Per decenni, la menopausa è stata un argomento tabù, spesso evitato nelle conversazioni pubbliche. Tuttavia, negli ultimi anni, le donne hanno iniziato a parlare apertamente di questa fase della vita, rompendo il silenzio e spingendo il sistema sanitario e commerciale a prestare attenzione. Negli Stati Uniti, in particolare, si sta assistendo a una crescita significativa di cliniche specializzate per donne over 40, che offrono percorsi personalizzati che vanno dalla terapia ormonale al benessere psicologico e allo stile di vita.
Questo fenomeno non solo riflette l’espansione della wellness economy, ma anche una trasformazione culturale più profonda: la richiesta di vivere la menopausa con più informazioni, più strumenti e meno tabù.
Il fenomeno dei Menopause Retreat e la medicina concierge
Uno dei casi più emblematici è quello della ginecologa Sally Greenwald, che ha creato un punto di riferimento per mogli di miliardari, top manager e filantrope alla ricerca di percorsi personalizzati dedicati alla menopausa. Il suo studio, soprannominato “The Billionaires’ Vagina Club”, offre abbonamenti annuali che partono da oltre 10.000 dollari e possono superare i 30.000 dollari per il livello di assistenza più elevato.
Greenwald invita le sue pazienti a prolungare quella che definisce la propria “durata sessuale”, gli anni della vita in cui è possibile vivere la sessualità in modo sano, appagante e attivo. Il suo approccio si basa su terapie ormonali personalizzate e strategie che, in alcuni casi, si discostano dai protocolli più tradizionali. Tra le sue raccomandazioni c’è anche quella di vivere una sessualità più frequente e soddisfacente, considerata un tassello del benessere complessivo.
I benefici di una sessualità attiva
il punto non è che il sesso allunghi direttamente la vita, ma che possa contribuire a migliorare il sonno, ridurre lo stress, favorire la salute cardiovascolare, rafforzare le relazioni e preservare il pavimento pelvico. Benefici che, nel loro insieme, possono incidere positivamente sulla salute e sulla qualità della vita.
La nuova economia della menopausa
Negli ultimi anni, la menopausa è passata dall’essere un tabù a diventare uno dei temi più dinamici della medicina femminile. Cresce il numero di specialisti, cliniche dedicate, startup FemTech, podcast e libri che rivendicano un approccio più aggiornato alla terapia ormonale e alla salute sessuale.
La “menopause care” è diventata un settore economico. Nel 2026, le startup dedicate alla menopausa hanno raccolto circa 230 milioni di dollari, pari a oltre un terzo di tutti gli investimenti nel settore della salute femminile. Il motivo? C’è una domanda enorme di cure specialistiche finora poco considerate.
Una svolta riconosciuta anche dalla comunità scientifica: nel 2026, The Lancet ha dedicato un’intera serie alla menopausa, sostenendo la necessità di un modello di cura più personalizzato, basato sulle evidenze e capace di rispondere ai bisogni delle donne lungo tutto il percorso della transizione menopausale.
Il divario nell’accesso alle cure
Parallelamente, cresce anche il divario: mentre una piccola élite accede a cure altamente personalizzate, molte donne continuano a rimanere ai margini. Una donna su cinque ha rinviato o rinunciato a curarsi per motivi economici e solo il 26% ha un’assicurazione che copre la terapia ormonale. A questo si aggiunge un vuoto formativo enorme — la maggior parte dei medici non riceve alcuna preparazione specifica sul tema — e una recente crisi delle forniture che ha reso difficile reperire trattamenti di uso comune come i cerotti a base di estradiolo.
Nonostante queste difficoltà, qualcosa si muove dal basso: dal 2026 più di sessanta proposte di legge sulla menopausa sono state depositate nei parlamenti statali e quindici sono già diventate legge, dalla copertura assicurativa in Illinois, Maryland e New Jersey alle tutele contro la discriminazione sul lavoro introdotte in Rhode Island e a Filadelfia.



