Nel panorama enogastronomico italiano, pochi eventi riescono a fondere tradizione e innovazione con la naturalezza di una vigna che nasce tra le strade di una città. Varchi in Vigna propone proprio questo: una festa che trasforma il cuore di Montevarchi in un vero vigneto urbano, dove degustazioni, masterclass e spettacoli celebrano le eccellenze del Valdarno. Parallelamente, a qualche migliaia di chilometri di distanza, il Château de Clos de Vougeot nella Borgogna francese rappresenta la storia millenaria del vino, con le sue mura di pietra che custodiscono uno dei più prestigiosi Grand Cru del mondo. L’articolo mette a confronto questi due scenari, evidenziando come il territorio, il patrimonio e la passione possano dare vita a esperienze uniche.
Varchi in Vigna 2024: la vigna urbana che anima Montevarchi
Da piazza Varchi al cuore della città
Dal 9 all’11 ottobre la storica piazza Varchi si trasforma in una distesa di prato naturale di circa mille metri quadrati, suddivisa in filari perfetti. Tavoli, panche e botti in legno creano una scenografia pronta ad accogliere i visitatori, mentre ai lati della piazza vengono allestite le stand delle cantine del territorio. Produttori locali espongono le proprie bottiglie, raccontando il processo vitivinicolo che dalla vigna passa per la cantina fino al bicchiere. L’iniziativa, già affermata nella scorsa edizione, si conferma come punto di riferimento per chi desidera immergersi nella cultura del vino toscano.
Programma di degustazione e spettacolo
Il centro storico diventa teatro di una serie di appuntamenti: via Roma ospita gli operatori gastronomici, che propongono piatti tipici a base di prodotti del Valdarno dal pane agli oli aromatizzati. Nel pomeriggio, il Palazzo del Podestà accoglie le masterclass condotte dai sommelier dell’AIS, dove vengono illustrate le caratteristiche dei vini del Valdarno e i migliori abbinamenti con la cucina locale. Sabato alle 16, si terrà il contest per il “miglior panello con l’uva”, che permette al pubblico di assaggiare diverse interpretazioni della ricetta tradizionale toscana. L’evento “Dandy in Vigna” aggiunge un tocco di eleganza, con una sfilata di abiti d’epoca che attraversa i filari, mentre il “Barber Corner solidale” offre rasature e acconciature in stile retrò, creando un’atmosfera di frizzante convivialità. Domenica chiude il festival con esperienze legate alla vendemmia: pigiatura dell’uva a piedi nudi lungo via Roma e degustazioni di pollo del Valdarno, accompagnate da uno show-cooking guidato dallo chef Gaetano Trovato.
Clos de Vougeot: il castello rinascimentale avvolto da vigneti borgognoni
Un forte chiuso tra i filari del Grand Cru
Nel dipartimento della Côte-d’Or, lungo la celebre Route des Grands Crus sorge il Château de Clos de Vougeot, dominato da una struttura medievale circondata da un muro di pietra che chiude circa cinquanta ettari di vigneto. Il termine clos indica proprio questo recinto fisico, eretto dai monaci cistercensi nel XII secolo per proteggere le proprie terre. Oggi la vigna è riconosciuta come Grand Cru e le sue pareti custodiscono una miriade di etichette, ognuna proveniente da una parcella diversa, testimonianza di un mosaico vitivinicolo unico al mondo.
Dalla fondazione cistercense alla rinascita moderna
La prima attività legata al vino nasce nei laboratori monastici del XII secolo, dove i cistercensi costruirono cantine e torchiature per trattare l’uva. Nel 1551 l’abate Jean Loisier fece erigere una dimora in stile rinascimentale, oggi conosciuta come castello, accanto alle cantine medievali. Dopo la Rivoluzione francese, la proprietà fu confiscata, cadeva in abbandono fino al XIX secolo, quando Léonce Bocquet, commerciante di vini, avviò un imponente restauro che ha dato al complesso la sua forma attuale. Dal 1949 il castello è classificato come monumento storico e ospita la Confrérie des Chevaliers du Tastevin che ogni anno organizza investiture e banchetti nei grandi cellier, preservando la tradizione di degustazione e convivialità tipica della Borgogna.
Entrambe le realtà, pur distanti geograficamente, mostrano come la cultura del vino possa sopravvivere e reinventarsi: Montevarchi celebra il legame con il territorio attraverso una vigna temporanea che coinvolge cittadini e turisti, mentre il Château de Clos de Vougeot rappresenta la continuità di secoli di maestria vitivinicola custodita tra mura di pietra. Partecipare a Varchi in Vigna o visitare il castello borgognone significa immergersi in storie di terra, uva e passione, dove ogni sorso racconta un pezzo di storia.



