone che assistono riescono a cogliere la tecnica, la tensione emotiva e lo sforzo atletico, dissolvendo stereotipi. I progetti che sostiene nelle scuole puntano a far scoprire ai giovani che lo sport paralimpico può offrire percorsi di crescita, autonomia e partecipazione sociale.

Resilienza, squadra e ambizioni future

La crescita sportiva di Orietta è stata segnata da momenti difficili, come la prestazione personale deludente prima del bronzo mondiale in Corea. La reazione a quella situazione — determinazione, rabbia costruttiva e voglia di riscatto — è diventata l’elemento narrativo centrale del suo percorso. Per Orietta, le sconfitte non sono definitorie: contano la reazione e la capacità di trasformare l’energia in risultati concreti.

Pur dichiarando che il suo ruolo principale è quello di atleta concentrata sulla possibile conquista di una medaglia paralimpica, Orietta non nasconde l’orgoglio per il lavoro di ambasciatrice. Milano-Cortina 2026 rappresenta, a suo avviso, un momento storico per il movimento paralimpico: l’ingresso del curling in carrozzina doppio misto nei grandi scenari internazionali è interpretato come un passo verso maggiore inclusione e innovazione.

Il valore dello sport oltre il podio

Per Orietta il vero valore del suo impegno non si misura solo con le medaglie, ma con la capacità di incidere sul piano umano e sociale: lo sport come strumento di empowerment, educazione e cambiamento culturale. Ogni piccolo traguardo costruisce fiducia e apre nuove possibilità, sia per gli atleti che per le comunità che li sostengono. Il curling in carrozzina è così descritto come un laboratorio di rispetto reciproco, strategia condivisa e gestione della pressione.

Guardando avanti, Orietta esprime ambizione e ottimismo: continuare a crescere come atleta e come figura pubblica per ispirare chi teme i propri limiti. Milano-Cortina 2026, con le sue cerimonie e il coinvolgimento locale, può trasformare l’attenzione verso lo sport paralimpico in un impulso concreto per abbattere barriere e promuovere una cultura più inclusiva.

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