La Milano Fashion Week ha presentato una giornata fitta di appuntamenti, con sfilate che hanno oscillato dal classicismo sartoriale alle sperimentazioni concettuali. In passerella si sono alternate le proposte di Max Mara, il duo creativo di Prada con Miuccia Prada e Raf Simons, la nuova direzione condivisa di Emporio Armani, il debutto di Meryll Rogge per Marni e la firma energica di Roberto Cavalli. Questo pezzo ricompone i temi salienti emersi in passerella e ne propone una lettura organica dei riferimenti stilistici.
La giornata ha confermato come la versatilità e la pratica della stratificazione dominino il racconto contemporaneo della moda. In passerella è emersa la volontà di rappresentare un guardaroba dinamico, capace di trasformarsi lungo l’arco della giornata attraverso sovrapposizioni e cambi rapidi. L’allestimento di alcuni show ha privilegiato pochi corpi in movimento, moltiplicati da outfit modulari che suggeriscono usi diversi degli stessi capi. Particolare attenzione è stata riservata ai capispalla tecnici, alla maglieria stratificata e ai contrasti di tessuto, con le zip impiegate sia come elemento funzionale sia come dettaglio decorativo. La scelta narrativa ha posto l’accento su praticità ed estetica, proponendo soluzioni adatte a contesti urbani e transnazionali.
La sfilata firmata da Miuccia Prada e Raf Simons ha illustrato l’idea di una cabina armadio in movimento, in cui ogni uscita rivela uno strato diverso di personalità. L’allestimento, con un numero limitato di modelle che ripetono il percorso, ha trasformato il défilé in una dimostrazione di adattabilità tra giorno e sera.
La proposta ha privilegiato capi versatili e abbinamenti funzionali, proponendo maglioni con zip, gonne dai colori vivaci e décolleté indossate con calzettoni. Il risultato ridisegna i codici del formale, offrendo soluzioni pratiche per contesti urbani e transnazionali e confermando la centralità della stratificazione nella stagione.
Dopo le proposte più sperimentali, la sfilata ha confermato le radici del made in Italy. Max Mara ha mostrato capi invernali progettati per durata e usura quotidiana. La linea privilegia tessuti solidi e costruzione accurata, pensata per una donna che ricerca funzionalità e durata nel tempo. Allo stesso modo Emporio Armani, guidato da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, ha puntato su pezzi che interpretano la vita reale, con richiami college e dettagli brit come gilet e berretti.
La proposta di Emporio Armani ha combinato un guardaroba giovanile con tagli sartoriali morbidi. Sono stati introdotti bermuda con pince, trench e montoni, in un equilibrio tra praticità e immagine formale. La palette varia dal greige a toni caldi come beige e marrone, per una stagione orientata alla stratificazione. Pelletteria e calzature hanno rafforzato il concetto di lifestyle funzionale e quotidiano, con accessori pensati per contesti urbani.
La giornata ha confermato la direzione del lifestyle funzionale già suggerita dagli accessori e dalla pelletteria. Ha segnato inoltre l’esordio di Meryll Rogge alla guida di Marni, con una proposta che reinterpreta l’heritage senza nostalgia. Rogge ha presentato sprazzi vintage e un uso composito dei materiali. L’atmosfera richiamava il domestic vintage anni Settanta, ma con soluzioni attuali. L’armadio mostrato punta alla praticità: pelle semilucida, maglioni oversize e accessori più morbidi rispetto al passato.
La collezione di Roberto Cavalli ha privilegiato un mood più oscuro e deciso. La pelle animalier è stata rielaborata in chiave monocromatica per creare superfici dal carattere quasi scultoreo. Il contrasto tra texture rigide e tessuti leggeri, come chiffon e pizzo, ha mantenuto la cifra sensuale della maison. Sovrapposizioni e rouches hanno alleggerito la drammaticità delle forme senza tradire il DNA del marchio. L’esito è una proposta che unisce matericità e teatralità, adatta sia alla passerella sia a contesti urbani.
Tra le altre presentazioni, Anteprima ha esplorato il tema del tempo accostando materiali effimeri a tessuti strutturati. Luisa Beccaria ha concepito l’abito come luogo della memoria celebrativa. Erika Cavallini ha introdotto una linfa marina, ispirata alle sirene, mentre Forte_forte ha reso omaggio ai codici britannici della maglieria.
La giornata ha confermato che Milano resta un terreno di confronto tra sperimentazione concettuale e applicazione concreta del guardaroba. Le proposte hanno mostrato un equilibrio tra funzione e poetica, in grado di dialogare con il presente senza rinnegare la tradizione. L’attenzione agli accostamenti materici potrebbe alimentare sviluppi commerciali e editoriali nelle prossime stagioni.
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