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9 Ottobre 2026

Mostra a Palazzo della Civiltà Italiana celebra 10 anni di Fendi

Un viaggio esclusivo nell'atelier di Fendi a Roma: dieci anni di haute couture, maestria artigianale e le prime anteprime della nuova collezione di Maria Grazia Chiuri.

Mostra a Palazzo della Civiltà Italiana celebra 10 anni di Fendi

Il 8 ottobre 2026 si è aperto a Roma un capitolo raro nella storia della moda: l’atelier di Fendi Couture ha varcato la soglia del pubblico per la prima volta, grazie all’iniziativa Les Journées Particulières promossa da LVMH. Dal 16 al 18 ottobre, il Palazzo della Civiltà Italiana si è trasformato in un vero e proprio museo vivente, dove la memoria e il futuro della maison convivono in un racconto tessuto di stoffe, luce e mani esperte.

La mostra “A Fairy Tale of the Future” al Palazzo della Civiltà Italiana

Intitolata “A Fairy Tale of the Future”, la rassegna ha curato Maria Luisa Frisa che ha scelto di non seguire un ordine cronologico lineare. In tre giorni, gli spettatori hanno potuto attraversare un percorso che collega dieci anni di Fendi Couture (2015-2025) attraverso una selezione di abiti, bozzetti e installazioni. La location, simbolo dell’architettura razionalista romana, ha fornito una cornice spettacolare che ha amplificato la sensazione di entrare in un racconto fantastico, dove il passato si fonde con le visioni più avveniristiche della maison.

Un percorso non cronologico: i protagonisti creativi di Fendi

Il filo conduttore della mostra è costituito dalle figure che hanno plasmato la cultura creativa di Fendi negli ultimi dieci anni. Karl LagerfeldSilvia Venturini Fendi e Kim Jones sono posti sullo stesso piano di Maria Grazia Chiuri la direttrice attuale della couture. Questa scelta permette di confrontare linguaggi diversi – dal surrealismo di Lagerfeld all’avanguardia di Jones – e di far emergere i punti di continuità, come la costante ricerca della materia e della perfezione sartoriale.

Da Karl Lagerfeld a Maria Grazia Chiuri

Le vetrine dedicano spazi distinti a ciascun creativo, ma le transizioni avvengono attraverso materiali comuni: la celebre pelliccia fiorentina, i ricami a mano e gli arabeschi in oro. I bozzetti di Lagerfeld mostrano come la leggerezza delle forme si potesse coniugare con l’opulenza tradizionale, mentre le proposte di Chiuri per la collezione Fall/Winter 2026-27 introducono un linguaggio più socialmente consapevole, senza però rinunciare all’eleganza inconfondibile della maison.

Materiali, tecniche e l’atelier al centro dell’esperienza

Al cuore della mostra risiede il messaggio che la couture è prima di tutto un lavoro di ricerca sulla materia. La pelliccia, simbolo distintivo di Fendi, è esposta in diversi stati: grezza, modellata, ricamata. Accanto, si trovano esempi di intarsi, di costruzioni sartoriali complesse e di colorazioni sperimentali. Ogni elemento è accompagnato da didascalie che spiegano le tecniche impiegate, offrendo al visitatore una comprensione profonda della complessità che si cela dietro ogni capo esposto.

Live performance degli artigiani con la collezione FW 2026-27

Il punto culminante delle Journées Particulières è stato il momento in cui gli artigiani della Maison hanno lavorato in tempo reale sui primi prototipi della nuova collezione FW 2026-27 firmata da Maria Grazia Chiuri. I visitatori hanno potuto osservare le mani esperte dei sarti, la precisione dei ricamatori e l’attenzione dei modellisti, trasformando la sfilata in una dimostrazione dal vivo di quel che normalmente resta dietro le quinte. Questo approccio ha ribaltato la concezione di “opera finita”, mostrando la couture come un linguaggio vivente in continuo divenire grazie alla sinergia tra designer e artigiani.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.