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9 Ottobre 2026

Arredi e oggetti ispirati a Casa Balboni di Carlo Scarpa

Scopri la collezione che fonde design contemporaneo e maestria artigianale, ispirandosi alle linee della Casa Balboni.

Arredi e oggetti ispirati a Casa Balboni di Carlo Scarpa

La Casa Balboni dimora veneziana firmata da Carlo Scarpa è da sempre una fonte inesauribile di ispirazione per designer e artigiani. Il suo linguaggio, fatto di geometry rigorose, materiali pregiati e una gestione sapiente della luce naturale si traduce oggi in una serie di oggetti che, pur appartenendo a contesti diversi, mantengono un filo conduttore comune: la fusione tra design e artigianato.

Questa raccolta, presentata a febbraio 2026, raccoglie vasi, porte, piatti, orologi e lampade, tutti realizzati con vetro, marmo, legno, ottone e porcellana. Ogni pezzo è pensato come una piccola scultura, capace di dialogare con lo spazio circostante e di valorizzare la luce, proprio come avviene nelle sale della Casa Balboni.

Vetro e colore: il vaso cilindro con piatto incalomato

Il vaso cilindro con piatto incalomato realizzato in cristallo, esprime un rigore geometrico tipico di Scarpa. La superficie liscia del cristallo è interrotta da un delicato motivo incalomato che crea giochi di riflessione, offrendo una luminosità quasi eterea. Il contrasto tra la purezza del vetro e la vivacità dei colori utilizzati rende il vaso un elemento di forte impatto visivo, perfetto per ambienti dove la luce naturale è la protagonista.

Dettaglio della lavorazione

Il processo di produzione prevede una soffiatura a mano seguita da una finitura a specchio, per garantire che ogni angolo del cilindro rifletta l’ambiente con precisione. Il risultato è un oggetto che, pur essendo funzionale, si trasforma in una scultura d’ambiente.

Ottone e sobrietà: la porta Velasca e l’orologio Ulrich

La porta Velasca è un omaggio a Piero Portaluppi realizzata con geometrie pantografate e rivestita di colori intensi. Il design richiama la sobrietà milanese, ma il sistema d’arredo è reinterpretato in chiave contemporanea, grazie all’utilizzo di ottone verniciato che conferisce struttura e calore.

Accanto a questa porta, l’orologio di Guglielmo Ulrich rieditato in noce e ottone porta in scena un contrasto ironico tra la tradizione del XIX secolo e l’eleganza attuale. L’orologio, conservato in un archivio, è stato riproposto con una cassa in legno di noce lucido e un quadrante in ottone levigato, dimostrando come la riscoperta di un oggetto storico possa diventare un punto focale di design.

Porcellana e tradizione: il piatto Rouche di Ginori 1735

Il piatto bianco latte della collezione Rouche prodotto da Ginori 1735 unisce il savoir-faire della più antica manifattura di porcellana italiana con un’estetica contemporanea. La superficie liscia e immacolata del piatto mette in risalto la purezza della forma, mentre la leggera curvatura del bordo richiama le linee architettoniche della Casa Balboni.

Questo elemento di tavola è pensato per durare nel tempo, diventando parte di un arte della tavola senza tempo. La sua presenza su una cucina minimalista o su una sala da pranzo più classica crea un ponte tra passato e presente, proprio come le scelte di Scarpa.

Legno come architettura viva: Stambol, Biloba e il divano Uli

Il Stambol di Yves Béhar trasforma il legno in creature fantastiche. Le forme organiche, scolpite a mano, si fondono con intagli d’autore, creando contenitori dal charme astratto che sembrano usciti da un racconto fiabesco. Allo stesso modo, la seduta Biloba realizzata in noce Canaletto e pelle, evolva la linea Ginkgo con un comfort avvolgente che ricorda la cura sartoriale tipica dei mobili di alta gamma.

Il divano Uli e il tavolino Geo della collezione “Carving the waves” celebrano il legno e il marmo come elementi architettonici vivi. Il rovere spazzolato del divano è modellato in onde fluide, mentre il tavolino combina marmo lucidato e forme geometriche, replicando la sinergia tra materiali che Scarpa ha sempre privilegiato.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.